The traces left by man on the territory are indelible, testimonies that the time preserves and history deliver us, and which together constitute a thick texture that overlaps the physical layout of the environment, integrating and modifying it.Great works, monuments universally recognized as masterpieces of the mind and of human hands, but also lesser works, artifacts of common use, isolated manufactured which constitute the elements of a wider and complex organization of settlement phenomena; tiles of a mosaic rich in nuances and reflections, the result of a long process of historical stratification. Towers, castles, churches, sanctuaries, villas, belong to the category of isolated works but also houses, farms, and not least the bridges, built to ensure the continuity of the existing routes. The changes that took place in Sicilian territory over the centuries, in particular the disappearance of numerous “trazzere”, embedded in their neighboring private properties, have led to the isolation of many of these bridges that are now dispersed among the countryside, in decentralized positions to the current viability and therefore deprived of their original function. The perpetuation of disuse has meant that many of these artifacts disappear, or abandoned as ruins; some just left architectural tracing, other memories only. Others still maintain intact the structure and the masonry. Many are modified from their original visus owing to the time wear and the structural metamorphosis, accomplished over the years. Still others despite having lost the original purpose, constitute structuring urban spaces architectural elements, becoming connotative elements for a square. No one today is able to tell how many of these bridges have survived the time and disinterestedness of men or their "restorations" because there is no complete census yet. From these considerations comes the study, conducted at the Department of architecture of the Polytechnic School of the University of Palermo. It is a journey through the time that drove us to rediscover a part of Sicily's history. The research focused on the study of those bridges which, due to their historical and morphological characteristics and the constructive materials and techniques they represent, are a historical testimony of our past. The analysis conducted, supported by photographic and architectural reliefs and by information obtained in archives, libraries and sometimes by the inhabitants of areas visited, also allowed to study the technological evolution linked to these structures, both in the use of materials, both in construction techniques and formal expression. The work of census has resulted, inter alia, in a filing with the purpose of providing information about localization, fonts, type, structural analysis, the state of conservation of listed artifact and raise attention of public administrations on these isolated artifacts that can be defined monuments as documents of the history and culture of a country and of a civilization.

Sono indelebili i segni lasciati dall’uomo sul territorio, testimonianze che il tempo conserva e la storia ci consegna e il cui insieme costituisce una trama fittissima che si sovrappone alla struttura fisica dell’ambiente, integrandolo e modificandolo. Grandi opere, monumenti universalmente riconosciuti come capolavori della mente e delle mani dell’uomo, ma anche opere minori, manufatti d’uso comune, beni isolati che costituiscono gli elementi puntuali di una più vasta e complessa organizzazione di fenomeni insediativi, le tessere di un mosaico ricco di sfumature e riflessi, frutto di un lungo processo di stratificazione storica. Alla categoria dei beni isolati appartengono le torri, i castelli, le chiese, i santuari, le ville, ma anche casali, masserie, fattorie e non ultimi i ponti, costruiti per assicurare la continuità stradale dei percorsi un tempo esistenti. I mutamenti avvenuti nel territorio siciliano nel corso dei secoli, in particolare la scomparsa di numerose trazzere, inglobate nelle proprietà private ad esse limitrofe, hanno determinato l’isolamento di molti di questi ponti che oggi si trovano dispersi tra le campagne, in posizioni decentrate rispetto all’attuale viabilità e pertanto privati della loro originaria funzione. Il perpetuarsi del disuso ha fatto si che molti di questi manufatti scomparissero o venissero abbandonati come ruderi; di alcuni ne rimane solo la traccia, di altri il ricordo; altri mantengono ancora intatta la struttura ed il paramento murario. Molti risultano modificati rispetto al loro visus originario, per l’usura del tempo e per le metamorfosi strutturali, compiute nel corso degli anni. Altri ancora, pur avendo perso la loro funzione originaria, si configurano come elementi architettonici strutturanti gli spazi urbani, divenendo elementi caratterizzanti una piazza. Nessuno oggi è in grado di dire quanti di questi ponti siano sopravvissuti al tempo e al disinteresse degli uomini o ai loro “restauri”, perché non esiste ancora un censimento completo. Da queste considerazioni trae origine lo studio, condotto presso il Dipartimento di Architettura della Scuola Politecnica dell’Università di Palermo: un viaggio attraverso il tempo che ci ha accompagnato alla riscoperta di una parte della storia di Sicilia. La ricerca si è concentrata nello studio di quei ponti che per le loro caratteristiche storiche e morfologiche e per i materiali e le tecniche costruttive impiegate, rappresentano una testimonianza storica del nostro passato. L’analisi condotta, supportata da rilievi fotografici e architettonici e da notizie apprese in archivi, biblioteche e talvolta dagli abitanti delle zone visitate, ha permesso anche di studiare l’evoluzione tecnologica legata a tali strutture, sia nell’uso dei materiali, sia nelle tecniche costruttive e nell’espressione formale. L’opera di censimento si è concretizzata, tra l’altro, in una schedatura con lo scopo di fornire dati sulla localizzazione, i caratteri, la tipologia, l’analisi strutturale, lo stato di conservazione dei manufatti censiti e sensibilizzare l’attenzione delle pubbliche amministrazioni su questi beni isolati che possono essere definiti monumenti in quanto documenti della storia e della cultura di un Paese e di una civiltà.

Tiziana Firrone, C.B. (2018). Ancient bridges of Sicily: punctual signs of a past that disappears. In R. Amoêda, S. Lira, C. Pinheiro, J. Zaragoza, J.C. Serrano, F.G. Carrillo (a cura di), Heritage 2018 6th International Conference on Heritage and Sustainable Development. 10th Anniversary Edition. Book of abstracts (pp. 86-86). Granada : Green Lines Institute partnership for Soustainable Development.

Ancient bridges of Sicily: punctual signs of a past that disappears

Tiziana Firrone
;
Carmelo Bustinto
Membro del Collaboration Group
;
2018-01-01

Abstract

Sono indelebili i segni lasciati dall’uomo sul territorio, testimonianze che il tempo conserva e la storia ci consegna e il cui insieme costituisce una trama fittissima che si sovrappone alla struttura fisica dell’ambiente, integrandolo e modificandolo. Grandi opere, monumenti universalmente riconosciuti come capolavori della mente e delle mani dell’uomo, ma anche opere minori, manufatti d’uso comune, beni isolati che costituiscono gli elementi puntuali di una più vasta e complessa organizzazione di fenomeni insediativi, le tessere di un mosaico ricco di sfumature e riflessi, frutto di un lungo processo di stratificazione storica. Alla categoria dei beni isolati appartengono le torri, i castelli, le chiese, i santuari, le ville, ma anche casali, masserie, fattorie e non ultimi i ponti, costruiti per assicurare la continuità stradale dei percorsi un tempo esistenti. I mutamenti avvenuti nel territorio siciliano nel corso dei secoli, in particolare la scomparsa di numerose trazzere, inglobate nelle proprietà private ad esse limitrofe, hanno determinato l’isolamento di molti di questi ponti che oggi si trovano dispersi tra le campagne, in posizioni decentrate rispetto all’attuale viabilità e pertanto privati della loro originaria funzione. Il perpetuarsi del disuso ha fatto si che molti di questi manufatti scomparissero o venissero abbandonati come ruderi; di alcuni ne rimane solo la traccia, di altri il ricordo; altri mantengono ancora intatta la struttura ed il paramento murario. Molti risultano modificati rispetto al loro visus originario, per l’usura del tempo e per le metamorfosi strutturali, compiute nel corso degli anni. Altri ancora, pur avendo perso la loro funzione originaria, si configurano come elementi architettonici strutturanti gli spazi urbani, divenendo elementi caratterizzanti una piazza. Nessuno oggi è in grado di dire quanti di questi ponti siano sopravvissuti al tempo e al disinteresse degli uomini o ai loro “restauri”, perché non esiste ancora un censimento completo. Da queste considerazioni trae origine lo studio, condotto presso il Dipartimento di Architettura della Scuola Politecnica dell’Università di Palermo: un viaggio attraverso il tempo che ci ha accompagnato alla riscoperta di una parte della storia di Sicilia. La ricerca si è concentrata nello studio di quei ponti che per le loro caratteristiche storiche e morfologiche e per i materiali e le tecniche costruttive impiegate, rappresentano una testimonianza storica del nostro passato. L’analisi condotta, supportata da rilievi fotografici e architettonici e da notizie apprese in archivi, biblioteche e talvolta dagli abitanti delle zone visitate, ha permesso anche di studiare l’evoluzione tecnologica legata a tali strutture, sia nell’uso dei materiali, sia nelle tecniche costruttive e nell’espressione formale. L’opera di censimento si è concretizzata, tra l’altro, in una schedatura con lo scopo di fornire dati sulla localizzazione, i caratteri, la tipologia, l’analisi strutturale, lo stato di conservazione dei manufatti censiti e sensibilizzare l’attenzione delle pubbliche amministrazioni su questi beni isolati che possono essere definiti monumenti in quanto documenti della storia e della cultura di un Paese e di una civiltà.
The traces left by man on the territory are indelible, testimonies that the time preserves and history deliver us, and which together constitute a thick texture that overlaps the physical layout of the environment, integrating and modifying it.Great works, monuments universally recognized as masterpieces of the mind and of human hands, but also lesser works, artifacts of common use, isolated manufactured which constitute the elements of a wider and complex organization of settlement phenomena; tiles of a mosaic rich in nuances and reflections, the result of a long process of historical stratification. Towers, castles, churches, sanctuaries, villas, belong to the category of isolated works but also houses, farms, and not least the bridges, built to ensure the continuity of the existing routes. The changes that took place in Sicilian territory over the centuries, in particular the disappearance of numerous “trazzere”, embedded in their neighboring private properties, have led to the isolation of many of these bridges that are now dispersed among the countryside, in decentralized positions to the current viability and therefore deprived of their original function. The perpetuation of disuse has meant that many of these artifacts disappear, or abandoned as ruins; some just left architectural tracing, other memories only. Others still maintain intact the structure and the masonry. Many are modified from their original visus owing to the time wear and the structural metamorphosis, accomplished over the years. Still others despite having lost the original purpose, constitute structuring urban spaces architectural elements, becoming connotative elements for a square. No one today is able to tell how many of these bridges have survived the time and disinterestedness of men or their "restorations" because there is no complete census yet. From these considerations comes the study, conducted at the Department of architecture of the Polytechnic School of the University of Palermo. It is a journey through the time that drove us to rediscover a part of Sicily's history. The research focused on the study of those bridges which, due to their historical and morphological characteristics and the constructive materials and techniques they represent, are a historical testimony of our past. The analysis conducted, supported by photographic and architectural reliefs and by information obtained in archives, libraries and sometimes by the inhabitants of areas visited, also allowed to study the technological evolution linked to these structures, both in the use of materials, both in construction techniques and formal expression. The work of census has resulted, inter alia, in a filing with the purpose of providing information about localization, fonts, type, structural analysis, the state of conservation of listed artifact and raise attention of public administrations on these isolated artifacts that can be defined monuments as documents of the history and culture of a country and of a civilization.
Heritage, sicilian bridges, historical testimony, monuments
Patrimonio, ponti siciliani, testimonianza storica, monumenti
978-84-338-6265-5
Tiziana Firrone, C.B. (2018). Ancient bridges of Sicily: punctual signs of a past that disappears. In R. Amoêda, S. Lira, C. Pinheiro, J. Zaragoza, J.C. Serrano, F.G. Carrillo (a cura di), Heritage 2018 6th International Conference on Heritage and Sustainable Development. 10th Anniversary Edition. Book of abstracts (pp. 86-86). Granada : Green Lines Institute partnership for Soustainable Development.
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