Il contributo, muovendo da interessi geografici, intende concentrarsi sulle dinamiche sottese alla rappresentazione dello spazio negli allestimenti scenici di opera lirica. Il melodramma, inteso nella sua accezione di genere più ampia, rappresenta infatti un’espressione artistica che innerva, sostanzia e significa la dimensione culturale occidentale a partire almeno dal tardo Cinquecento. Trovando sintesi felici fra musica, parola e drammatizzazione, l’opera lirica continua oggi a trarre linfa dal cimento delle sue riproduzione e riproposizione in soluzioni sceniche, visioni registiche e allestimenti sempre nuovi. Attraverso il confronto critico fra coppie di allestimenti alternativi di tre opere che connotano la produzione musicale italiana -Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti, La Traviata di Giuseppe Verdi e Turandot di Giacomo Puccini-, si vogliono palesare i termini in cui il discorso geografico, specie quello che si sofferma sulle istanze letterarie e culturali relative alla costruzione e alla lettura del paesaggio, possa trovare non solo punti di contatto notevoli con il discorso teatrale e musicale ma financo essere foriero di chiavi di lettura e d'interpretazione nuove, e ben fondate dal punto di vista teorico, nel rapporto uomo-spazio filtrato dal teatro, importante mediatore culturale.

Giovanni Messina (2019). I dove e le scene: una lettura geografica delle rappresentazioni spaziali negli allestimenti operistici. In R.G. Rizzo, P.M. Rigobello, M. Marni (a cura di), Turismo musicale: storia, geografia, didattica Atti preliminari.

I dove e le scene: una lettura geografica delle rappresentazioni spaziali negli allestimenti operistici

Giovanni Messina
2019-01-01

Abstract

Il contributo, muovendo da interessi geografici, intende concentrarsi sulle dinamiche sottese alla rappresentazione dello spazio negli allestimenti scenici di opera lirica. Il melodramma, inteso nella sua accezione di genere più ampia, rappresenta infatti un’espressione artistica che innerva, sostanzia e significa la dimensione culturale occidentale a partire almeno dal tardo Cinquecento. Trovando sintesi felici fra musica, parola e drammatizzazione, l’opera lirica continua oggi a trarre linfa dal cimento delle sue riproduzione e riproposizione in soluzioni sceniche, visioni registiche e allestimenti sempre nuovi. Attraverso il confronto critico fra coppie di allestimenti alternativi di tre opere che connotano la produzione musicale italiana -Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti, La Traviata di Giuseppe Verdi e Turandot di Giacomo Puccini-, si vogliono palesare i termini in cui il discorso geografico, specie quello che si sofferma sulle istanze letterarie e culturali relative alla costruzione e alla lettura del paesaggio, possa trovare non solo punti di contatto notevoli con il discorso teatrale e musicale ma financo essere foriero di chiavi di lettura e d'interpretazione nuove, e ben fondate dal punto di vista teorico, nel rapporto uomo-spazio filtrato dal teatro, importante mediatore culturale.
2019
Rappresentazione dello spazio, letture di paesaggio, opera lirica
9788893355278
Giovanni Messina (2019). I dove e le scene: una lettura geografica delle rappresentazioni spaziali negli allestimenti operistici. In R.G. Rizzo, P.M. Rigobello, M. Marni (a cura di), Turismo musicale: storia, geografia, didattica Atti preliminari.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
2019 abstract Cremona.pdf

Solo gestori archvio

Descrizione: saggio in volume
Tipologia: Versione Editoriale
Dimensione 1.89 MB
Formato Adobe PDF
1.89 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10447/385228
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact