Obiettivi La pandemia di COVID-19 ha modificato le strategie assistenziali in modo radicale. Le necessità di distanziamento sociale hanno condizionato l’accesso alle cure ospedaliere, con il rischio che i pazienti cronici, più vulnerabili, venissero gestiti con inadeguata interazione con le famiglie e i pediatri di famiglia (PdF), con gravi ritardi diagnostici e terapeutici. Metodi Un questionario con 10 domande sulla gestione dei pazienti con ipotiroidismo congenito (IC) è stato inviato ai PdF della regione Sicilia (Palermo, Agrigento, Trapani, Enna, Caltanissetta, Siracusa). Risultati Hanno risposto 55 PdF che seguono da 2 a 3 pazienti con IC, con prevalenza più elevata in aree ad alta endemia. Sia il timing nella rivalutazione della funzionalità tiroidea sia la rimodulazione della terapia con Levotiroxina, secondo il PdF, vanno affidati allo specialista. I PdF suggeriscono l’implementazione del contatto tra specialista e PdF, e tra specialista e paziente, tramite ambulatori telefonici (rispettivamente dedicati al PdF e al paziente) ed in remoto, per ridurre gli accessi presso la struttura ospedaliera. Viene sottolineata l’esigenza di un confronto “tecnico” tra Specialista e PdF, con corsi di aggiornamento, per una migliore co-gestione del paziente. Viene sottolineata la difficoltà nella gestione dell’ansia familiare, conseguente alla necessità dei continui aggiustamenti della terapia sostitutiva, ansia acuita dalla situazione epidemica in corso. Conclusioni Aiutare i malati cronici in questa fase di emergenza protegge la salute di soggetti vulnerabili e tutela la salute pubblica. Infatti, evitare che i pazienti cronici si rechino nelle aree ospedaliere, li protegge ed evita il diffondersi del contagio del COVID-19. L’innovazione tecnologica consente di riorganizzare l’assistenza sanitaria, grazie a soluzioni di assistenza connessa (telemedicina, monitoraggio in remoto dei pazienti e delle terapie), invio per mail dei piani terapeutici e comunicazione sicura tra i clinici e pazienti, per favorire l’aderenza alla terapia e una migliore gestione della cronicità. Il rapporto tra endocrinologo pediatra e PdF deve strutturare questa strategia innovativa: lo “Smart Working" in ambito sanitario deve divenire “Smart Co-Working”: la gestione di un paziente pediatrico con IC deve basarsi sulla cooperazione tra ospedale e territorio, per tutelare i bisogni di salute dei fragili e garantire un supporto integrato alle loro famiglie.

Maria Cristina Maggio, . (2021). PROGETTO DI SMART WORKING DURANTE LA PANDEMIA DI COVID-19: SMART CO-WORKING PER LA RETE ASSISTENZIALE FRA PEDIATRI DI LIBERA SCELTA E UN CENTRO DI RIFERIMENTO IN SICILIA PER L’IPOTIROIDISMO CONGENITO. In XXIII Congresso Nazionale SIEDP, Atti del Congresso (pp. 265-265).

PROGETTO DI SMART WORKING DURANTE LA PANDEMIA DI COVID-19: SMART CO-WORKING PER LA RETE ASSISTENZIALE FRA PEDIATRI DI LIBERA SCELTA E UN CENTRO DI RIFERIMENTO IN SICILIA PER L’IPOTIROIDISMO CONGENITO

Maria Cristina Maggio;Claudio Montante;Sofia Felice;Simona Scalzo;Giovanni Corsello
2021

Abstract

Obiettivi La pandemia di COVID-19 ha modificato le strategie assistenziali in modo radicale. Le necessità di distanziamento sociale hanno condizionato l’accesso alle cure ospedaliere, con il rischio che i pazienti cronici, più vulnerabili, venissero gestiti con inadeguata interazione con le famiglie e i pediatri di famiglia (PdF), con gravi ritardi diagnostici e terapeutici. Metodi Un questionario con 10 domande sulla gestione dei pazienti con ipotiroidismo congenito (IC) è stato inviato ai PdF della regione Sicilia (Palermo, Agrigento, Trapani, Enna, Caltanissetta, Siracusa). Risultati Hanno risposto 55 PdF che seguono da 2 a 3 pazienti con IC, con prevalenza più elevata in aree ad alta endemia. Sia il timing nella rivalutazione della funzionalità tiroidea sia la rimodulazione della terapia con Levotiroxina, secondo il PdF, vanno affidati allo specialista. I PdF suggeriscono l’implementazione del contatto tra specialista e PdF, e tra specialista e paziente, tramite ambulatori telefonici (rispettivamente dedicati al PdF e al paziente) ed in remoto, per ridurre gli accessi presso la struttura ospedaliera. Viene sottolineata l’esigenza di un confronto “tecnico” tra Specialista e PdF, con corsi di aggiornamento, per una migliore co-gestione del paziente. Viene sottolineata la difficoltà nella gestione dell’ansia familiare, conseguente alla necessità dei continui aggiustamenti della terapia sostitutiva, ansia acuita dalla situazione epidemica in corso. Conclusioni Aiutare i malati cronici in questa fase di emergenza protegge la salute di soggetti vulnerabili e tutela la salute pubblica. Infatti, evitare che i pazienti cronici si rechino nelle aree ospedaliere, li protegge ed evita il diffondersi del contagio del COVID-19. L’innovazione tecnologica consente di riorganizzare l’assistenza sanitaria, grazie a soluzioni di assistenza connessa (telemedicina, monitoraggio in remoto dei pazienti e delle terapie), invio per mail dei piani terapeutici e comunicazione sicura tra i clinici e pazienti, per favorire l’aderenza alla terapia e una migliore gestione della cronicità. Il rapporto tra endocrinologo pediatra e PdF deve strutturare questa strategia innovativa: lo “Smart Working" in ambito sanitario deve divenire “Smart Co-Working”: la gestione di un paziente pediatrico con IC deve basarsi sulla cooperazione tra ospedale e territorio, per tutelare i bisogni di salute dei fragili e garantire un supporto integrato alle loro famiglie.
SMART WORKING, COVID-19,CO-WORKING,IPOTIROIDISMO CONGENITO
Maria Cristina Maggio, . (2021). PROGETTO DI SMART WORKING DURANTE LA PANDEMIA DI COVID-19: SMART CO-WORKING PER LA RETE ASSISTENZIALE FRA PEDIATRI DI LIBERA SCELTA E UN CENTRO DI RIFERIMENTO IN SICILIA PER L’IPOTIROIDISMO CONGENITO. In XXIII Congresso Nazionale SIEDP, Atti del Congresso (pp. 265-265).
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Descrizione: Maggio_et_al_SIEDP2021_SmartWorking
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