L’educazione e cura della prima infanzia (d’ora in avanti Ecec), e l’educazione degli adulti formale e non-formale (d’ora in avanti Eda) costituiscono, insieme, gli strumenti più efficaci per la costruzione di società inclusive 1 . Il Piano d’Azione per l’Integrazione e l’Inclusione 2021-2027 della Commissione Europea ha individuato quattro aree strategiche su cui investire: istruzione e formazione, lavoro e competenze, salute e casa. Questo Piano riconosce come le donne migranti debbano affrontare maggiori ostacoli nel loro processo d’integrazione rispetto agli uomini a causa della loro “duplice condizione di subalternità” di fronte a barriere di tipo strutturale legate al loro essere migranti e donne. Come afferma la relazione, molte delle donne migranti arrivate in Unione Europea per motivi familiari sono spesso soggette a “responsabilità domestiche che possono impedire loro di partecipare pienamente al mercato del lavoro e ai programmi di integrazione” e, se occupate, “hanno maggiori probabilità di essere sovra-qualificate per la loro mansione rispetto alle colleghe autoctone” 2 . L’attuale e prolungata situazione epidemiologica legata alla pandemia per Covid-19 rafforza quanto fotografato dalle principali agenzie nazionali e internazionali (Unesco; Ocse; Oms; Istat; Eurostat), ovvero come gli individui poco alfabetizzati e con basse competenze di base siano meno ricettivi nei confronti di un’educazione sanitaria e di conseguenza abbiano meno probabilità di utilizzare propriamente i servizi di prevenzione alle malattie. Gli effetti economici derivanti dalla crisi sanitaria potrebbero, nel prossimo periodo, incidere maggiormente e drammaticamente, sia in termini occupazionali che in termini di partecipazione attiva ed esercizio della piena cittadinanza, su quella fascia di popolazione con livelli bassi di competenze alfabetiche, numeriche e digitali. Questa situazione ha reso ancora più evidente il ruolo dell’Ecec a dell’Eda nella lotta all’inclusione e uguaglianza di genere, non casualmente, considerata tra le sei priorità dalla European Education Area da raggiungere entro il 2025 attraverso la realizzazione di una serie di azioni concrete. Dall’osservazione e analisi di progetti e pratiche Ecec-Eda pensati e realizzati per madri migranti in Piemonte, emerge come comunità d’apprendimento multi-stakeholder composte da scuole, Terzo settore, università, cittadini ed Enti locali siano particolarmente adatte per aumentare significativamente la partecipazione dei migranti nei processi d’istruzione e formazione.

Pizzolato, G., Pongiluppi, F. (2023). Migrazioni femminili, maternità e isolamento sociale: il ruolo della scuola. In B. Coccia, G. Demaio, M.P. Nanni (a cura di), Le migrazioni femminili in Italia. Percorsi di affermazione oltre le vulnerabilità (pp. 251-256). Centro Studi e Ricerche IDOS.

Migrazioni femminili, maternità e isolamento sociale: il ruolo della scuola

Giulia Pizzolato;
2023-02-01

Abstract

L’educazione e cura della prima infanzia (d’ora in avanti Ecec), e l’educazione degli adulti formale e non-formale (d’ora in avanti Eda) costituiscono, insieme, gli strumenti più efficaci per la costruzione di società inclusive 1 . Il Piano d’Azione per l’Integrazione e l’Inclusione 2021-2027 della Commissione Europea ha individuato quattro aree strategiche su cui investire: istruzione e formazione, lavoro e competenze, salute e casa. Questo Piano riconosce come le donne migranti debbano affrontare maggiori ostacoli nel loro processo d’integrazione rispetto agli uomini a causa della loro “duplice condizione di subalternità” di fronte a barriere di tipo strutturale legate al loro essere migranti e donne. Come afferma la relazione, molte delle donne migranti arrivate in Unione Europea per motivi familiari sono spesso soggette a “responsabilità domestiche che possono impedire loro di partecipare pienamente al mercato del lavoro e ai programmi di integrazione” e, se occupate, “hanno maggiori probabilità di essere sovra-qualificate per la loro mansione rispetto alle colleghe autoctone” 2 . L’attuale e prolungata situazione epidemiologica legata alla pandemia per Covid-19 rafforza quanto fotografato dalle principali agenzie nazionali e internazionali (Unesco; Ocse; Oms; Istat; Eurostat), ovvero come gli individui poco alfabetizzati e con basse competenze di base siano meno ricettivi nei confronti di un’educazione sanitaria e di conseguenza abbiano meno probabilità di utilizzare propriamente i servizi di prevenzione alle malattie. Gli effetti economici derivanti dalla crisi sanitaria potrebbero, nel prossimo periodo, incidere maggiormente e drammaticamente, sia in termini occupazionali che in termini di partecipazione attiva ed esercizio della piena cittadinanza, su quella fascia di popolazione con livelli bassi di competenze alfabetiche, numeriche e digitali. Questa situazione ha reso ancora più evidente il ruolo dell’Ecec a dell’Eda nella lotta all’inclusione e uguaglianza di genere, non casualmente, considerata tra le sei priorità dalla European Education Area da raggiungere entro il 2025 attraverso la realizzazione di una serie di azioni concrete. Dall’osservazione e analisi di progetti e pratiche Ecec-Eda pensati e realizzati per madri migranti in Piemonte, emerge come comunità d’apprendimento multi-stakeholder composte da scuole, Terzo settore, università, cittadini ed Enti locali siano particolarmente adatte per aumentare significativamente la partecipazione dei migranti nei processi d’istruzione e formazione.
feb-2023
Pizzolato, G., Pongiluppi, F. (2023). Migrazioni femminili, maternità e isolamento sociale: il ruolo della scuola. In B. Coccia, G. Demaio, M.P. Nanni (a cura di), Le migrazioni femminili in Italia. Percorsi di affermazione oltre le vulnerabilità (pp. 251-256). Centro Studi e Ricerche IDOS.
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