Nella didattica rivolta ad allievi plurilingui, la mediazione – intesa come processo di co-costruzione delle forme e dei significati – si configura sia come strumento utile per l’emersione di strategie di intercomprensione linguistica, sia come risorsa per la valorizzazione delle competenze comunicative individuali e la co-creazione di uno spazio di interazione e apprendimento circolari. Poiché l’implementazione di strategie di mediazione richiede la collaborazione attiva sia dell’apprendente che dell’insegnante, essa può influire sulla relazione – tipicamente asimmetrica – tra chi insegna una lingua di cui è parlante “esperto” e chi la apprende per la prima volta. Se consideriamo la classe uno spazio-tempo fluido – che si espande al di là della porta dell’aula e oltre la durata della lezione – gli scambi conversazionali osservabili si moltiplicano – più o meno informali o diretti dall’azione del docente, dentro e fuori dall’aula – ampliando così il campo di azione della mediazione, che assume forme e significati eterogenei. Così il raggio di azione della mediazione, che acquista forme e significati eterogenei. Il contributo si situa all’interno del più ampio quadro del PRIN 2022 “Giovani nuovi migranti, spazi multilingui e italiano lingua non materna tra apprendimento spontaneo e guidato”, che coinvolge le Università degli Studi di Palermo e Udine, e ha l’obiettivo di esplorare gli spazi e le interazioni multilingui tra giovani migranti neoarrivati nelle due città di riferimento, realtà frontaliere all’interno delle rotte migratorie dei Balcani e del Mediterraneo centrale. Partendo dalle osservazioni e dalle riflessioni emerse durante il laboratorio “Sulle ali delle tue lingue”, tenuto presso la “Scuola di Italiano per Stranieri” (ItaStra) dell’Università di Palermo, analizzeremo da un punto di vista intralinguistico e conversazionale alcune pratiche di mediazione messe in atto dai partecipanti. Queste costituiscono utili esempi per osservare il ribaltamento dell’asimmetria “insegnante-apprendente” e di quella relazione tipicamente monodirezionale “parlante esperto-apprendente inesperto”, che spesso si riscontra nei corsi di italiano come L2 rivolti ai cosiddetti “studenti immigrati”.
Farina, C., Pizzolato, G. (2025). Mediare le lingue, negoziare i poteri: una prospettiva critica sulla glottodidattica dell'italiano per apprendenti immigrati attraverso la mediazione linguistica. ITALIANO LINGUADUE, 441-459.
Mediare le lingue, negoziare i poteri: una prospettiva critica sulla glottodidattica dell'italiano per apprendenti immigrati attraverso la mediazione linguistica
Clelia Farina
;Giulia Pizzolato
2025-01-01
Abstract
Nella didattica rivolta ad allievi plurilingui, la mediazione – intesa come processo di co-costruzione delle forme e dei significati – si configura sia come strumento utile per l’emersione di strategie di intercomprensione linguistica, sia come risorsa per la valorizzazione delle competenze comunicative individuali e la co-creazione di uno spazio di interazione e apprendimento circolari. Poiché l’implementazione di strategie di mediazione richiede la collaborazione attiva sia dell’apprendente che dell’insegnante, essa può influire sulla relazione – tipicamente asimmetrica – tra chi insegna una lingua di cui è parlante “esperto” e chi la apprende per la prima volta. Se consideriamo la classe uno spazio-tempo fluido – che si espande al di là della porta dell’aula e oltre la durata della lezione – gli scambi conversazionali osservabili si moltiplicano – più o meno informali o diretti dall’azione del docente, dentro e fuori dall’aula – ampliando così il campo di azione della mediazione, che assume forme e significati eterogenei. Così il raggio di azione della mediazione, che acquista forme e significati eterogenei. Il contributo si situa all’interno del più ampio quadro del PRIN 2022 “Giovani nuovi migranti, spazi multilingui e italiano lingua non materna tra apprendimento spontaneo e guidato”, che coinvolge le Università degli Studi di Palermo e Udine, e ha l’obiettivo di esplorare gli spazi e le interazioni multilingui tra giovani migranti neoarrivati nelle due città di riferimento, realtà frontaliere all’interno delle rotte migratorie dei Balcani e del Mediterraneo centrale. Partendo dalle osservazioni e dalle riflessioni emerse durante il laboratorio “Sulle ali delle tue lingue”, tenuto presso la “Scuola di Italiano per Stranieri” (ItaStra) dell’Università di Palermo, analizzeremo da un punto di vista intralinguistico e conversazionale alcune pratiche di mediazione messe in atto dai partecipanti. Queste costituiscono utili esempi per osservare il ribaltamento dell’asimmetria “insegnante-apprendente” e di quella relazione tipicamente monodirezionale “parlante esperto-apprendente inesperto”, che spesso si riscontra nei corsi di italiano come L2 rivolti ai cosiddetti “studenti immigrati”.| File | Dimensione | Formato | |
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