The Sirocco’ Chamber in Micciulla manor is one of more than thirty examples of a forerunner hypogeum passive cooling system, which spread in Palermo between the seventeenth and eighteenth centuries. Artificial caves dug under or near the palermitan mansion where the rich families took refuge to escape the high summer temperatures, often made unbearable by the hot African Sirocco wind. Among all, the Sirocco’ Chamber in Micciulla manor is perhaps the best known not only for its particular and unique "open-air" structure, but also and above all for the historical past linked to it. This contribution intends to retrace the most significant phases of the history of this asset: the casual discovery of the natural cave and a qanat inside a calcarenite pit, the periods of complete abandonment and those of great interest on the part of the owners - Jesuit fathers, Holy Office, local nobility - who succeeded in the ownership of the manor; and then the years of illegality and decay, under the mafia control and the years of redemption thanks to the work of brave men, first of all the judge Giovanni Falcone who made the Micciulla manor and the Sirocco’ Chamber to this pertinent, the first asset confiscated from the mafia. Today the manor hosts a Scout base managed by the Agesci association to which the asset has been assigned. The young volunteers, despite the continuous acts of intimidation by local criminals, have recovered the entire area from the degradation, returning it to its original beauty and taking care of its preservation and maintenance. Structural recovery interventions made by the Superintendency for Cultural Heritage, have allowed to deliver the Sirocco’ Chamber to public use.

La Camera dello scirocco di fondo Micciulla è uno degli oltre trenta esemplari di un antesignano sistema di raffrescamento passivo ipogeo, diffusosi a Palermo tra il XVII e il XVIII secolo. Grotte artificiali scavate al di sotto o in prossimità delle dimore palermitane presso le quali i ricchi signori si rifugiavano per sfuggire alle elevate temperature estive, rese spesso insopportabili dal caldo vento africano di Scirocco. Tra tutte, la Camera dello Scirocco di fondo Micciulla è forse la più nota non solo per la sua particolare e unica struttura “a cielo aperto”, ma anche e soprattutto per i trascorsi storici ad essa legati. Il presente contributo intende ripercorrere le fasi più significative della storia di questo bene: la casuale scoperta della grotta naturale e di un qanat all’interno di una cava di calcarenite, i periodi di completo abbandono e quelli di grande interesse da parte dei possessori - padri gesuiti, sant’Uffizio, nobiltà locale -, succedutisi nella proprietà del fondo; e poi gli anni dell’illegalità e del degrado, sotto il controllo mafioso e gli anni del riscatto grazie all’opera di uomini coraggiosi, primo fra tutti il giudice Giovanni Falcone che ha fatto del fondo Micciulla e della camera dello scirocco a questo pertinente, il primo bene confiscato alla mafia. Oggi il fondo ospita una base Scout gestita dall’associazione Agesci alla quale è stato assegnato il bene. I giovani volontari, nonostante i continui atti intimidatori ad opera di malavitosi locali, hanno recuperato dal degrado l’intera area restituendola alla originaria bellezza e ne curano la salvaguardia e la manutenzione. Interventi di recupero strutturale operati dalla Soprintendenza, hanno permesso di consegnare la camera dello scirocco alla fruizione pubblica.

Tiziana Firrone, C.B. (2019). The Sirocco's chamber of Micciulla manor in Palermo : a bioclimatic archetype symbol of legality and civil redemption. In World Heritage and Legacy : culture, creativity, contamination Le Vie dei Mercanti _ XVII International Forum (pp. 653-664). Roma : Gangemi.

The Sirocco's chamber of Micciulla manor in Palermo : a bioclimatic archetype symbol of legality and civil redemption

Tiziana Firrone
;
Carmelo Bustinto
Membro del Collaboration Group
;
2019

Abstract

La Camera dello scirocco di fondo Micciulla è uno degli oltre trenta esemplari di un antesignano sistema di raffrescamento passivo ipogeo, diffusosi a Palermo tra il XVII e il XVIII secolo. Grotte artificiali scavate al di sotto o in prossimità delle dimore palermitane presso le quali i ricchi signori si rifugiavano per sfuggire alle elevate temperature estive, rese spesso insopportabili dal caldo vento africano di Scirocco. Tra tutte, la Camera dello Scirocco di fondo Micciulla è forse la più nota non solo per la sua particolare e unica struttura “a cielo aperto”, ma anche e soprattutto per i trascorsi storici ad essa legati. Il presente contributo intende ripercorrere le fasi più significative della storia di questo bene: la casuale scoperta della grotta naturale e di un qanat all’interno di una cava di calcarenite, i periodi di completo abbandono e quelli di grande interesse da parte dei possessori - padri gesuiti, sant’Uffizio, nobiltà locale -, succedutisi nella proprietà del fondo; e poi gli anni dell’illegalità e del degrado, sotto il controllo mafioso e gli anni del riscatto grazie all’opera di uomini coraggiosi, primo fra tutti il giudice Giovanni Falcone che ha fatto del fondo Micciulla e della camera dello scirocco a questo pertinente, il primo bene confiscato alla mafia. Oggi il fondo ospita una base Scout gestita dall’associazione Agesci alla quale è stato assegnato il bene. I giovani volontari, nonostante i continui atti intimidatori ad opera di malavitosi locali, hanno recuperato dal degrado l’intera area restituendola alla originaria bellezza e ne curano la salvaguardia e la manutenzione. Interventi di recupero strutturale operati dalla Soprintendenza, hanno permesso di consegnare la camera dello scirocco alla fruizione pubblica.
Settore ICAR/12 - Tecnologia Dell'Architettura
978-88-492-3752-8
Tiziana Firrone, C.B. (2019). The Sirocco's chamber of Micciulla manor in Palermo : a bioclimatic archetype symbol of legality and civil redemption. In World Heritage and Legacy : culture, creativity, contamination Le Vie dei Mercanti _ XVII International Forum (pp. 653-664). Roma : Gangemi.
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