Fino agli anni settanta si cercava di progettare il prodotto “defi- nitivo”, potremmo dire “assoluto”, nel senso di largamente condivisibile, pensato per durare nel tempo, il cui processo di produzione – industriale – garantiva l’abbattimento dei costi e il conseguente basso prezzo di vendita. Si trattava di un prodotto funzionale e concretamente utile, pensato per un uso pratico, volto a migliorare vita di tutti i giorni. Tutto al contrario, l’odierno prodotto cosiddetto “di design”, spesso, è tale soltanto in quanto ritenuto di elevata qualità formale, che sia industriale, para-industriale o pseudo-artistico. In generale, non si cerca più di progettare un prodotto “defi-nitivo” o comunque pensato per durare nel tempo, tecnologicamente ma anche culturalmente, perché ormai il mercato richiede – esige (!) – merce a obsolescenza programmata; il che significa che, dopo due anni o giù di lì, per stare “al passo con i tempi”, bisogna cambiare prodotto.

Russo, D. (2018). Mala tempora | Dall'oggetto assoluto al prodotto obsolescente. In D. Russo, A. Labalestra (a cura di), MALA TEMPORA CURRUNT DELLA STORIA, DELL'ARCHITETTURA DELLE BIBLIOTECHE E DI LUOGHI INSIGNI, O PER SENTIMENTO O PER LOCUZIONE (pp. 53-62). Massafra (TA) : Antonio Dellisanti Editore.

Mala tempora | Dall'oggetto assoluto al prodotto obsolescente

Russo, Dario
2018-01-01

Abstract

Fino agli anni settanta si cercava di progettare il prodotto “defi- nitivo”, potremmo dire “assoluto”, nel senso di largamente condivisibile, pensato per durare nel tempo, il cui processo di produzione – industriale – garantiva l’abbattimento dei costi e il conseguente basso prezzo di vendita. Si trattava di un prodotto funzionale e concretamente utile, pensato per un uso pratico, volto a migliorare vita di tutti i giorni. Tutto al contrario, l’odierno prodotto cosiddetto “di design”, spesso, è tale soltanto in quanto ritenuto di elevata qualità formale, che sia industriale, para-industriale o pseudo-artistico. In generale, non si cerca più di progettare un prodotto “defi-nitivo” o comunque pensato per durare nel tempo, tecnologicamente ma anche culturalmente, perché ormai il mercato richiede – esige (!) – merce a obsolescenza programmata; il che significa che, dopo due anni o giù di lì, per stare “al passo con i tempi”, bisogna cambiare prodotto.
Russo, D. (2018). Mala tempora | Dall'oggetto assoluto al prodotto obsolescente. In D. Russo, A. Labalestra (a cura di), MALA TEMPORA CURRUNT DELLA STORIA, DELL'ARCHITETTURA DELLE BIBLIOTECHE E DI LUOGHI INSIGNI, O PER SENTIMENTO O PER LOCUZIONE (pp. 53-62). Massafra (TA) : Antonio Dellisanti Editore.
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