Sintonizzarsi con la sofferenza e il disagio nell’infanzia significa raccogliere segnali spesso oscuri e condensati, che il/la bambino/a esprime prevalentemente attraverso il corpo e il comportamento. Nella fascia di età zero-sei, dare voce, significato e senso a tali manifestazioni richiede una prospettiva evolutiva e relazionale, capace di comprendere l’individuo nei suoi contesti di crescita e nelle molteplici trasformazioni del suo sviluppo. A partire dai fondamenti dell’approccio psicodinamico e dai concetti di attaccamento, regolazione, mentalizzazione e resilienza, il contributo propone alcuni “campanelli di allarme” nelle aree dell’alimentazione, del sonno, del corpo, del comportamento, degli affetti e delle relazioni, da accogliere con attenzione e volontà di approfondimento. Vengono quindi delineate linee psicoeducative orientate ad ampliare l’area di relazione e di pensabilità del/lla bambino/a con i suoi caregivers. Particolare rilievo assumono le strategie narrative a mediazione e il sostegno alla genitorialità, per rendere comunicabile ciò che non trova ancora parole, riaccendere la funzione del simbolico e narrare la sofferenza.
La Grutta, S., Piombo, M.A., Spicuzza, V., Epifanio, M.S., Maltese, A. (2026). SEGNI E INDICATORI DI FRAGILITÀ NELLA FASCIA DI ETÀ ZERO-SEI. LA SOFFERENZA E IL DISAGIO NELL’INFANZIA LUNGO IL CONTINUUM DEI CONTESTI EVOLUTIVI. In M. Vinciguerra (a cura di), Aver cura dell'infanzia e della comunità. Un percorso di formazione interdisciplinare per il sistema integrato zerosei.
SEGNI E INDICATORI DI FRAGILITÀ NELLA FASCIA DI ETÀ ZERO-SEI. LA SOFFERENZA E IL DISAGIO NELL’INFANZIA LUNGO IL CONTINUUM DEI CONTESTI EVOLUTIVI
Sabina La Grutta
;Marco Andrea Piombo
;Vittoria Spicuzza
;Maria Stella Epifanio
;Agata Maltese
2026-09-18
Abstract
Sintonizzarsi con la sofferenza e il disagio nell’infanzia significa raccogliere segnali spesso oscuri e condensati, che il/la bambino/a esprime prevalentemente attraverso il corpo e il comportamento. Nella fascia di età zero-sei, dare voce, significato e senso a tali manifestazioni richiede una prospettiva evolutiva e relazionale, capace di comprendere l’individuo nei suoi contesti di crescita e nelle molteplici trasformazioni del suo sviluppo. A partire dai fondamenti dell’approccio psicodinamico e dai concetti di attaccamento, regolazione, mentalizzazione e resilienza, il contributo propone alcuni “campanelli di allarme” nelle aree dell’alimentazione, del sonno, del corpo, del comportamento, degli affetti e delle relazioni, da accogliere con attenzione e volontà di approfondimento. Vengono quindi delineate linee psicoeducative orientate ad ampliare l’area di relazione e di pensabilità del/lla bambino/a con i suoi caregivers. Particolare rilievo assumono le strategie narrative a mediazione e il sostegno alla genitorialità, per rendere comunicabile ciò che non trova ancora parole, riaccendere la funzione del simbolico e narrare la sofferenza.| File | Dimensione | Formato | |
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