Fernando Távora is certainly the initiator, the founder and the creator of what is recognized as the School of Architecture of Porto. A School that is the expression, today, of a palingenesis of contemporary Portuguese ar- chitecture and, perhaps without exaggeration, of a worldwide architectural neo-renaissance at the turn of the 20th and 21st centuries. The magister par excellence, the one who traces the rst furrow of the road that will be, later on, travelled by the Descendants – the architects Alvaro Siza Vieira and Eduardo Souto de Moura - but with the dual and antithetical vision of one who knows that the goal is reached by constantly looking forward and, at the same time, backwards, to his own formative experience and to the legacy of the perpetual lesson of the Master. All these topics makes Carlotta Torricelli’s curatorship particularly inter- esting, allowing, for the rst time in Italy, the translation (by Torricelli herself) and publication of Fernando Távora’s 1962 essay Dell’organiz- zazione dello spazio (Da Organização di Espaço) in its rst printed edition of 1982. And despite the warning expressed to the reader by Nuno Portas, in his preface to the 1982 edition itself, not to consider Távora’s essay as the expression of the outcome of “a research work” or “the systematization of a didactic modality” or, even more so, “the moment of maturation of the theoretical and practical aspects of the profession”, it certainly cannot be reduced to a text “of circumstance”, linked to the mere contingency of an academic competition, or the «dissertation for the competition for associ- ate professor in the Higher School of Fine Arts in Porto».

Fernando Távora è certamente l’iniziatore, il fondatore e l’ideatore di ciò che è riconosciuta come la Scuola di Architettura di Porto. Una Scuola espressione, oggi, di una palingenesi dell’architettura portoghese contemporanea e, forse, senza esagerazione, di un neo-rinascimento architettonico mondiale a cavallo tra il XX e il XXI secolo. Il magister per eccellenza, colui che traccia il primo solco della strada che sarà, in seguito, percorsa dai Discenti - Alvaro Siza Vieira ed Eduardo Souto de Moura - ma con la visione duplice e antitetica di chi sa che la meta si raggiunge volgendo costantemente lo sguardo in avanti e, nel contempo, indietro, al proprio vissuto formativo e al lascito della lezione perpetua del Maestro. Tutto ciò rende di particolare interesse la curatela di Carlotta Torricelli che consente, per la prima volta in Italia, la traduzione (opera della stessa Torricelli) e la pubblicazione dello scritto del 1962 di Fernando Távora Dell’organizzazione dello spazio (Da Organização di Espaço) nella ver- sione della prima edizione a stampa del 1982. E nonostante l’avvertimento espresso al lettore da Nuno Portas, nella sua prefazione proprio all’edizio- ne del 1982, nel non considerare il saggio di Távora, come l’espressione dell’esito di «un lavoro di ricerca» o «la sistematizzazione di una modalità didattica» o, a maggior ragione, «il momento di maturazione degli aspetti teorici e pratici della professione», esso non può essere certamente ridotto ad un testo «di circostanza» legato alla mera contingenza di un concorso accademico, ossia la «prova di dissertazione per il concorso di professore associato nella Scuola Superiore di Belle Arti di Porto».

Di Benedetto, G. (2022). Spazio, forma, materia, contesto. La lezione perpetua di Távora [10.12838/fam/issn2039-0491/n59-2022].

Spazio, forma, materia, contesto. La lezione perpetua di Távora

Di Benedetto, Giuseppe
2022-11-01

Abstract

Fernando Távora è certamente l’iniziatore, il fondatore e l’ideatore di ciò che è riconosciuta come la Scuola di Architettura di Porto. Una Scuola espressione, oggi, di una palingenesi dell’architettura portoghese contemporanea e, forse, senza esagerazione, di un neo-rinascimento architettonico mondiale a cavallo tra il XX e il XXI secolo. Il magister per eccellenza, colui che traccia il primo solco della strada che sarà, in seguito, percorsa dai Discenti - Alvaro Siza Vieira ed Eduardo Souto de Moura - ma con la visione duplice e antitetica di chi sa che la meta si raggiunge volgendo costantemente lo sguardo in avanti e, nel contempo, indietro, al proprio vissuto formativo e al lascito della lezione perpetua del Maestro. Tutto ciò rende di particolare interesse la curatela di Carlotta Torricelli che consente, per la prima volta in Italia, la traduzione (opera della stessa Torricelli) e la pubblicazione dello scritto del 1962 di Fernando Távora Dell’organizzazione dello spazio (Da Organização di Espaço) nella ver- sione della prima edizione a stampa del 1982. E nonostante l’avvertimento espresso al lettore da Nuno Portas, nella sua prefazione proprio all’edizio- ne del 1982, nel non considerare il saggio di Távora, come l’espressione dell’esito di «un lavoro di ricerca» o «la sistematizzazione di una modalità didattica» o, a maggior ragione, «il momento di maturazione degli aspetti teorici e pratici della professione», esso non può essere certamente ridotto ad un testo «di circostanza» legato alla mera contingenza di un concorso accademico, ossia la «prova di dissertazione per il concorso di professore associato nella Scuola Superiore di Belle Arti di Porto».
Settore ICAR/14 - Composizione Architettonica E Urbana
https://www.famagazine.it/index.php/famagazine/article/view/912
Di Benedetto, G. (2022). Spazio, forma, materia, contesto. La lezione perpetua di Távora [10.12838/fam/issn2039-0491/n59-2022].
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