The essay reflects on the interaction between fire and architecture and, with respect to this critical perspective, recovers as its beginning the 1851 book by Gottfried Semper, The four elements of architecture, in which base, fire, fence and roof, first that constructive parts are the result of human behavior. Semper’s theories, acknowledged by the Chicago School, between the mid and late nineteenth century, are the basis of many Frank Lloyd Wright homes where the fireplace is the fulcrum of radiating heat, light and, above all, space. In these houses taken into consideration, almost all designed for wealthy clients, the fire therefore takes on a symbolic-spatial role while the ‘hearth’ for the preparation of food takes place in the kitchen. The subordinate role of this environment is redeemed by Margarete Schütte-Lihotzky’s famous Frankfurter Küche which, in fact, is decisive in the realization of Ernst May’s Siedlungen in Frankfurt. In the final part of the text, the reflection proposes an analogy between house and church and between fire and light taking into consideration the typology of the ecclesia sine tecto, in which the contrast between the shaded part of the presbytery, in which the altar, and the classroom entirely sub divo. Through some didactic projects the relevance of this special church is demonstrated which, in an exemplary way, makes us understand the architectural and liturgical difference between Ecclesia and temple.

Il saggio riflette sull’interazione tra il fuoco e l’architettura e, rispetto a questa prospettiva critica, recupera come incipit il libro del 1851 di Gottfried Semper, I quattro elementi dell’architettura, nel quale basamento, fuoco, recinto e tetto, prima che parti costruttive, sono l’esito di comportamenti umani. Le teorie di Semper, recepite dalla Chicago School, tra la metà e la fine del XIX secolo, sono alla base di molte abitazioni di Frank Lloyd Wright nelle quali il camino costituisce il fulcro di irradiazione del calore, della luce e, soprattutto, dello spazio. In queste case prese in considerazione, quasi tutte progettate per facoltosi committenti, il fuoco assume quindi un ruolo simbolico–spaziale mentre il ‘focolare’ per la preparazione dei cibi trova luogo in cucina. Il ruolo subalterno di questo ambiente è riscattato dalla famosa Frankfurter Küche di Margarete Schütte- Lihotzky che, di fatto, è determinante nella realizzazione delle Siedlungen di Francoforte di Ernst May. Nella parte conclusiva del testo, la riflessione propone un’analogia tra casa e chiesa e tra fuoco e luce prendendo in considerazione la tipologia della ecclesia sine tecto, nella quale è netto il contrasto tra la parte in ombra del presbiterio, nella quale trova posto l’altare, e l’aula interamente sub divo. Attraverso alcuni progetti didattici si dimostra l’attualità di questa speciale chiesa che, in modo esemplare, fa comprendere la differenza architettonica e liturgica tra Ecclesia e tempio.

SCIASCIA, A. (2020). Il fuoco e la casa. In S. CUSUMANO, G. DE GIOVANNI (a cura di), ARCHI_Cottura Atelier per lo spazio domestico. Fra cibo, architettura e design. (pp. 77-85). Palermo : PALERMO UNIVERSITY PRESS New Digital Frontiers srl.

Il fuoco e la casa

SCIASCIA, Andrea
2020-01-01

Abstract

Il saggio riflette sull’interazione tra il fuoco e l’architettura e, rispetto a questa prospettiva critica, recupera come incipit il libro del 1851 di Gottfried Semper, I quattro elementi dell’architettura, nel quale basamento, fuoco, recinto e tetto, prima che parti costruttive, sono l’esito di comportamenti umani. Le teorie di Semper, recepite dalla Chicago School, tra la metà e la fine del XIX secolo, sono alla base di molte abitazioni di Frank Lloyd Wright nelle quali il camino costituisce il fulcro di irradiazione del calore, della luce e, soprattutto, dello spazio. In queste case prese in considerazione, quasi tutte progettate per facoltosi committenti, il fuoco assume quindi un ruolo simbolico–spaziale mentre il ‘focolare’ per la preparazione dei cibi trova luogo in cucina. Il ruolo subalterno di questo ambiente è riscattato dalla famosa Frankfurter Küche di Margarete Schütte- Lihotzky che, di fatto, è determinante nella realizzazione delle Siedlungen di Francoforte di Ernst May. Nella parte conclusiva del testo, la riflessione propone un’analogia tra casa e chiesa e tra fuoco e luce prendendo in considerazione la tipologia della ecclesia sine tecto, nella quale è netto il contrasto tra la parte in ombra del presbiterio, nella quale trova posto l’altare, e l’aula interamente sub divo. Attraverso alcuni progetti didattici si dimostra l’attualità di questa speciale chiesa che, in modo esemplare, fa comprendere la differenza architettonica e liturgica tra Ecclesia e tempio.
Settore ICAR/14 - Composizione Architettonica E Urbana
978-88-5509-099-5
SCIASCIA, A. (2020). Il fuoco e la casa. In S. CUSUMANO, G. DE GIOVANNI (a cura di), ARCHI_Cottura Atelier per lo spazio domestico. Fra cibo, architettura e design. (pp. 77-85). Palermo : PALERMO UNIVERSITY PRESS New Digital Frontiers srl.
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