Founded at the end of the 5th century B.C. from the Carthaginians, Thermae Himeraeae became a Roman colony at the end of the 1st century. B.C. and was equipped with the typical buildings of a Roman city: forum, amphitheater, aqueduct and baths. These were built at the foot of the hill on which the city stands, using two thermal springsNew geological and geognostic investigations were undertaken in 2006 and 2012, while in 2010 three excavation tests were carried out inside the bathrooms of the modern age, which highlighted for the first time a section of the external surgery, one of the internal one and a small part of the central basin of the calidarium from the Roman age, together with remains of the decoration of the building, both architectural and mosaic. The stratigraphy highlighted by archaeological essays in correlation with the stratigraphy of the three geognostic surveys and the results of the geomagnetic investigation show that following their abandonment, the Roman baths were invaded by mud and debris due to important flood events and flooding of the nearby valley Annunziata, which caused the collapse of the wall decoration and subsequently of the vault of the calidarium. These events can be dated between the sixth and seventh centuries. A.D. The new modern building was built on the Roman remains in 1642.

Fondata alla fine del V sec. a.C. dai Cartaginesi, Thermae Himeraeae divenne colonia romana alla fine del I sec. a.C. e fu dotata degli edifici tipici di una città romana: foro, anfiteatro, acquedotto e bagni. Questi ultimi furono costruiti ai piedi della collina su cui sorge la città, sfruttando due sorgenti termali. Note fin dal XVI secolo, le terme furono studiate da Houel e Palmeri, ma solo nel 1817 il Gargotta condusse uno scavo nella piazza antistante, affermando che l’area centrale dell’edificio antico era occupata da una vasca circolare di ampie dimensioni. Solo alla fine del XIX secolo, durante la costruzione del nuovo Grand Hotel delle Terme, venne messa in luce la maggior parte delle strutture romane, di cui quelle inglobate nell’edificio moderno erano solo una appendice (il calidarium). Nuove indagini geologiche e geognostiche sono state intraprese nel 2006 e nel 2012, mentre nel 2010 sono stati effettuati tre saggi di scavo all’interno dei bagni di età moderna, che hanno messo in luce per la prima volta un tratto dell’ambulatorio esterno, uno di quello interno e una piccola parte della vasca centrale del calidarium di età romana, insieme con resti della decorazione dell’edificio, sia architettonica, sia musiva. La stratigrafia messa in luce dai saggi archeologici in correlazione con la stratigrafia dei tre sondaggi geognostici e i risultati dell’indagine geomagnetica dimostrano che in seguito al loro abbandono, le terme romane vennero invase da fango e detriti dovuti a importanti eventi alluvionali ed esondazioni del vicino vallone Annunziata, che provocarono il crollo della decorazione parietale e successivamente della volta del calidarium. Questi eventi si possono datare tra il VI e il VII sec. d.C. Sui resti romani fu costruito nel 1642 il nuovo edificio moderno.

Belvedere Oscar, Contino Antonio, Forgia Vincenza (2020). Geoarchaeological evidence for the abandonment of the Roman baths at Thermae Himerae. In J. Bergemann (a cura di), Kultur und Natur in der antiken Mittermeerwelt. Italienische und Deutsche Forschungen in Archaeologie und Geschichte und ihre Bedeutung fuer die moderne Diskussion ueber Klimawandel. Cultura e Natura nel Mediterraneo antico, Ricerche italiane e tedesche in campo archeologico e storico e la loro importanza nel dibattito moderno sui cambiamenti climatici (pp. 65-70). Rahden/Westf. : Vergag Marie Leidorf.

Geoarchaeological evidence for the abandonment of the Roman baths at Thermae Himerae

Belvedere Oscar
;
Contino Antonio
;
Forgia Vincenza
2020-01-01

Abstract

Fondata alla fine del V sec. a.C. dai Cartaginesi, Thermae Himeraeae divenne colonia romana alla fine del I sec. a.C. e fu dotata degli edifici tipici di una città romana: foro, anfiteatro, acquedotto e bagni. Questi ultimi furono costruiti ai piedi della collina su cui sorge la città, sfruttando due sorgenti termali. Note fin dal XVI secolo, le terme furono studiate da Houel e Palmeri, ma solo nel 1817 il Gargotta condusse uno scavo nella piazza antistante, affermando che l’area centrale dell’edificio antico era occupata da una vasca circolare di ampie dimensioni. Solo alla fine del XIX secolo, durante la costruzione del nuovo Grand Hotel delle Terme, venne messa in luce la maggior parte delle strutture romane, di cui quelle inglobate nell’edificio moderno erano solo una appendice (il calidarium). Nuove indagini geologiche e geognostiche sono state intraprese nel 2006 e nel 2012, mentre nel 2010 sono stati effettuati tre saggi di scavo all’interno dei bagni di età moderna, che hanno messo in luce per la prima volta un tratto dell’ambulatorio esterno, uno di quello interno e una piccola parte della vasca centrale del calidarium di età romana, insieme con resti della decorazione dell’edificio, sia architettonica, sia musiva. La stratigrafia messa in luce dai saggi archeologici in correlazione con la stratigrafia dei tre sondaggi geognostici e i risultati dell’indagine geomagnetica dimostrano che in seguito al loro abbandono, le terme romane vennero invase da fango e detriti dovuti a importanti eventi alluvionali ed esondazioni del vicino vallone Annunziata, che provocarono il crollo della decorazione parietale e successivamente della volta del calidarium. Questi eventi si possono datare tra il VI e il VII sec. d.C. Sui resti romani fu costruito nel 1642 il nuovo edificio moderno.
Settore L-ANT/07 - Archeologia Classica
Settore L-ANT/09 - Topografia Antica
Settore GEO/02 - Geologia Stratigrafica E Sedimentologica
978-3-86757-508-9
Belvedere Oscar, Contino Antonio, Forgia Vincenza (2020). Geoarchaeological evidence for the abandonment of the Roman baths at Thermae Himerae. In J. Bergemann (a cura di), Kultur und Natur in der antiken Mittermeerwelt. Italienische und Deutsche Forschungen in Archaeologie und Geschichte und ihre Bedeutung fuer die moderne Diskussion ueber Klimawandel. Cultura e Natura nel Mediterraneo antico, Ricerche italiane e tedesche in campo archeologico e storico e la loro importanza nel dibattito moderno sui cambiamenti climatici (pp. 65-70). Rahden/Westf. : Vergag Marie Leidorf.
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