Com’è noto, l’Accademia dell’Arcadia consentì alle donne di partecipare attivamente alle occasioni d’incontro e confronto tra intellettuali. Le arcadi stabilirono una genealogia di riferimento recuperando autrici dei secoli passati fino a tracciare un nuovo canone della lirica femminile e in questo modo trasformarono la marginalità in un punto di vista privilegiato, facendosi spazio persino all’interno delle pubblicazioni ufficiali dell’accademia. I componimenti di alcune di loro, tra le quali Aurora Sanseverino Gaetani (Lucinda Coritesia) e Giovanna Caracciolo (Nosside Ecalia), risultano esemplificativi di una riflessione sui luoghi codificati della produzione accademica ma si fanno anche specchio di una riflessione identitaria, autoriale, al cui centro si trovano la natura (e le sue diverse significazioni), l’accademia e la sfera propriamente privata. Il contributo intende analizzare una selezione di componimenti che manifestano la volontà delle poetesse di ragionare sull’identità, di poeta e di donna, in un rapporto con lo spazio, variamente declinato, spesso ambivalente ma oltremisura consapevole.
Negri, A. (2025). «Non resti il canto mio vile, e negletto». Spazi privati e spazi sociali in Arcadia. In E. Bilancia, M. De Blasi, S. Malatesta, M. Portico, E. Rimolo (a cura di), Contemplare/abitare: la natura nella letteratura italiana, Atti del XXVI Congresso dell’Adi - Associazione degli Italianisti (Napoli, 14-16 settembre 2023) (pp. 1-7). Roma : AdI Editore.
«Non resti il canto mio vile, e negletto». Spazi privati e spazi sociali in Arcadia
Anna Negri
2025-07-01
Abstract
Com’è noto, l’Accademia dell’Arcadia consentì alle donne di partecipare attivamente alle occasioni d’incontro e confronto tra intellettuali. Le arcadi stabilirono una genealogia di riferimento recuperando autrici dei secoli passati fino a tracciare un nuovo canone della lirica femminile e in questo modo trasformarono la marginalità in un punto di vista privilegiato, facendosi spazio persino all’interno delle pubblicazioni ufficiali dell’accademia. I componimenti di alcune di loro, tra le quali Aurora Sanseverino Gaetani (Lucinda Coritesia) e Giovanna Caracciolo (Nosside Ecalia), risultano esemplificativi di una riflessione sui luoghi codificati della produzione accademica ma si fanno anche specchio di una riflessione identitaria, autoriale, al cui centro si trovano la natura (e le sue diverse significazioni), l’accademia e la sfera propriamente privata. Il contributo intende analizzare una selezione di componimenti che manifestano la volontà delle poetesse di ragionare sull’identità, di poeta e di donna, in un rapporto con lo spazio, variamente declinato, spesso ambivalente ma oltremisura consapevole.| File | Dimensione | Formato | |
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«Non resti il canto mio vile, e negletto». Spazi privati e spazi sociali in Arcadia.pdf
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Descrizione: Atti Congresso AdI 2023 - Anna Negri
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