Il saggio riassume e articola una delle due conferenze di apertura tenuta da Gaetano Licata (l'altra è stata tenuta da Bruno Reichlin) e la tavola rotonda conclusiva del Simposio internazionale "Bestand der Moderne" che ha avuto luogo a Vienna nel dicembre del 2009. Vengono esposti nel testo le argomentazioni a favore della tesi che sostiene la trasformabilità della architettura moderna "corrente", come disposizione propria di questo tipo di edifici. Il tema, molto dibattuto in Europa, guadagna la sua attualità a partire dalla grande quantità di costruzioni di questo periodo (dal dopoguerra agli anni '80), dalla necessità di ripensamento sempre crescente per il loro naturale "invecchiamento", ma soprattutto per tutta una serie di operazioni in corso da qualche decennio che testimoniano nella prassi, con casi concreti e realizzati, la tesi della trasformabilità. Dall'argomentazione della tesi e dall prove portate, si lasciano anche formulare domande sull'atteggiamento verso edifici moderni che sono diventati icone di valore storico e documentale, elevando la loro trasformabilità a mezzo stesso del loro mantenimento, uscendo da posizioni "conservative" ed elitarie,a loro volta mutuate dal restauro dell'antico o dell'architettura storica.

LICATA, G. (2012). Transformabilität moderner Architektur. In Elise Feiersinger Andreas Vass Susanne Veit (a cura di), Bestand der Moderne. Von der Produktion eines architektonischen Werts (pp. 40-49). Zurigo : Park Books.

Transformabilität moderner Architektur

LICATA, Gaetano
2012

Abstract

Il saggio riassume e articola una delle due conferenze di apertura tenuta da Gaetano Licata (l'altra è stata tenuta da Bruno Reichlin) e la tavola rotonda conclusiva del Simposio internazionale "Bestand der Moderne" che ha avuto luogo a Vienna nel dicembre del 2009. Vengono esposti nel testo le argomentazioni a favore della tesi che sostiene la trasformabilità della architettura moderna "corrente", come disposizione propria di questo tipo di edifici. Il tema, molto dibattuto in Europa, guadagna la sua attualità a partire dalla grande quantità di costruzioni di questo periodo (dal dopoguerra agli anni '80), dalla necessità di ripensamento sempre crescente per il loro naturale "invecchiamento", ma soprattutto per tutta una serie di operazioni in corso da qualche decennio che testimoniano nella prassi, con casi concreti e realizzati, la tesi della trasformabilità. Dall'argomentazione della tesi e dall prove portate, si lasciano anche formulare domande sull'atteggiamento verso edifici moderni che sono diventati icone di valore storico e documentale, elevando la loro trasformabilità a mezzo stesso del loro mantenimento, uscendo da posizioni "conservative" ed elitarie,a loro volta mutuate dal restauro dell'antico o dell'architettura storica.
Settore ICAR/14 - Composizione Architettonica E Urbana
LICATA, G. (2012). Transformabilität moderner Architektur. In Elise Feiersinger Andreas Vass Susanne Veit (a cura di), Bestand der Moderne. Von der Produktion eines architektonischen Werts (pp. 40-49). Zurigo : Park Books.
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