Affermare e parlare della possibile e riconoscibile attualità del Piano Programma per il centro storico di Palermo, a 42 anni dalla sua definitiva stesura da parte dei “Quattro Saggi” (Giuseppe Samonà, Giancarlo De Carlo, Umberto Di Cristina e Anna Maria Sciarra Borzì, può apparire un’operazione nostalgica e anacronistica. Nel saggio, al contrario, si dimostra come tale perenne attualità sia riconoscibile proprio nella capacità di Giuseppe Samonà (il massimo artefice e ideatore del Piano Programma) della comprensione della città, e di quella storica in particolare, non come struttura uniforme, ma articolata per parti morfologicamente contraddistinte e al contempo correlate, poiché, più che mai, per ogni realtà urbana sia applicabile la locuzione: l’ontogenesi della città riassume la sua filogenesi. Giuseppe Samonà, infatti, ritiene indispensabile il dover indagare nella genesi costruttiva e di formazione della città storica di Palermo in una forma che potremmo definire storico-ontologica, ricorrendo a una ermeneuticità fenomenologica, ossia alla statuizione del metodo critico-interpretativo applicabile ai fenomeni fisici della città. Phainòmenon, logos e topos sono i tre termini greci che non soltanto indicano ma, nelle reciproche, intime relazioni semantico-lessicali, includono il compito stesso della fenomenologia nelle logiche esperienziali dell’architettura e della città, implicando necessariamente una valutazione iconologica dell’esistente. Morfologia, iconologia, fenomenologia dei processi conoscitivi dimostrano, in ultima analisi, il risultato del pensiero teoretico, di perenne attualità, di Giuseppe Samonà, sulla città e, insieme, ne prospettano l’approfondimento che ha trovato il suo punto di convergenza e di applicazione proprio nella redazione del Piano Programma per il centro storico di Palermo. Al contempo tali fenomenologie teoretiche dimostrano coma la tipologia sia intesa come corpus di regole che esercitano un’azione strutturante di orientamento nei confronti dell’esercizio della disciplina architettonica e del processo progettuale, mentre la morfologia riguarda le dinamiche trasformative che aspetti di caratterizzazione di un determinato luogo impongono all’architettura nel sistema di relazioni e di rapporti esistenti tra quest’ultima e il luogo stesso.
Di Benedetto, G. (2026). Progetto urbano e fenomenologie teoretiche sulla città. Attualità del piano programma per il centro storico di Palermo. In A. Camiz, Ieva M (a cura di), Forma urbana e progetto. Prospettive internazionali di ricerca = Urban form and design. International research perspectives (pp. 69-84). Roma : tab edizioni.
Progetto urbano e fenomenologie teoretiche sulla città. Attualità del piano programma per il centro storico di Palermo
Di Benedetto, Giuseppe
2026-01-01
Abstract
Affermare e parlare della possibile e riconoscibile attualità del Piano Programma per il centro storico di Palermo, a 42 anni dalla sua definitiva stesura da parte dei “Quattro Saggi” (Giuseppe Samonà, Giancarlo De Carlo, Umberto Di Cristina e Anna Maria Sciarra Borzì, può apparire un’operazione nostalgica e anacronistica. Nel saggio, al contrario, si dimostra come tale perenne attualità sia riconoscibile proprio nella capacità di Giuseppe Samonà (il massimo artefice e ideatore del Piano Programma) della comprensione della città, e di quella storica in particolare, non come struttura uniforme, ma articolata per parti morfologicamente contraddistinte e al contempo correlate, poiché, più che mai, per ogni realtà urbana sia applicabile la locuzione: l’ontogenesi della città riassume la sua filogenesi. Giuseppe Samonà, infatti, ritiene indispensabile il dover indagare nella genesi costruttiva e di formazione della città storica di Palermo in una forma che potremmo definire storico-ontologica, ricorrendo a una ermeneuticità fenomenologica, ossia alla statuizione del metodo critico-interpretativo applicabile ai fenomeni fisici della città. Phainòmenon, logos e topos sono i tre termini greci che non soltanto indicano ma, nelle reciproche, intime relazioni semantico-lessicali, includono il compito stesso della fenomenologia nelle logiche esperienziali dell’architettura e della città, implicando necessariamente una valutazione iconologica dell’esistente. Morfologia, iconologia, fenomenologia dei processi conoscitivi dimostrano, in ultima analisi, il risultato del pensiero teoretico, di perenne attualità, di Giuseppe Samonà, sulla città e, insieme, ne prospettano l’approfondimento che ha trovato il suo punto di convergenza e di applicazione proprio nella redazione del Piano Programma per il centro storico di Palermo. Al contempo tali fenomenologie teoretiche dimostrano coma la tipologia sia intesa come corpus di regole che esercitano un’azione strutturante di orientamento nei confronti dell’esercizio della disciplina architettonica e del processo progettuale, mentre la morfologia riguarda le dinamiche trasformative che aspetti di caratterizzazione di un determinato luogo impongono all’architettura nel sistema di relazioni e di rapporti esistenti tra quest’ultima e il luogo stesso.| File | Dimensione | Formato | |
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