«Sognanti, lontane ombre», presenze incorporee, «memorie insaziate» sono le protagoniste più singolari della poesia di Lucio Piccolo. Nella concretezza monumentale del barocco palermitano, nelle campagne orlandine e negli interni casalinghi l'autore intraprende la sua ricerca di un «senso del trascendente», dell'oltre il limite. Tale «sconfinamento» poetico, il varcare la soglia dell'inesistente, si riconnette direttamente a quella riflessione sulla caducità del corpo e sull'inarrestabile trascorrere del tempo che tanta parte ha nella lirica piccoliana. La dimensione del trascendente viene sottoposta a un continuo processo di normalizzazione, privata dei connotati più terrificanti e accolta in toto nel quotidiano. Così nei Canti barocchi, in Gioco a nascondere e, soprattutto, in Plumelia accanto agli oggetti della memoria, ai volti paesani e alle figure mitiche e ancestrali, trovano posto anche misteriose presenze incorporee. Ma lo scenario privilegiato in cui esse sembrano animarsi è quello della casa, topos per eccellenza delle raccolte piccoliane. Il saggio si sofferma sulle particolari ed eteree essenze della poesia di Piccolo, intendendole come contraltare dei personaggi rurali e delle figure campestri, e riflettendo sulla dicotomia corporeo/incorporeo che connota la poetica dell'autore. A partire dal diretto riferimento testuale, l'indagine propone una disamina dei principali componimenti in cui le “ombre” assumono una rilevanza significativa, riflettendo sulla semantica plurima e sfuggente con la quale viene adoperato tale termine. Il contributo si prefigge, inoltre, di rilevare come le teorie sui fantasmi e sull'oltre-vita e l'humus esoterico da cui traggono linfa vitale, ben lungi dal rimanere ancorati a un mero orizzonte di superstizioni e credenze, assolvano una funzione poetica fondamentale e siano parte irrinunciabile di una più vasta riflessione sull'esistenza che dà al poeta un posto originale nella letteratura del secondo Novecento.

Alba Castello (2018). OMBRE E «SCONFINAMENTI» NELLA POESIA DI LUCIO PICCOLO. In M. Paino, M. Rizzarelli, A. Sichera (a cura di), Scritture del corpo (pp. 313-320). Edizioni ETS.

OMBRE E «SCONFINAMENTI» NELLA POESIA DI LUCIO PICCOLO

Alba Castello
2018-01-01

Abstract

«Sognanti, lontane ombre», presenze incorporee, «memorie insaziate» sono le protagoniste più singolari della poesia di Lucio Piccolo. Nella concretezza monumentale del barocco palermitano, nelle campagne orlandine e negli interni casalinghi l'autore intraprende la sua ricerca di un «senso del trascendente», dell'oltre il limite. Tale «sconfinamento» poetico, il varcare la soglia dell'inesistente, si riconnette direttamente a quella riflessione sulla caducità del corpo e sull'inarrestabile trascorrere del tempo che tanta parte ha nella lirica piccoliana. La dimensione del trascendente viene sottoposta a un continuo processo di normalizzazione, privata dei connotati più terrificanti e accolta in toto nel quotidiano. Così nei Canti barocchi, in Gioco a nascondere e, soprattutto, in Plumelia accanto agli oggetti della memoria, ai volti paesani e alle figure mitiche e ancestrali, trovano posto anche misteriose presenze incorporee. Ma lo scenario privilegiato in cui esse sembrano animarsi è quello della casa, topos per eccellenza delle raccolte piccoliane. Il saggio si sofferma sulle particolari ed eteree essenze della poesia di Piccolo, intendendole come contraltare dei personaggi rurali e delle figure campestri, e riflettendo sulla dicotomia corporeo/incorporeo che connota la poetica dell'autore. A partire dal diretto riferimento testuale, l'indagine propone una disamina dei principali componimenti in cui le “ombre” assumono una rilevanza significativa, riflettendo sulla semantica plurima e sfuggente con la quale viene adoperato tale termine. Il contributo si prefigge, inoltre, di rilevare come le teorie sui fantasmi e sull'oltre-vita e l'humus esoterico da cui traggono linfa vitale, ben lungi dal rimanere ancorati a un mero orizzonte di superstizioni e credenze, assolvano una funzione poetica fondamentale e siano parte irrinunciabile di una più vasta riflessione sull'esistenza che dà al poeta un posto originale nella letteratura del secondo Novecento.
9788846754288
Alba Castello (2018). OMBRE E «SCONFINAMENTI» NELLA POESIA DI LUCIO PICCOLO. In M. Paino, M. Rizzarelli, A. Sichera (a cura di), Scritture del corpo (pp. 313-320). Edizioni ETS.
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