L’insegnamento della seconda lingua (L2) nella scuola primaria continua a fondarsi, in misura significativa, su modelli glottodidattici riconducibili al paradigma Presentation–Practice–Production (PPP), i quali presuppongono implicitamente che i giovani apprendenti dispongano già delle risorse cognitive e autoregolative necessarie a un’adeguata elaborazione dell’input linguistico. Tuttavia, le evidenze provenienti dalla psicologia dello sviluppo e dalle neuroscienze cognitive mettono in luce una marcata variabilità interindividuale nelle funzioni esecutive, con particolare riferimento ai processi di controllo attentivo e alla memoria di lavoro. Tale variabilità mette in discussione l’assunto implicito del modello PPP e sollecita una riconsiderazione delle condizioni pedagogiche che rendono effettivamente possibile l’apprendimento linguistico. Il presente contributo propone il modello 4Ps-R (Priming, Presentation, Practice and Production) quale estensione teorica e operativa del framework PPP. La proposta introduce una fase preliminare esplicita di preparazione (priming), fondata sul costrutto di regulatory embodiment e articolata attraverso l’impiego intenzionale e strutturato di ritmo, postura e supporto all’attenzione, finalizzate alla predisposizione delle condizioni ottimali per l’elaborazione linguistica. Il modello distingue, a tal proposito, tra representational embodiment, in cui il corpo sostiene i processi di costruzione e codifica semantica, e regulatory embodiment, in cui l’attività corporea contribuisce alla stabilizzazione dei prerequisiti attentivi ed esecutivi che rendono possibile l’apprendimento. All’interno di tale cornice teorica, il concetto di prontezza (readiness) viene riconcettualizzato non più come prerequisito statico dell’azione didattica, bensì come stato dinamico, situato e pedagogicamente costruito attraverso specifiche mediazioni incarnate. Il modello 4Ps-R orienta attualmente l’intervento didattico sviluppato nell’ambito dello studio pilota mixed methods in corso, intitolato Lingua e movimento nella scuola primaria, finalizzato a esplorare le potenzialità dell’integrazione tra apprendimento della L2 ed elementi dell’allenamento derivati dalla danza classica. L’articolo discute i fondamenti teorici ed epistemologici del modello proposto, soffermandosi in particolare sulle implicazioni per la progettazione didattica, per la formazione degli insegnanti e per la definizione di future linee di ricerca empirica in ambito glottodidattico.
Capaci, C., Ferrara, G., Battaglia, G. (2026). From body to language: the 4Ps-R model as an embodied framework for regulatory readiness in early L2 pedagogy. In BOOK OF ABSTRACTS Stati Generali dell’Embodied Education – Università, Scuola, Territorio.
From body to language: the 4Ps-R model as an embodied framework for regulatory readiness in early L2 pedagogy
claudia capaci;gabriella ferrara;giuseppe battaglia
2026-01-01
Abstract
L’insegnamento della seconda lingua (L2) nella scuola primaria continua a fondarsi, in misura significativa, su modelli glottodidattici riconducibili al paradigma Presentation–Practice–Production (PPP), i quali presuppongono implicitamente che i giovani apprendenti dispongano già delle risorse cognitive e autoregolative necessarie a un’adeguata elaborazione dell’input linguistico. Tuttavia, le evidenze provenienti dalla psicologia dello sviluppo e dalle neuroscienze cognitive mettono in luce una marcata variabilità interindividuale nelle funzioni esecutive, con particolare riferimento ai processi di controllo attentivo e alla memoria di lavoro. Tale variabilità mette in discussione l’assunto implicito del modello PPP e sollecita una riconsiderazione delle condizioni pedagogiche che rendono effettivamente possibile l’apprendimento linguistico. Il presente contributo propone il modello 4Ps-R (Priming, Presentation, Practice and Production) quale estensione teorica e operativa del framework PPP. La proposta introduce una fase preliminare esplicita di preparazione (priming), fondata sul costrutto di regulatory embodiment e articolata attraverso l’impiego intenzionale e strutturato di ritmo, postura e supporto all’attenzione, finalizzate alla predisposizione delle condizioni ottimali per l’elaborazione linguistica. Il modello distingue, a tal proposito, tra representational embodiment, in cui il corpo sostiene i processi di costruzione e codifica semantica, e regulatory embodiment, in cui l’attività corporea contribuisce alla stabilizzazione dei prerequisiti attentivi ed esecutivi che rendono possibile l’apprendimento. All’interno di tale cornice teorica, il concetto di prontezza (readiness) viene riconcettualizzato non più come prerequisito statico dell’azione didattica, bensì come stato dinamico, situato e pedagogicamente costruito attraverso specifiche mediazioni incarnate. Il modello 4Ps-R orienta attualmente l’intervento didattico sviluppato nell’ambito dello studio pilota mixed methods in corso, intitolato Lingua e movimento nella scuola primaria, finalizzato a esplorare le potenzialità dell’integrazione tra apprendimento della L2 ed elementi dell’allenamento derivati dalla danza classica. L’articolo discute i fondamenti teorici ed epistemologici del modello proposto, soffermandosi in particolare sulle implicazioni per la progettazione didattica, per la formazione degli insegnanti e per la definizione di future linee di ricerca empirica in ambito glottodidattico.| File | Dimensione | Formato | |
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