In November 2009, the Louvre Museum decided to entrust Umberto Eco with the direction of a series of lectures on a topic of his choice. Eco chose the theme of the ‘list’, giving the event the name Vertige de la liste, which was followed by an essay of the same title published by Bompiani. This short note borrows the same theme which, due to its highly heterogeneous character, is able to involve different areas of knowledge without hinting at being exhausted. The list, which is closely linked to the rhetorical figure of accumulation, can in fact consist of signs, words, sounds and any other form of representation useful for establishing dialogues between two or more subjects. Specifically, by attempting to set up the same text as a further ‘vertiginous list’, three cases are analysed, close to the representation of architecture, useful to accentuate the propensity of enumeration as a complex semiotic device mediated by personal experience that interprets the repeated ‘etcetera’. The text Tentative d’épuisement d’un lieu parisien by writer George Perec, Plance 4 of Architecture Civile by architect-designer Jean-Jacques Lequeu and the treatise Methode pour faire une infinité de desseins differens by Carmelite Father Dominique Douat. All ‘practical’ and at the same time ‘poetic’ lists that will hopefully open up further territories of investigation, as well as to make us reflect on the rampant attitude of ‘wanting to say everything’ that is typical of today.

Nel novembre del 2009 il Museo del Louvre decise di affidare a Umberto Eco la direzione di una serie di conferenze da tenere su un argomento di sua scelta. Eco scelse il tema della ‘lista’ conferendo a quella manifestazione il nome di Vertige de la liste a cui seguì un saggio dallo stesso titolo pubblicato da Bompiani. Questa breve nota prende in prestito la stessa tematica che, per via del suo carattere altamente ete-rogeneo, è in grado di coinvolgere diversi ambiti del sapere senza minimamente accennare ad esaurirsi. L’elenco, strettamente legato alla figura retorica dell’accumulazione, può infatti costituirsi di segni, parole, suoni e di qualsiasi altra forma di rappresentazione utile a instaurare dialoghi tra due o più soggetti. Nello specifico, cercando di impostare lo stesso testo come una ulteriore ‘lista vertiginosa’, si analizzano tre casi, vicini alla rappresentazione dell’architettura, utili ad accentuare la propensione della enumerazione quale complesso dispositivo semiotico mediato dall’esperienza personale che ne interpreta i ripetuti ‘eccetera’: il testo Tentative d’épuisement d’un lieu parisien dello scrittore George Perec, la tavola 4 dell’Architecture Civile dell’architetto-disegnatore Jean-Jacques Lequeu e il trattato Methode pour faire une infinité de des-seins differens del padre carmelitano Dominique Douat. Tutte liste ‘pratiche’ e al tempo stesso ‘poetiche’ in grado, si spera, di aprire ulteriori territori d’indagine, nonché di far riflettere sulla dilagante attitudine del ‘voler dire tutto’ tipica dei tempi odierni.

Romano, F. (2022). Rappresentazioni vertiginose. Tre esempi: Perec, Lequeu, Douat. In C. Battini, E. Bistagnino (a cura di), DIALOGHI / DIALOGUES • visioni e visualità / visions and visuality: Testimoniare Comunicare Sperimentare / Witnessing Communicating Experimenting (pp. 1853-1872). Milano : FrancoAngeli [10.3280/oa-832-c119].

Rappresentazioni vertiginose. Tre esempi: Perec, Lequeu, Douat

Romano, Felice
2022-09

Abstract

Nel novembre del 2009 il Museo del Louvre decise di affidare a Umberto Eco la direzione di una serie di conferenze da tenere su un argomento di sua scelta. Eco scelse il tema della ‘lista’ conferendo a quella manifestazione il nome di Vertige de la liste a cui seguì un saggio dallo stesso titolo pubblicato da Bompiani. Questa breve nota prende in prestito la stessa tematica che, per via del suo carattere altamente ete-rogeneo, è in grado di coinvolgere diversi ambiti del sapere senza minimamente accennare ad esaurirsi. L’elenco, strettamente legato alla figura retorica dell’accumulazione, può infatti costituirsi di segni, parole, suoni e di qualsiasi altra forma di rappresentazione utile a instaurare dialoghi tra due o più soggetti. Nello specifico, cercando di impostare lo stesso testo come una ulteriore ‘lista vertiginosa’, si analizzano tre casi, vicini alla rappresentazione dell’architettura, utili ad accentuare la propensione della enumerazione quale complesso dispositivo semiotico mediato dall’esperienza personale che ne interpreta i ripetuti ‘eccetera’: il testo Tentative d’épuisement d’un lieu parisien dello scrittore George Perec, la tavola 4 dell’Architecture Civile dell’architetto-disegnatore Jean-Jacques Lequeu e il trattato Methode pour faire une infinité de des-seins differens del padre carmelitano Dominique Douat. Tutte liste ‘pratiche’ e al tempo stesso ‘poetiche’ in grado, si spera, di aprire ulteriori territori d’indagine, nonché di far riflettere sulla dilagante attitudine del ‘voler dire tutto’ tipica dei tempi odierni.
Settore ICAR/17 - Disegno
9788835141938
https://series.francoangeli.it/index.php/oa/catalog/view/832/681/4974
Romano, F. (2022). Rappresentazioni vertiginose. Tre esempi: Perec, Lequeu, Douat. In C. Battini, E. Bistagnino (a cura di), DIALOGHI / DIALOGUES • visioni e visualità / visions and visuality: Testimoniare Comunicare Sperimentare / Witnessing Communicating Experimenting (pp. 1853-1872). Milano : FrancoAngeli [10.3280/oa-832-c119].
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