In 1999, Sicily, ahead of the regions considered to be in the vanguard in the management of its territory and landscape, had identified the Landscape Plan as the means by which to pursue the protection and preservation of its cultural and natural heritage. The headstrong and judicious intuition, however, was followed by years of lengthy administration and silence. After twenty-one years, the landscape plans for most of the 17 areas identified in the 1999 document were finally adopted and approved. And what is the reaction of those territories which, in the meantime, have undergone quite a few changes over twenty years? The present paper, through the Sicilian case study, wants to shed light on the structure and the implementing devices through which the instrument of the landscape plan could act in the territories concerned. The objective of urban and territorial sustainability, which should tend to strengthen efforts to protect and safeguard the cultural and natural heritage, clashes, in fact, with a management of places, often anachronistic, aimed at mere economic growth, land consumption and mass tourism that only on rare occasions promotes cultures and preserves local identities. The reflections that we want to present are, then, an opportunity to analyze in detail the intentions of the Landscape Plan and its implementation in the Sicilian context, and to highlight positivity and shadows.

Nel 1999, la Sicilia, con anticipo rispetto alle regioni ritenute all’avanguardia nella gestione del proprio territorio e del proprio paesaggio, aveva individuato nello strumento del Piano Paesaggistico il mezzo attraverso cui perseguire la protezione e la salvaguardia del proprio patrimonio culturale e naturale. Alla caparbia e avveduta intuizione però sono succeduti anni di lungaggini amministrative, di numerosi silenzi e scellerati colpi di spugna. Dopo ventun anni, sono finalmente stati adottati e approvati i piani paesistici di gran parte dei 17 ambiti identificati dal documento del 1999. E qual è la reazione di quei territori che frattanto, in un ventennio, hanno subito non pochi cambiamenti? Il presente paper, attraverso il caso studio siciliano, vuole fare luce sulla struttura e sui dispositivi attuativi attraverso cui lo strumento del piano d’ambito paesaggistico potrebbe agire nei territori interessati. Quell’obiettivo di sostenibilità urbana e territoriale, che dovrebbe tendere a rafforzare gli sforzi per la protezione e la salvaguardia del patrimonio culturale e naturale, si scontra, infatti, con una gestione dei luoghi, spesso anacronistica, finalizzata alla mera crescita economica, al consumo di suolo e al turismo di massa che soltanto in rare occasioni promuove culture e preserva identità locali. Le riflessioni che si vogliono presentare sono, allora, l’occasione per analizzare nel dettaglio gli intenti del Piano Paesaggistico e l’attuazione nel contesto siciliano, e per metterne in luce positività e ombre.

SCHILLECI, F., LOTTA, F. (2020). Il difficoltoso percorso del Piano paesaggistico siciliano. In G. Fini, L. Infante, T. Di Muccio, M. Norcaro, V. Vecchi (a cura di), L'urbanistica italiana di fronte all'Agenda 2030. Portare territori e comunità sulla strada della sostenibilità e della resilienza (pp. 1603-1608). Roma-Milano : Planum Publisher.

Il difficoltoso percorso del Piano paesaggistico siciliano

SCHILLECI, Filippo;LOTTA, Francesca
2020

Abstract

Nel 1999, la Sicilia, con anticipo rispetto alle regioni ritenute all’avanguardia nella gestione del proprio territorio e del proprio paesaggio, aveva individuato nello strumento del Piano Paesaggistico il mezzo attraverso cui perseguire la protezione e la salvaguardia del proprio patrimonio culturale e naturale. Alla caparbia e avveduta intuizione però sono succeduti anni di lungaggini amministrative, di numerosi silenzi e scellerati colpi di spugna. Dopo ventun anni, sono finalmente stati adottati e approvati i piani paesistici di gran parte dei 17 ambiti identificati dal documento del 1999. E qual è la reazione di quei territori che frattanto, in un ventennio, hanno subito non pochi cambiamenti? Il presente paper, attraverso il caso studio siciliano, vuole fare luce sulla struttura e sui dispositivi attuativi attraverso cui lo strumento del piano d’ambito paesaggistico potrebbe agire nei territori interessati. Quell’obiettivo di sostenibilità urbana e territoriale, che dovrebbe tendere a rafforzare gli sforzi per la protezione e la salvaguardia del patrimonio culturale e naturale, si scontra, infatti, con una gestione dei luoghi, spesso anacronistica, finalizzata alla mera crescita economica, al consumo di suolo e al turismo di massa che soltanto in rare occasioni promuove culture e preserva identità locali. Le riflessioni che si vogliono presentare sono, allora, l’occasione per analizzare nel dettaglio gli intenti del Piano Paesaggistico e l’attuazione nel contesto siciliano, e per metterne in luce positività e ombre.
Settore ICAR/21 - Urbanistica
9788899237219
SCHILLECI, F., LOTTA, F. (2020). Il difficoltoso percorso del Piano paesaggistico siciliano. In G. Fini, L. Infante, T. Di Muccio, M. Norcaro, V. Vecchi (a cura di), L'urbanistica italiana di fronte all'Agenda 2030. Portare territori e comunità sulla strada della sostenibilità e della resilienza (pp. 1603-1608). Roma-Milano : Planum Publisher.
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