The contribution examines for the first time a specific theme of the culture of living, the Salle à manger (in the title presented in a hybrid form between Italian and French, as often happened in archival documents). The research aimed to address the apparently marginal issue but which, instead, affects the culture of the Sicilian client, as well as the professionals to whom it relied, and the expressions chosen by the aristocracy for their self-representation, showing their evolution with a tight chronological order. . Starting from some recent works on the development of Palermitan noble residences, and collecting the main periegetic literature, the study focused attention on those environments in the Baroque context, drawing results that deny the use in Sicily of such environments very late. Constant comparisons with contemporary Italian, English and above all French examples made it possible to give adequate weight to each intervention and, at the same time, showed the international openness of this client. The exhibition exhibits some topical examples of different trends between Baroque and Neoclassicism, starting with the palaces of the Prince of Cutò, perhaps the first example in the city, and of the Prince of Gangi, with the only example still existing in excellent condition, which allows appreciate the elegance and refinement conferred in that room, not inferior to the other reception rooms of the noble mansions. The role of the client is very important due to the needs expressed between living according to the uses considered "modern" or traditional ones, reaching up to the assignment given by the Bourbons to the architect Marvuglia for the Real Casina alla Cina where he perfected a mechanical table taken from French prototypes once again. During the nineteenth century the evolution of the à manger room becomes very interesting in the approach taken care of by the bourgeoisie and the nobility with new buildings or in the renewal of the ancient eighteenth-century buildings that are adapted to the new functional needs with adequate artistic-decorative equipment .

Il contributo prende in esame per la prima volta uno specifico tema della cultura dell’abitare, le Salle à manger (nel titolo presentato in una forma ibrida tra italiano e francese, come spesso avveniva nei documenti d’archivio). La ricerca ha inteso affrontare la questione apparentemente marginale ma che, invece, investe la cultura della committenza siciliana, nonché dei professionisti cui essa si affidava, e le espressioni scelte dall’aristocrazia per la propria autorappresentazione, mostrandone l’evoluzione con un serrato ordine cronologico. Partendo da alcuni recenti lavori sullo sviluppo delle abitazioni nobiliari palermitane, e raccogliendo la principale letteratura periegetica, lo studio ha focalizzato l’attenzione su quegli ambienti in ambito barocco, traendo risultati che smentiscono il reputare l’uso in Sicilia di tali ambienti molto tardo. I raffronti costanti con i coevi esempi italiani, inglesi e soprattutto francesi, ha consentito di conferire un peso adeguato ad ogni intervento ed ha mostrato, al contempo, l’apertura internazionale di tale committenza. La rassegna espone alcuni esempi topici di diverso andamento tra barocco e neoclassicismo, a partire dai palazzi del principe di Cutò, forse il primo esempio in città, e del principe di Gangi, con l’unico esemplare ancora esistente in ottimo stato, che consente di apprezzare l’eleganza e raffinatezza conferite in quel vano, non inferiore alle altre sale di rappresentanza delle magioni nobiliari. Il ruolo della committenza risulta molto importante in ragione delle esigenze espresse tra il vivere secondo gli usi considerati “moderni” o quelli tradizionali, giungendo fino all’incarico dato dai Borbone all’architetto Marvuglia per la Real Casina alla Cinese ove perfezionò una tavola meccanica ripresa da prototipi ancora una volta francesi. Nel corso del XIX secolo diviene così molto interessante l’evoluzione della sala à manger nell’approccio curato dalla borghesia e dalla nobiltà con nuova edilizia o nel rinnovamento degli antichi edifici di taglio settecentesco che vengono adeguati alle nuove esigenze funzionali con adeguati apparati artistico-decorativi.

Palazzotto, P. (2020). La forma del gusto: “sale à manger”, architettura e committenza a Palermo dal secondo Settecento ai primi anni del XX secolo. In F. Lollini, M. Montanari, L. Capriotti (a cura di), Cucina, Società e Politica. Le arti e il cibo. Modalità ed esempi di un rapporto 3 : Atti del Convegno Bologna, 8-10 ottobre 2018 (pp. 195-221). Bologna : Bononia University Press.

La forma del gusto: “sale à manger”, architettura e committenza a Palermo dal secondo Settecento ai primi anni del XX secolo

Palazzotto, P
2020

Abstract

Il contributo prende in esame per la prima volta uno specifico tema della cultura dell’abitare, le Salle à manger (nel titolo presentato in una forma ibrida tra italiano e francese, come spesso avveniva nei documenti d’archivio). La ricerca ha inteso affrontare la questione apparentemente marginale ma che, invece, investe la cultura della committenza siciliana, nonché dei professionisti cui essa si affidava, e le espressioni scelte dall’aristocrazia per la propria autorappresentazione, mostrandone l’evoluzione con un serrato ordine cronologico. Partendo da alcuni recenti lavori sullo sviluppo delle abitazioni nobiliari palermitane, e raccogliendo la principale letteratura periegetica, lo studio ha focalizzato l’attenzione su quegli ambienti in ambito barocco, traendo risultati che smentiscono il reputare l’uso in Sicilia di tali ambienti molto tardo. I raffronti costanti con i coevi esempi italiani, inglesi e soprattutto francesi, ha consentito di conferire un peso adeguato ad ogni intervento ed ha mostrato, al contempo, l’apertura internazionale di tale committenza. La rassegna espone alcuni esempi topici di diverso andamento tra barocco e neoclassicismo, a partire dai palazzi del principe di Cutò, forse il primo esempio in città, e del principe di Gangi, con l’unico esemplare ancora esistente in ottimo stato, che consente di apprezzare l’eleganza e raffinatezza conferite in quel vano, non inferiore alle altre sale di rappresentanza delle magioni nobiliari. Il ruolo della committenza risulta molto importante in ragione delle esigenze espresse tra il vivere secondo gli usi considerati “moderni” o quelli tradizionali, giungendo fino all’incarico dato dai Borbone all’architetto Marvuglia per la Real Casina alla Cinese ove perfezionò una tavola meccanica ripresa da prototipi ancora una volta francesi. Nel corso del XIX secolo diviene così molto interessante l’evoluzione della sala à manger nell’approccio curato dalla borghesia e dalla nobiltà con nuova edilizia o nel rinnovamento degli antichi edifici di taglio settecentesco che vengono adeguati alle nuove esigenze funzionali con adeguati apparati artistico-decorativi.
Settore L-ART/04 - Museologia E Critica Artistica E Del Restauro
978-88-6923-480-4
Palazzotto, P. (2020). La forma del gusto: “sale à manger”, architettura e committenza a Palermo dal secondo Settecento ai primi anni del XX secolo. In F. Lollini, M. Montanari, L. Capriotti (a cura di), Cucina, Società e Politica. Le arti e il cibo. Modalità ed esempi di un rapporto 3 : Atti del Convegno Bologna, 8-10 ottobre 2018 (pp. 195-221). Bologna : Bononia University Press.
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