Nell’etica dei conflitti armati, com’è noto, emergono alcuni dei dilemmi più classici rappresentati dall’alternativa fra un approccio deontologico e uno consequenzialistico: fin dove spingere l’uso della forza a tutela di un bene minacciato? È lecito sacrificare la vita di persone innocenti, militari e civili, allo scopo di difendersi da un ingiusto aggressore? Come stabilire, nelle controversie fra popoli e Stati, chi o cosa rappresenti davvero un’ingiusta minaccia? Nel dibattito pubblico più recente, la questione è stata drammaticamente rilanciata soprattutto dal conflitto israelo-palestinese, sui cui ultimi sviluppi si concentra il presente contributo. Tramite un combinato disposto di argomentazioni deontologico-umanitarie e consequenzialistiche, e assumendo nella sua accezione più rigorosamente ristretta il “diritto di difesa armata” (cap. VII, art. 51 Carta delle Nazioni Unite), l’articolo intende dimostrare che non solo gli attacchi di Hamas palestinese, ma anche la reazione armata di Israele a Gaza, rappresentano gravi crimini di guerra.
Sesta, L. (2026). Fiat iustitia pereat mundus. Su alcuni recenti abusi del diritto di difesa armata. In: (a cura di): Bondioli D, Bonicalzi S, De Caro M, Etica normativa. ACTA MORALIA, p. 808-822, Roma:Inschibolleth, ISSN: 3103-1560. In B.S. Bondioli D (a cura di), ETICA NORMATIVA (pp. 808-822). Roma : InSchibboleth.
Fiat iustitia pereat mundus. Su alcuni recenti abusi del diritto di difesa armata. In: (a cura di): Bondioli D, Bonicalzi S, De Caro M, Etica normativa. ACTA MORALIA, p. 808-822, Roma:Inschibolleth, ISSN: 3103-1560
Luciano Sesta
2026-01-01
Abstract
Nell’etica dei conflitti armati, com’è noto, emergono alcuni dei dilemmi più classici rappresentati dall’alternativa fra un approccio deontologico e uno consequenzialistico: fin dove spingere l’uso della forza a tutela di un bene minacciato? È lecito sacrificare la vita di persone innocenti, militari e civili, allo scopo di difendersi da un ingiusto aggressore? Come stabilire, nelle controversie fra popoli e Stati, chi o cosa rappresenti davvero un’ingiusta minaccia? Nel dibattito pubblico più recente, la questione è stata drammaticamente rilanciata soprattutto dal conflitto israelo-palestinese, sui cui ultimi sviluppi si concentra il presente contributo. Tramite un combinato disposto di argomentazioni deontologico-umanitarie e consequenzialistiche, e assumendo nella sua accezione più rigorosamente ristretta il “diritto di difesa armata” (cap. VII, art. 51 Carta delle Nazioni Unite), l’articolo intende dimostrare che non solo gli attacchi di Hamas palestinese, ma anche la reazione armata di Israele a Gaza, rappresentano gravi crimini di guerra.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Fiat Iustitia perat mundus 1.pdf
Solo gestori archvio
Tipologia:
Versione Editoriale
Dimensione
8.4 MB
Formato
Adobe PDF
|
8.4 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


