Il breve articolo ricostruisce i principali nodi di frizione tra pianificazione portuale e pianificazione urbanistica/territoriale in Italia, leggendo questo rapporto come un caso emblematico (e in larga parte irrisolto) di difficile integrazione tra pianificazione generale e piani di settore. A partire dal confronto promosso dalla Community INU “Porti-città-territori” (attiva dal 2020), il testo analizza l’evoluzione normativa che ha ridefinito scala e strumenti della governance portuale: la costituzione delle Autorità di Sistema Portuale e l’introduzione del Documento di programmazione strategica di sistema (DPSS) come snodo strategico, accanto alla pianificazione locale (PRP). L’articolo evidenzia come le recenti semplificazioni e la tendenza alla centralizzazione (con riduzione del ruolo di Regioni e Comuni) abbiano indebolito la cooperazione istituzionale e la capacità del DPSS di diventare base per una copianificazione di area vasta. In parallelo, si segnala l’uso crescente dell’Adeguamento tecnico funzionale (ATF) come dispositivo “ordinario” di adattamento, sintomo dello scarto tra tempi lunghi del piano e dinamiche operative del settore. In chiave propositiva, il contributo sostiene la necessità di rafforzare la dimensione strategica del DPSS, includendo pienamente le questioni ambientali e prevedendo la VAS, e propone un’impostazione metodologica per i PRP articolata in componenti strutturale-strategica, regolativa e operativa, per rendere più chiaro e gestibile il rapporto tra porto operativo, città e territori.
Alberti, F., Rutter, A., Trapani, F., Villa, M. (2025). Finalità e buone pratiche della mobilità, delle infrastrutture e della logistica, basi dell’utilità del piano. URBANISTICA INFORMAZIONI, LIII(320 s.i.), 105-107.
Finalità e buone pratiche della mobilità, delle infrastrutture e della logistica, basi dell’utilità del piano
Trapani, Ferdinando
Membro del Collaboration Group
;
2025-03-01
Abstract
Il breve articolo ricostruisce i principali nodi di frizione tra pianificazione portuale e pianificazione urbanistica/territoriale in Italia, leggendo questo rapporto come un caso emblematico (e in larga parte irrisolto) di difficile integrazione tra pianificazione generale e piani di settore. A partire dal confronto promosso dalla Community INU “Porti-città-territori” (attiva dal 2020), il testo analizza l’evoluzione normativa che ha ridefinito scala e strumenti della governance portuale: la costituzione delle Autorità di Sistema Portuale e l’introduzione del Documento di programmazione strategica di sistema (DPSS) come snodo strategico, accanto alla pianificazione locale (PRP). L’articolo evidenzia come le recenti semplificazioni e la tendenza alla centralizzazione (con riduzione del ruolo di Regioni e Comuni) abbiano indebolito la cooperazione istituzionale e la capacità del DPSS di diventare base per una copianificazione di area vasta. In parallelo, si segnala l’uso crescente dell’Adeguamento tecnico funzionale (ATF) come dispositivo “ordinario” di adattamento, sintomo dello scarto tra tempi lunghi del piano e dinamiche operative del settore. In chiave propositiva, il contributo sostiene la necessità di rafforzare la dimensione strategica del DPSS, includendo pienamente le questioni ambientali e prevedendo la VAS, e propone un’impostazione metodologica per i PRP articolata in componenti strutturale-strategica, regolativa e operativa, per rendere più chiaro e gestibile il rapporto tra porto operativo, città e territori.| File | Dimensione | Formato | |
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