La Sicilia presenta una delle più basse coperture forestali tra le regioni italiane e alcune delle più elevate superfici percorse annualmente da incendi, con oltre 50.000 ettari bruciati nel solo 2023. In questo contesto, la EU Nature Restoration Law (Reg. UE 2024/1991), in vigore dall'agosto 2024, impone agli Stati Membri due obblighi potenzialmente confliggenti: il restauro degli habitat prioritari degradati e il contributo all'obiettivo europeo di messa a dimora di almeno 3 miliardi di alberi entro il 2030. Che questi obblighi entrino effettivamente in conflitto sulle aree demaniali siciliane è ciò che il presente lavoro intende dimostrare, rendendo urgente una valutazione quantitativa delle reali disponibilità operative. L'analisi ha considerato le superfici del demanio forestale regionale (~156.000 ha) e ha valutato se, e in quale misura, sia tecnicamente e normativamente possibile avviare interventi di riforestazione, attraverso l'applicazione progressiva di filtri spaziali. In una prima fase sono state selezionate le tipologie della Carta di Uso del Suolo (CORINE Land Cover 2018) compatibili con interventi di rimboschimento o rinaturalizzazione, escludendo formazioni forestali mature, habitat naturali ad alto valore conservazionistico, aree agricole attive, urbanizzate e infrastrutturali. Successivamente sono stati applicati tre vincoli normativi in sequenza: 1) esclusione delle aree ricadenti nella Rete Natura 2000 (ZPS, SIC, ZSC); 2) esclusione delle superfici percorse da incendio nel quinquennio 2021–2025, per le quali la normativa vigente vieta interventi per cinque anni; 3) esclusione dell'habitat prioritario 6220* ("Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea"), cartografato dalla Carta degli Habitat regionale sia all'interno che all'esterno della Rete Natura 2000. I risultati mostrano una riduzione progressiva e drastica: dai ~28.000 ha selezionate per tipologia di uso del suolo si passa a ~9.300 ha escludendo la Rete Natura 2000, a ~6.600 ha escludendo anche le aree incendiate, fino a soli ~2.440 ha dopo l'esclusione del 6220*. Quest'ultimo filtro, applicato anche fuori Natura 2000, è responsabile della perdita del 63% delle aree residue, con picchi critici in province come Trapani, dove le superfici disponibili scendono a meno di 50 ettari. Complessivamente, i vincoli normativi combinati rendono molto difficile alla messa a dimora il 98,4% del demanio forestale regionale. L'analisi evidenzia una tensione strutturale tra l'applicazione acritica dei vincoli normativi e la fattibilità operativa di qualsiasi politica di riforestazione coerente con gli obiettivi della Restoration Law. Un elemento centrale di questa tensione è la caratterizzazione indifferenziata del 6220* fuori Natura 2000, che ingloba comunità di alto valore conservazionistico ma soprattutto formazioni secondarie di origine post-incendio o post-abbandono pastorale, per le quali l'esclusione totale dalla riforestazione appare ecologicamente ingiustificata. Si propone pertanto l'integrazione con la carta della vegetazione potenziale per discriminare il 6220* di pregio dal 6220* di degrado, orientando la governance forestale regionale verso scelte ecologicamente fondate, capaci di conciliare gli obblighi normativi europei con le reali potenzialità del territorio.
Petrillo, M., Da Silveira Bueno, R., Badalamenti, E., Signa, D., Di Noto, G., La Mantia, T. (2026). Analisi spaziale multi-filtro per la riforestazione del demanio forestale siciliano: quando i vincoli normativi limitano l'operatività. In D. Spano, F. Salbitano, M.T. Tiloca, M. Cillara, V. Lozano, T. Chahine, et al. (a cura di), XV Congresso della Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale, Sassari, 22-25 settembre 2026. Sistemi forestali mediterranei come infrastrutture strategiche: scienza, gestione e comunità per territori resilienti. Abstract Book, Comunicazioni orali (pp. 154-154).
Analisi spaziale multi-filtro per la riforestazione del demanio forestale siciliano: quando i vincoli normativi limitano l'operatività
Maria Petrillo
;Rafael da Silveira Bueno;Emilio Badalamenti;Tommaso La Mantia
2026-09-01
Abstract
La Sicilia presenta una delle più basse coperture forestali tra le regioni italiane e alcune delle più elevate superfici percorse annualmente da incendi, con oltre 50.000 ettari bruciati nel solo 2023. In questo contesto, la EU Nature Restoration Law (Reg. UE 2024/1991), in vigore dall'agosto 2024, impone agli Stati Membri due obblighi potenzialmente confliggenti: il restauro degli habitat prioritari degradati e il contributo all'obiettivo europeo di messa a dimora di almeno 3 miliardi di alberi entro il 2030. Che questi obblighi entrino effettivamente in conflitto sulle aree demaniali siciliane è ciò che il presente lavoro intende dimostrare, rendendo urgente una valutazione quantitativa delle reali disponibilità operative. L'analisi ha considerato le superfici del demanio forestale regionale (~156.000 ha) e ha valutato se, e in quale misura, sia tecnicamente e normativamente possibile avviare interventi di riforestazione, attraverso l'applicazione progressiva di filtri spaziali. In una prima fase sono state selezionate le tipologie della Carta di Uso del Suolo (CORINE Land Cover 2018) compatibili con interventi di rimboschimento o rinaturalizzazione, escludendo formazioni forestali mature, habitat naturali ad alto valore conservazionistico, aree agricole attive, urbanizzate e infrastrutturali. Successivamente sono stati applicati tre vincoli normativi in sequenza: 1) esclusione delle aree ricadenti nella Rete Natura 2000 (ZPS, SIC, ZSC); 2) esclusione delle superfici percorse da incendio nel quinquennio 2021–2025, per le quali la normativa vigente vieta interventi per cinque anni; 3) esclusione dell'habitat prioritario 6220* ("Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea"), cartografato dalla Carta degli Habitat regionale sia all'interno che all'esterno della Rete Natura 2000. I risultati mostrano una riduzione progressiva e drastica: dai ~28.000 ha selezionate per tipologia di uso del suolo si passa a ~9.300 ha escludendo la Rete Natura 2000, a ~6.600 ha escludendo anche le aree incendiate, fino a soli ~2.440 ha dopo l'esclusione del 6220*. Quest'ultimo filtro, applicato anche fuori Natura 2000, è responsabile della perdita del 63% delle aree residue, con picchi critici in province come Trapani, dove le superfici disponibili scendono a meno di 50 ettari. Complessivamente, i vincoli normativi combinati rendono molto difficile alla messa a dimora il 98,4% del demanio forestale regionale. L'analisi evidenzia una tensione strutturale tra l'applicazione acritica dei vincoli normativi e la fattibilità operativa di qualsiasi politica di riforestazione coerente con gli obiettivi della Restoration Law. Un elemento centrale di questa tensione è la caratterizzazione indifferenziata del 6220* fuori Natura 2000, che ingloba comunità di alto valore conservazionistico ma soprattutto formazioni secondarie di origine post-incendio o post-abbandono pastorale, per le quali l'esclusione totale dalla riforestazione appare ecologicamente ingiustificata. Si propone pertanto l'integrazione con la carta della vegetazione potenziale per discriminare il 6220* di pregio dal 6220* di degrado, orientando la governance forestale regionale verso scelte ecologicamente fondate, capaci di conciliare gli obblighi normativi europei con le reali potenzialità del territorio.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
2026_09_19_xv_congresso_sisef_abstract_book_orals_organized.pdf
accesso aperto
Tipologia:
Versione Editoriale
Dimensione
860.05 kB
Formato
Adobe PDF
|
860.05 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


