The historic center of Palermo has undergone significant changes both in physical terms and in terms of its social composition in recent years. The now decades-long gentrification process, which began in the late 1990s, has intersected in recent years with an increase in tourist attendance, also due to major events (Italian Capital of Culture, Manifesta), and with the strong presence of foreign residents. This heterogeneous and complex context leads us to reflect on the issue of inclusion policies, which emerges whenever the great changes in social composition and the consequent dynamics of the real estate market are taken into consideration: which social groups are advantaged, and which ones are instead forced into a marginal condition? Palermo is (slowly) climbing the rankings of the quality of life in urban centres, not only for the growing economic indicators, but above all for the cultural offer that it promises to its visitors. Yet if the social groups within it are so heterogeneous, will they be able to agree on a unique vision of quality of life? Or will it rather be necessary to question the divergent declinations of this concept, as used by the different social actors? Research currently underway in the historic center of Palermo aims to bring to light the potential and risks associated with the changes taking place, with the aim of unhinging the traditional vision of quality of life and promoting one that is not only linked to economic aspects, but that returns a vision of the lifestyles of old and new inhabitants.

Il centro storico di Palermo sta attraversando, negli ultimi anni, cambiamenti significativi tanto dal punto di vista fisico quanto per la sua composizione sociale. L’ormai pluridecennale processo di gentrification, iniziato alla fine degli anni ’90, si è intersecato negli ultimi anni con un incremento delle presenze turistiche, dovute anche a grandi eventi (Capitale Italiana della Cultura, Manifesta), e con la forte presenza di cittadini stranieri residenti. Questo contesto così eterogeneo e complesso induce a riflettere sulla questione delle politiche di inclusione, che emerge ogniqualvolta si prendono in considerazione i grandi cambiamenti di composizione sociale e le conseguenti dinamiche del mercato immobiliare: per quali gruppi sociali si può parlare di cambiamenti positivi, e quali invece sono costretti ai margini? Palermo sta (lentamente) risalendo le classifiche legate alla qualità della vita nei centri urbani, non soltanto per gli indicatori economici in crescita, ma soprattutto per l’offerta culturale che promette ai suoi visitatori. Eppure, se i gruppi sociali al suo interno sono così eterogenei, potranno concordare su una visione unica di qualità della vita? O sarà piuttosto necessario ragionare sulle divergenti declinazioni che gli attori sociali restituiscono di questo concetto? Una ricerca attualmente in corso nel centro storico palermitano mira a portare alla luce le potenzialità e i rischi legati ai cambiamenti in atto, con l’obiettivo di scardinare la tradizionale visione di qualità della vita e promuoverne una che non sia legata solo agli aspetti economici, ma che restituisca una visione degli stili di vita di vecchi e nuovi abitanti.

GIUBILARO, C., PICONE, M. (2020). Mappare la qualità della vita a Palermo: gli stili di vita di un centro storico che cambia. In Atti della XXII Conferenza Nazionale SIU. L'Urbanistica italiana di fronte all'Agenda 2030. Portare territori e comunità sulla strada della sostenibilità e della resilienza, Matera-Bari 5-6-7 giugno 2019 (pp. 441-445). Roma-Milano : Planum Publisher.

Mappare la qualità della vita a Palermo: gli stili di vita di un centro storico che cambia

GIUBILARO, Chiara;PICONE, Marco
2020

Abstract

Il centro storico di Palermo sta attraversando, negli ultimi anni, cambiamenti significativi tanto dal punto di vista fisico quanto per la sua composizione sociale. L’ormai pluridecennale processo di gentrification, iniziato alla fine degli anni ’90, si è intersecato negli ultimi anni con un incremento delle presenze turistiche, dovute anche a grandi eventi (Capitale Italiana della Cultura, Manifesta), e con la forte presenza di cittadini stranieri residenti. Questo contesto così eterogeneo e complesso induce a riflettere sulla questione delle politiche di inclusione, che emerge ogniqualvolta si prendono in considerazione i grandi cambiamenti di composizione sociale e le conseguenti dinamiche del mercato immobiliare: per quali gruppi sociali si può parlare di cambiamenti positivi, e quali invece sono costretti ai margini? Palermo sta (lentamente) risalendo le classifiche legate alla qualità della vita nei centri urbani, non soltanto per gli indicatori economici in crescita, ma soprattutto per l’offerta culturale che promette ai suoi visitatori. Eppure, se i gruppi sociali al suo interno sono così eterogenei, potranno concordare su una visione unica di qualità della vita? O sarà piuttosto necessario ragionare sulle divergenti declinazioni che gli attori sociali restituiscono di questo concetto? Una ricerca attualmente in corso nel centro storico palermitano mira a portare alla luce le potenzialità e i rischi legati ai cambiamenti in atto, con l’obiettivo di scardinare la tradizionale visione di qualità della vita e promuoverne una che non sia legata solo agli aspetti economici, ma che restituisca una visione degli stili di vita di vecchi e nuovi abitanti.
Settore M-GGR/01 - Geografia
9788899237219
GIUBILARO, C., PICONE, M. (2020). Mappare la qualità della vita a Palermo: gli stili di vita di un centro storico che cambia. In Atti della XXII Conferenza Nazionale SIU. L'Urbanistica italiana di fronte all'Agenda 2030. Portare territori e comunità sulla strada della sostenibilità e della resilienza, Matera-Bari 5-6-7 giugno 2019 (pp. 441-445). Roma-Milano : Planum Publisher.
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