Il contributo riflette sul nesso tra ecologia, sostenibilità e fenomenologia attraverso un confronto tra il pensiero di Martin Heidegger e quello di Hans Jonas. Nella tarda modernità, segnata da crisi ecologiche, individualismo crescente e dominio della razionalità tecnico-scientifica, appare necessario interrogare, in prospettiva educativa, le radici filosofiche della relazione tra essere umano e natura. In La questione della tecnica (1954), Heidegger interpreta la tecnica moderna come un “modo di svelamento” dell’essere che riduce la natura a risorsa disponibile (Bestand), privandola della sua alterità ontologica. A questa logica contrappone, in Costruire, abitare, pensare (1951), l’“abitare” come modalità autentica dell’essere-nel-mondo, fondata sulla custodia dei luoghi. L’assenza di una dimensione etico-normativa esplicita rende tuttavia problematico il suo contributo operativo alla sostenibilità. Jonas, allievo critico di Heidegger, elabora invece ne Il principio responsabilità (1979) un’etica prescrittiva della responsabilità e della cura verso l’altro e verso la natura, intesa come soggetto di diritto, di cui l’essere umano è parte e non dominatore. Il confronto mette in luce due approcci complementari: la necessità di una svolta ontologica nel rapporto uomo-natura e l’urgenza di un’etica della responsabilità capace di orientare l’agire individuale e collettivo in senso sostenibile.
Alba, F. (2025). Ecologia e sostenibilità alla scuola della fenomenologia: un confronto tra Martin Heidegger e Hans Jonas. In E. Balduzzi, E. Miatto, M. Valentini (a cura di), Educazione, Ecologia, Vita. Riflessioni e proposte educative per una Ecologia integrale (pp. 31-31). Lecce : Pensa MultiMedia Editore.
Ecologia e sostenibilità alla scuola della fenomenologia: un confronto tra Martin Heidegger e Hans Jonas
Fabio Alba
2025-01-01
Abstract
Il contributo riflette sul nesso tra ecologia, sostenibilità e fenomenologia attraverso un confronto tra il pensiero di Martin Heidegger e quello di Hans Jonas. Nella tarda modernità, segnata da crisi ecologiche, individualismo crescente e dominio della razionalità tecnico-scientifica, appare necessario interrogare, in prospettiva educativa, le radici filosofiche della relazione tra essere umano e natura. In La questione della tecnica (1954), Heidegger interpreta la tecnica moderna come un “modo di svelamento” dell’essere che riduce la natura a risorsa disponibile (Bestand), privandola della sua alterità ontologica. A questa logica contrappone, in Costruire, abitare, pensare (1951), l’“abitare” come modalità autentica dell’essere-nel-mondo, fondata sulla custodia dei luoghi. L’assenza di una dimensione etico-normativa esplicita rende tuttavia problematico il suo contributo operativo alla sostenibilità. Jonas, allievo critico di Heidegger, elabora invece ne Il principio responsabilità (1979) un’etica prescrittiva della responsabilità e della cura verso l’altro e verso la natura, intesa come soggetto di diritto, di cui l’essere umano è parte e non dominatore. Il confronto mette in luce due approcci complementari: la necessità di una svolta ontologica nel rapporto uomo-natura e l’urgenza di un’etica della responsabilità capace di orientare l’agire individuale e collettivo in senso sostenibile.| File | Dimensione | Formato | |
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