Il saggio esamina la natura giuridica delle società in house nell'ordinamento italiano, a partire dall'inquadramento privatistico sancito dal d.lgs. n. 175/2016 (TUSPP). Pur riconoscendo la forma societaria di diritto comune, l'Autore mette in luce come tale qualificazione risulti costantemente temperata da una serie di deroghe e correttivi di matrice pubblicistica — da cui il titolo "Le società in house sono soggetti privati, però…" — riconducibili alla loro funzione strumentale rispetto alla pubblica amministrazione. Il contributo ripercorre l'evoluzione giurisprudenziale sul controllo analogo, dalla concezione "rigida" della sentenza Rordorf (Cass. SS.UU. n. 26283/2013) alla lettura più flessibile e funzionale accolta dalla sentenza n. 20632/2022, che ne ammette la configurabilità anche al di fuori dello statuto e senza richiedere un controllo gerarchico pieno. Viene poi analizzato il nuovo Codice dei contratti pubblici (d.lgs. n. 36/2023), che — riconoscendo il principio di auto-organizzazione — pone l'in house providing su un piano tendenzialmente paritario rispetto all'esternalizzazione, alleggerendo l'onere motivazionale e sopprimendo l'albo ANAC. Si conclude che, nonostante la veste privatistica, le società in house restano sostanzialmente assimilabili ad articolazioni organizzative interne dell'ente pubblico, con ricadute significative sul piano della responsabilità erariale e della giurisdizione contabile.
Ursi, R. (2025). Le società in house sono soggetti privati, però.... In M. Perrino, R. Ursi (a cura di), Le società a partecipazione pubblica oggi: atti del Convegno in memoria di Andrea Arena (pp. 213-227). Torino : Giappichelli.
Le società in house sono soggetti privati, però...
Ursi, Riccardo
2025-01-01
Abstract
Il saggio esamina la natura giuridica delle società in house nell'ordinamento italiano, a partire dall'inquadramento privatistico sancito dal d.lgs. n. 175/2016 (TUSPP). Pur riconoscendo la forma societaria di diritto comune, l'Autore mette in luce come tale qualificazione risulti costantemente temperata da una serie di deroghe e correttivi di matrice pubblicistica — da cui il titolo "Le società in house sono soggetti privati, però…" — riconducibili alla loro funzione strumentale rispetto alla pubblica amministrazione. Il contributo ripercorre l'evoluzione giurisprudenziale sul controllo analogo, dalla concezione "rigida" della sentenza Rordorf (Cass. SS.UU. n. 26283/2013) alla lettura più flessibile e funzionale accolta dalla sentenza n. 20632/2022, che ne ammette la configurabilità anche al di fuori dello statuto e senza richiedere un controllo gerarchico pieno. Viene poi analizzato il nuovo Codice dei contratti pubblici (d.lgs. n. 36/2023), che — riconoscendo il principio di auto-organizzazione — pone l'in house providing su un piano tendenzialmente paritario rispetto all'esternalizzazione, alleggerendo l'onere motivazionale e sopprimendo l'albo ANAC. Si conclude che, nonostante la veste privatistica, le società in house restano sostanzialmente assimilabili ad articolazioni organizzative interne dell'ente pubblico, con ricadute significative sul piano della responsabilità erariale e della giurisdizione contabile.| File | Dimensione | Formato | |
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