«Ogni città è una foresta che ha dimenticato di esserlo». Tuttavia, la casualità degli eventi, congiuntamente allo scorrere del tempo, possono creare condizioni favorevoli affinché alcune città riscoprano la loro “prima natura”. È questo il caso dell’antica città di Noto, distrutta e abbandonata al seguito del terremoto del 1693. Dell’antica città medievale oggi rimangono pochi resti di fortificazioni, frammenti architettonici e vestigia della più antica città greca; tutti inseriti tra la ricca vegetazione autoctona, che si pone come ulteriore stratificazione, sotto forma di bosco mediterraneo, formatasi sul sedime del sito per secoli quasi dimenticato. «La forma della città è sempre la forma di un tempo della città ». Dell’intera Noto, sepolta sotto la coltre vegetale, oggi rimane un’immagine inedita, una commistione di pietre e natura vegetale che mira ad acquisire un nuovo significato, lontano dall’idea di città scomparsa ma capace di riconnettersi al paesaggio cui appartiene: le rovine sono diventate parte integrante della geografia del territorio ibleo e l’antica città ha assunto i connotati di un vero e proprio “giardino spontaneo”: «dal pianto di una notte nacquero gli ulivi ». Nel tentativo di promuovere una “gestione dinamica” della simbiosi tra strutture archeologiche e componente vegetale – che si presti a rispondere alle suggestioni ed ai solleciti dei processi naturali per “assecondare, proteggere, trasformare” – la ricerca intende sperimentare una sintesi tra progetto architettonico, scavi archeologici e vegetazione spontanea, adottando una metodologia operativa flessibile ed aperta alla natura ciclica del paesaggio archeologico mediterraneo – in cui stratificazioni naturali e antropiche si susseguono senza soluzione di continuità – riconoscendo alla rovina la connotazione di “fondamento” della sintassi paesistica del territorio ed alla componente vegetale un ruolo ecologico e di presidio ambientale, oltre che culturale e paesistico di connessione.

Ferlito, L.N. (2026). STRATIFICAZIONI. Noto antica e il Bosco mediterraneo. In D. Buonanno, V. Saitto, Priore C (a cura di), Arbosfera. Ripensare lo spazio urbano attraverso la foresta (pp. 474-483). Napoli [10.69077/ARBOSFERA_01].

STRATIFICAZIONI. Noto antica e il Bosco mediterraneo

Ferlito, Laura Nunzia
2026-06-01

Abstract

«Ogni città è una foresta che ha dimenticato di esserlo». Tuttavia, la casualità degli eventi, congiuntamente allo scorrere del tempo, possono creare condizioni favorevoli affinché alcune città riscoprano la loro “prima natura”. È questo il caso dell’antica città di Noto, distrutta e abbandonata al seguito del terremoto del 1693. Dell’antica città medievale oggi rimangono pochi resti di fortificazioni, frammenti architettonici e vestigia della più antica città greca; tutti inseriti tra la ricca vegetazione autoctona, che si pone come ulteriore stratificazione, sotto forma di bosco mediterraneo, formatasi sul sedime del sito per secoli quasi dimenticato. «La forma della città è sempre la forma di un tempo della città ». Dell’intera Noto, sepolta sotto la coltre vegetale, oggi rimane un’immagine inedita, una commistione di pietre e natura vegetale che mira ad acquisire un nuovo significato, lontano dall’idea di città scomparsa ma capace di riconnettersi al paesaggio cui appartiene: le rovine sono diventate parte integrante della geografia del territorio ibleo e l’antica città ha assunto i connotati di un vero e proprio “giardino spontaneo”: «dal pianto di una notte nacquero gli ulivi ». Nel tentativo di promuovere una “gestione dinamica” della simbiosi tra strutture archeologiche e componente vegetale – che si presti a rispondere alle suggestioni ed ai solleciti dei processi naturali per “assecondare, proteggere, trasformare” – la ricerca intende sperimentare una sintesi tra progetto architettonico, scavi archeologici e vegetazione spontanea, adottando una metodologia operativa flessibile ed aperta alla natura ciclica del paesaggio archeologico mediterraneo – in cui stratificazioni naturali e antropiche si susseguono senza soluzione di continuità – riconoscendo alla rovina la connotazione di “fondamento” della sintassi paesistica del territorio ed alla componente vegetale un ruolo ecologico e di presidio ambientale, oltre che culturale e paesistico di connessione.
giu-2026
Settore CEAR-09/A - Composizione architettonica e urbana
979-12-80884-48-0
979-12-80884-65-7
Ferlito, L.N. (2026). STRATIFICAZIONI. Noto antica e il Bosco mediterraneo. In D. Buonanno, V. Saitto, Priore C (a cura di), Arbosfera. Ripensare lo spazio urbano attraverso la foresta (pp. 474-483). Napoli [10.69077/ARBOSFERA_01].
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Arbosfera_"STRATIFICAZIONI. Noto antica e il Bosco mediterraneo"_Laura Nunzia Ferlito .pdf

accesso aperto

Dimensione 2.37 MB
Formato Adobe PDF
2.37 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10447/712324
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact