Il diritto al lavoro e il diritto all'accesso alla conoscenza rappresentano tappe fondamentali nel processo di piena realizzazione umana (Alessandrini, 2017). Sebbene oggi si parli frequentemente di inclusione, sia a livello normativo sia attraverso il richiamo a buone pratiche, emerge una certa ambiguità nella loro concreta attuazione. Nei contesti lavorativi, così come nella società in generale, permangono, infatti, usi del linguaggio e modalità operative che finiscono per alimentare processi di marginalizzazione, colpendo in particolare le minoranze (Goodley et al., 2018). I Disability Studies e i DisCrit evidenziano come una cultura normativa escludente colpisca non solo le persone con disabilità, ma anche gli stranieri e le categorie di individui ritenuti portatori di una qualche diversità (Goodley ey al., 2018). Da qui l’ingenerarsi di una serie di comportamenti discriminatori (es. bullismo e sessismo) verso identità atipiche (Gamberi et al., 2010; Ollier et al., 2015; Nappa et al., 2018; Selmi & Oberti, 2021, in Antoniucci et al., 2023). La ricerca evidenzia la necessità di una maggiore consapevolezza sociale sulle dinamiche quotidiane di inclusione. Già a partire dal 2020, l'importanza della crescita inclusiva, insieme a quella intelligente e sostenibile, è stata riconosciuta tra le priorità strategiche dell'Unione Europea (EU, 2020). Il lavoro ha valore solo se rispetta la dignità umana e favorisce libertà, partecipazione e giustizia. La Pedagogia del lavoro promuove un’educazione che valorizza l’esperienza lavorativa come spazio di crescita, inclusione e trasformazione, superando stereotipi e visioni riduttive dell’individuo (Alessandrini, 2017). Il presente contributo presenta uno studio analitico di alcune strategie pedagogico-didattiche a carattere laboratoriale, con particolare attenzione ai metodi narrativi (Castiglioni, 2011), spendibili in contesto lavorativo. Lo studio prende le mosse dalla ricerca dottorale in corso sul tema “DisCrit Inclusion: Training and Employment for Equity: competenze per l’inclusività nel mondo del lavoro”, nell’ambito del Dottorato di Ricerca internazionale in Health Promotion & Cognitive Sciences, presso l’Università degli Studi di Palermo, incentrata su un percorso di ricerca-formazione coi dipendenti pubblici di una rete di comuni del territorio agrigentino, con l’intento di attivare un processo di riflessione critica per esplorare e promuovere l’interpretazione delle proprie ed altrui esperienze (Castiglioni, 2011) rispetto alle dinamiche di inclusione ed equità nell’ambiente di lavoro.
Scolaro, I. (2025). Includere nel lavoro: competenze e formazione al servizio dell’equità. Prima fase di una ricerca-formazione nei comuni dell’agrigentino. In M. Antonietti, I. Maggiarra, S. Mambriani, L. Salvarani (a cura di), Società Italiana di Pedagogia.
Includere nel lavoro: competenze e formazione al servizio dell’equità. Prima fase di una ricerca-formazione nei comuni dell’agrigentino
Ilaria Scolaro
2025-01-01
Abstract
Il diritto al lavoro e il diritto all'accesso alla conoscenza rappresentano tappe fondamentali nel processo di piena realizzazione umana (Alessandrini, 2017). Sebbene oggi si parli frequentemente di inclusione, sia a livello normativo sia attraverso il richiamo a buone pratiche, emerge una certa ambiguità nella loro concreta attuazione. Nei contesti lavorativi, così come nella società in generale, permangono, infatti, usi del linguaggio e modalità operative che finiscono per alimentare processi di marginalizzazione, colpendo in particolare le minoranze (Goodley et al., 2018). I Disability Studies e i DisCrit evidenziano come una cultura normativa escludente colpisca non solo le persone con disabilità, ma anche gli stranieri e le categorie di individui ritenuti portatori di una qualche diversità (Goodley ey al., 2018). Da qui l’ingenerarsi di una serie di comportamenti discriminatori (es. bullismo e sessismo) verso identità atipiche (Gamberi et al., 2010; Ollier et al., 2015; Nappa et al., 2018; Selmi & Oberti, 2021, in Antoniucci et al., 2023). La ricerca evidenzia la necessità di una maggiore consapevolezza sociale sulle dinamiche quotidiane di inclusione. Già a partire dal 2020, l'importanza della crescita inclusiva, insieme a quella intelligente e sostenibile, è stata riconosciuta tra le priorità strategiche dell'Unione Europea (EU, 2020). Il lavoro ha valore solo se rispetta la dignità umana e favorisce libertà, partecipazione e giustizia. La Pedagogia del lavoro promuove un’educazione che valorizza l’esperienza lavorativa come spazio di crescita, inclusione e trasformazione, superando stereotipi e visioni riduttive dell’individuo (Alessandrini, 2017). Il presente contributo presenta uno studio analitico di alcune strategie pedagogico-didattiche a carattere laboratoriale, con particolare attenzione ai metodi narrativi (Castiglioni, 2011), spendibili in contesto lavorativo. Lo studio prende le mosse dalla ricerca dottorale in corso sul tema “DisCrit Inclusion: Training and Employment for Equity: competenze per l’inclusività nel mondo del lavoro”, nell’ambito del Dottorato di Ricerca internazionale in Health Promotion & Cognitive Sciences, presso l’Università degli Studi di Palermo, incentrata su un percorso di ricerca-formazione coi dipendenti pubblici di una rete di comuni del territorio agrigentino, con l’intento di attivare un processo di riflessione critica per esplorare e promuovere l’interpretazione delle proprie ed altrui esperienze (Castiglioni, 2011) rispetto alle dinamiche di inclusione ed equità nell’ambiente di lavoro.| File | Dimensione | Formato | |
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