L’avvicinamento tra luoghi di produzione agricola e città, sempre più frequentemente, contribuisce alla progettazione di azioni coesive per riconfigurare il ciclo virtuoso della cattura della CO2 e della produzione di valori aggiunti “urbani”: diritti irrinunciabili, valore della vita, creatività. Questa tesi, in riferimento alla spinta progettuale ad un neo-Antropocene creativo (cfr. Ronsivalle 2016 e Carta, 2017), si può sostenere negli approcci teorici e metodologici e nella prassi dell’agricoltura urbana nelle sue varie forme. Tuttavia, solo nella costruzione di un quadro economico sostenibile, diventa possibile sviluppare un quadro ecologico utile alla riqualificazione dei sistemi urbani con l’ausilio dell’agricoltura in contesto urbano. La visione di Crutzen (2005) sulla rilevanza geologica delle azioni condotte dall’Uomo è ampiamente consolidata e accettata da quanti studiano la trasformazione indotta dalla presenza dell’Uomo. Ad esempio, l’approccio “re-cycle” (Marini e Santangelo 2013) mira a limitare l’azione di trasformazione per sottrazione e riduzione che l’Uomo esercita sulla Terra. Questa condizione conduce spesso ad azioni e a visioni di grande respiro, ma che dimenticano la “ferialità” delle azioni che comunemente svolgiamo nel contesto urbano, in una logica che dimentica la necessità di attivare costantemente nuovi cicli vitali (cfr. Carta, Lino, Ronsivalle, a cura di, 2016). In questo contesto chi scrive – con il ruolo di responsabile operativo – sotto il coordinamento scientifico di Maurizio Carta, ha avviato una attività di ricerca in convenzione con la Cooperativa Empedocle di Palermo al fine di individuare con quali contributi è possibile costruire quadri operativi per lo sviluppo sperimentale di metodologie di agricoltura sostenibile in contesti urbani. Dal punto di vista metodologico, la ricerca prende spunto da Schröder et alii (2016) e da Sommariva (2014) e applica i principi della Augmented City (Carta, 2017). I casi di studio su cui si focalizza l’attenzione della ricerca sono sia nel contesto urbano-metropolitano di Palermo, sia in territori interni in cui i legami con i sistemi agricoli sono ancora forti, ma in cui vasti e difficilmente utilizzabili sono i suoli di contesti peri-urbani, che trasformati a fini urbani o industriali-artigianali difficilmente potranno tornare ad essere suoli agricoli propriamente detti.

Ronsivalle, D. (2017). Life and economies in neo-Anthropocene: fruitful relationships between research, profession and local cooperation. In Atti della XX Conferenza Nazionale SIU. Urbanistica e/è azione pubblica. La responsabilità della proposta, Roma 12-14 giugno 2017 (pp. 1973-1977). Roma-Milano.

Life and economies in neo-Anthropocene: fruitful relationships between research, profession and local cooperation

Ronsivalle, Daniele
2017-01-01

Abstract

L’avvicinamento tra luoghi di produzione agricola e città, sempre più frequentemente, contribuisce alla progettazione di azioni coesive per riconfigurare il ciclo virtuoso della cattura della CO2 e della produzione di valori aggiunti “urbani”: diritti irrinunciabili, valore della vita, creatività. Questa tesi, in riferimento alla spinta progettuale ad un neo-Antropocene creativo (cfr. Ronsivalle 2016 e Carta, 2017), si può sostenere negli approcci teorici e metodologici e nella prassi dell’agricoltura urbana nelle sue varie forme. Tuttavia, solo nella costruzione di un quadro economico sostenibile, diventa possibile sviluppare un quadro ecologico utile alla riqualificazione dei sistemi urbani con l’ausilio dell’agricoltura in contesto urbano. La visione di Crutzen (2005) sulla rilevanza geologica delle azioni condotte dall’Uomo è ampiamente consolidata e accettata da quanti studiano la trasformazione indotta dalla presenza dell’Uomo. Ad esempio, l’approccio “re-cycle” (Marini e Santangelo 2013) mira a limitare l’azione di trasformazione per sottrazione e riduzione che l’Uomo esercita sulla Terra. Questa condizione conduce spesso ad azioni e a visioni di grande respiro, ma che dimenticano la “ferialità” delle azioni che comunemente svolgiamo nel contesto urbano, in una logica che dimentica la necessità di attivare costantemente nuovi cicli vitali (cfr. Carta, Lino, Ronsivalle, a cura di, 2016). In questo contesto chi scrive – con il ruolo di responsabile operativo – sotto il coordinamento scientifico di Maurizio Carta, ha avviato una attività di ricerca in convenzione con la Cooperativa Empedocle di Palermo al fine di individuare con quali contributi è possibile costruire quadri operativi per lo sviluppo sperimentale di metodologie di agricoltura sostenibile in contesti urbani. Dal punto di vista metodologico, la ricerca prende spunto da Schröder et alii (2016) e da Sommariva (2014) e applica i principi della Augmented City (Carta, 2017). I casi di studio su cui si focalizza l’attenzione della ricerca sono sia nel contesto urbano-metropolitano di Palermo, sia in territori interni in cui i legami con i sistemi agricoli sono ancora forti, ma in cui vasti e difficilmente utilizzabili sono i suoli di contesti peri-urbani, che trasformati a fini urbani o industriali-artigianali difficilmente potranno tornare ad essere suoli agricoli propriamente detti.
Settore ICAR/21 - Urbanistica
9788899237127
http://media.planum.bedita.net/bd/9c/Workshop_9_Atti_XX_Conferenza_Nazionale_SIU_Roma_Planum_Publisher_2017.pdf
Ronsivalle, D. (2017). Life and economies in neo-Anthropocene: fruitful relationships between research, profession and local cooperation. In Atti della XX Conferenza Nazionale SIU. Urbanistica e/è azione pubblica. La responsabilità della proposta, Roma 12-14 giugno 2017 (pp. 1973-1977). Roma-Milano.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10447/577730
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