Once Camilleri wrote in “The shape of the water”: «[…] L’acqua non ha una forma propria, ed è come tutti gli altri liquidi, che assumono questa in ragione del contenitore che li circonda, che li contiene […]». Indeed, in his novel of 1994, he refers to the truth and how it can take any kind of shape. Thus, the context in which it takes place is important to define its appearance and dimension. The environment, the circumstances of an event could be useful to find the truth close to the reality. Shouldn’t Architecture follow the same principles? Shouldn’t it follow the shape of its context, as Camilleri’s water? Shouldn’t it know how to fit in all the shapes of space? For years, we have been taught that the key-point in Architecture is the place, this is why we talk about genius loci, a very difficult and unfamiliar concept that is also really hard to define in the constructed. However, in these years it is better to talk about genius coci, a neologism coined by our society, where everything is determined by some interpretations given by the media: the fireside in the house is quite a “part of everything”. The kitchen thus represents the whole house, a place of socialisation and, last but not least, it also represents itself: all in one. According to Frank Lloyd Wright, the heart of the house was composed by the fireside surrounded by all the other rooms. I think that this topic can’t be considered in this way anymore. Today the kitchen is a social space that includes personal dynamics and familiar or more formal meetings; it is the place where everything happens, where everything takes shape. The kitchen has been moved from the underground of the house (often outside the habitation) to the centre of the house itself. It actually becomes “The House”, often represented by self-styled/so called chefs who cook and play with flavours and traditions. Cooking could be actually a project but, before that, the kitchen has to be the representation of the individual and its interaction with the collective. It has to be a connection between inside and outside, like grannies’ cosy living room. Therefore, the kitchen becomes the real representation of the place straddling the private house and the public one, as a continuous dialogue with the outside. This is the place where that genius before mentioned really exists.

Scriveva Camilleri in “La forma dell’acqua”: «[…] L’acqua non ha una forma propria, ed è come tutti gli altri liquidi, che assumono questa in ragione del contenitore che li circonda, che li contiene […]». Nel suo romanzo del 1994, infatti, l’allusione è alla ‘verità’ e questa può assumere qualsiasi forma. Ma sarà proprio il contesto in cui viene cercata a definirne la sua forma, la sua dimensione. Quindi l’ambiente, le circostanze, le condizioni di un evento, possono aiutare a trovare la pura verità e questa sarà sempre più vicina alla realtà quanto più ne sono definite le circostanze, l’ambiente e lo spazio. Ma l’Architettura non dovrebbe seguire gli stessi principi? L’Architettura non dovrebbe, similmente all’acqua di Camilleri, seguire la forma del suo contesto? L’Architettura non dovrebbe sapersi ad-domesticare di volta in volta secondo le forme dello spazio contenitore? Per anni ci hanno insegnato che “è il luogo” a fare l’Architettura, con il proverbiale genius loci, cosa complicatissima da comprendere e capire oltreché da rintracciare poi nel costruito. Tuttavia in questo ultimi anni faremmo quasi meglio a parlare di genius coci, come neologismo coniato dalla nostra società, dove ogni cosa sembra determinata da format televisivi che impongono diverse letture delle probabili dinamiche intorno al focolare domestico, divenuto linguaggio di “una parte del tutto”; dunque la cucina come rappresentazione dell’essere sia casa, sia luogo di socializzazione, sia rappresentazione di se stessa: tutto in uno. Per Frank Lloyd Wright, il cuore della casa era costituito dal focolare attorno a cui ruotavano tutti gli ambienti. Credo oggi che non si possa ritenere più così. Ora la cucina è divenuta uno spazio sociale, di incontro-scontro dalle dinamiche personali e familiari alle relazionali aperte; è il luogo dove tutto accade, tutto si compie, tutto prende forma; la cucina nel tempo è stata sdoganata passando dai bassi fondi (spesso esterni all’abitazione) sino a diventare il cuore centrale dell’habitat stesso, ovvero prenderne parte in modo talmente attivo sino a diventare la “casa stessa”, sempre più spesso rappresentata da sedicenti chef che ne dettano umori e tenori fra neo-linguaggi, costumi e sapori. Cucinare è certo un progetto, ma prima di questo la cucina (il luogo) deve essere la rappresentazione progettuale dell’io, prima individuale poi collettivo, incrocio di tendenza e di stile, crocevia di comunicazione interna ed esterna – quasi come il salotto buono della nonna. L’ambiente cucina diviene così a buon merito la vera rappresentazione del luogo a cavallo fra la casa privata e la casa pubblica, quale finestra di dialogo con l’esterno. Il vero luogo dove insiste quel genius prima tratteggiato.

ANGELICO, E. (2020). Contenitori_Contenuti. In S. Cusumano, G. De Giovanni (a cura di), ARCHI Cottura : atelier per lo spazio domestico : fra cibo, achitettura e design (pp. 157-167). Palermo : New Digital Frontiers - Palermo University Press [10.19229.9788855091008/1162019].

Contenitori_Contenuti

ANGELICO, Emanuele
2020-01-01

Abstract

Scriveva Camilleri in “La forma dell’acqua”: «[…] L’acqua non ha una forma propria, ed è come tutti gli altri liquidi, che assumono questa in ragione del contenitore che li circonda, che li contiene […]». Nel suo romanzo del 1994, infatti, l’allusione è alla ‘verità’ e questa può assumere qualsiasi forma. Ma sarà proprio il contesto in cui viene cercata a definirne la sua forma, la sua dimensione. Quindi l’ambiente, le circostanze, le condizioni di un evento, possono aiutare a trovare la pura verità e questa sarà sempre più vicina alla realtà quanto più ne sono definite le circostanze, l’ambiente e lo spazio. Ma l’Architettura non dovrebbe seguire gli stessi principi? L’Architettura non dovrebbe, similmente all’acqua di Camilleri, seguire la forma del suo contesto? L’Architettura non dovrebbe sapersi ad-domesticare di volta in volta secondo le forme dello spazio contenitore? Per anni ci hanno insegnato che “è il luogo” a fare l’Architettura, con il proverbiale genius loci, cosa complicatissima da comprendere e capire oltreché da rintracciare poi nel costruito. Tuttavia in questo ultimi anni faremmo quasi meglio a parlare di genius coci, come neologismo coniato dalla nostra società, dove ogni cosa sembra determinata da format televisivi che impongono diverse letture delle probabili dinamiche intorno al focolare domestico, divenuto linguaggio di “una parte del tutto”; dunque la cucina come rappresentazione dell’essere sia casa, sia luogo di socializzazione, sia rappresentazione di se stessa: tutto in uno. Per Frank Lloyd Wright, il cuore della casa era costituito dal focolare attorno a cui ruotavano tutti gli ambienti. Credo oggi che non si possa ritenere più così. Ora la cucina è divenuta uno spazio sociale, di incontro-scontro dalle dinamiche personali e familiari alle relazionali aperte; è il luogo dove tutto accade, tutto si compie, tutto prende forma; la cucina nel tempo è stata sdoganata passando dai bassi fondi (spesso esterni all’abitazione) sino a diventare il cuore centrale dell’habitat stesso, ovvero prenderne parte in modo talmente attivo sino a diventare la “casa stessa”, sempre più spesso rappresentata da sedicenti chef che ne dettano umori e tenori fra neo-linguaggi, costumi e sapori. Cucinare è certo un progetto, ma prima di questo la cucina (il luogo) deve essere la rappresentazione progettuale dell’io, prima individuale poi collettivo, incrocio di tendenza e di stile, crocevia di comunicazione interna ed esterna – quasi come il salotto buono della nonna. L’ambiente cucina diviene così a buon merito la vera rappresentazione del luogo a cavallo fra la casa privata e la casa pubblica, quale finestra di dialogo con l’esterno. Il vero luogo dove insiste quel genius prima tratteggiato.
Settore ICAR/12 - Tecnologia Dell'Architettura
Settore ICAR/13 - Disegno Industriale
978-88-5509-099-5
978-88-5509-100-8
ANGELICO, E. (2020). Contenitori_Contenuti. In S. Cusumano, G. De Giovanni (a cura di), ARCHI Cottura : atelier per lo spazio domestico : fra cibo, achitettura e design (pp. 157-167). Palermo : New Digital Frontiers - Palermo University Press [10.19229.9788855091008/1162019].
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