L'articolo descrive le ultime fasi trasformative e i processi di deterioramento della fabbrica dell'Arsenale, dalla seconda metà dell'Ottocento sino ad oggi. Dopo l’Unità d’Italia l’intera area urbana del porto fu oggetto, infatti, di diversi progetti di rinnovamento urbano finalizzati ad una massiccia espansione della città e alla modernizzazione dell’attività portuale. Da tali processi di rinnovamento rimase tuttavia estraniato il vecchio Arsenale che, incamerato dal demanio pubblico, venne sopraelevato, alla fine dell’Ottocento, nella parte retrostante, e trasformato in caserma della Guardia di Finanza. I nuovi corpi furono costruiti sull’antico terrazzo (“astracone”), dell’Arsenale e ne occuparono i bordi su tre lati, formando una corte interna pensile. In precedenza, nel 1861, in una sala al piano terra, nella parte nord-ovest dell’Arsenale, era stato ubicato, per alcuni anni, un ufficio postale, succursale per la corrispondenza via mare e per questo denominato “officio marittimo”, quindi “succursale n. 1 al Molo”. Nel 1877 fu istituito, sempre nei locali al piano terra, un altro ufficio postale con il nome di “Palermo Porto”, rimanendo in attività per molti decenni. La realizzazione del nuovo porto della città, iniziata nel 1922, con le modificazioni radicali del sistema delle banchine e il trasferimento degli attracchi delle navi passeggeri verso la città storica, produsse un’ulteriore marginalizzazione dell’Arsenale. L’epilogo drammatico dell’edificio giunse con i bombardamenti del secondo conflitto mondiale. Prima le incursioni aeree del 1941, poi i pesanti bombardamenti subiti dal porto nel 1943 arrecarono gravi danni alle fabbriche dell’Arsenale ma non irrimediabili, anche nella parte retrostante al grande fronte monumentale sulla via del Molo, maggiormente sinistrata dalle bombe. Nell’immediato dopoguerra tuttavia si decise di demolire proprio questa parte dell’Arsenale per fare posto ai depositi dei Cantieri Navali. Dopo un lungo periodo di abbandono, nel 1994 l’Arsenale fu acquisito dalla Regione Siciliana rientrando, definitivamente, nel pubblico demanio. Nell’agosto del 2005 si diede avvio ai lavori di restauro conclusi nel marzo del 2008.

Di Benedetto, G. (2017). Epilogo. In G. Di Benedetto (a cura di), L'Arsenale di Palermo. Vicende costruttive e progetti di riforma (pp. 123-132). Palermo : 40due Edizioni.

Epilogo

Di Benedetto, Giuseppe
2017-01-01

Abstract

L'articolo descrive le ultime fasi trasformative e i processi di deterioramento della fabbrica dell'Arsenale, dalla seconda metà dell'Ottocento sino ad oggi. Dopo l’Unità d’Italia l’intera area urbana del porto fu oggetto, infatti, di diversi progetti di rinnovamento urbano finalizzati ad una massiccia espansione della città e alla modernizzazione dell’attività portuale. Da tali processi di rinnovamento rimase tuttavia estraniato il vecchio Arsenale che, incamerato dal demanio pubblico, venne sopraelevato, alla fine dell’Ottocento, nella parte retrostante, e trasformato in caserma della Guardia di Finanza. I nuovi corpi furono costruiti sull’antico terrazzo (“astracone”), dell’Arsenale e ne occuparono i bordi su tre lati, formando una corte interna pensile. In precedenza, nel 1861, in una sala al piano terra, nella parte nord-ovest dell’Arsenale, era stato ubicato, per alcuni anni, un ufficio postale, succursale per la corrispondenza via mare e per questo denominato “officio marittimo”, quindi “succursale n. 1 al Molo”. Nel 1877 fu istituito, sempre nei locali al piano terra, un altro ufficio postale con il nome di “Palermo Porto”, rimanendo in attività per molti decenni. La realizzazione del nuovo porto della città, iniziata nel 1922, con le modificazioni radicali del sistema delle banchine e il trasferimento degli attracchi delle navi passeggeri verso la città storica, produsse un’ulteriore marginalizzazione dell’Arsenale. L’epilogo drammatico dell’edificio giunse con i bombardamenti del secondo conflitto mondiale. Prima le incursioni aeree del 1941, poi i pesanti bombardamenti subiti dal porto nel 1943 arrecarono gravi danni alle fabbriche dell’Arsenale ma non irrimediabili, anche nella parte retrostante al grande fronte monumentale sulla via del Molo, maggiormente sinistrata dalle bombe. Nell’immediato dopoguerra tuttavia si decise di demolire proprio questa parte dell’Arsenale per fare posto ai depositi dei Cantieri Navali. Dopo un lungo periodo di abbandono, nel 1994 l’Arsenale fu acquisito dalla Regione Siciliana rientrando, definitivamente, nel pubblico demanio. Nell’agosto del 2005 si diede avvio ai lavori di restauro conclusi nel marzo del 2008.
2017
Settore ICAR/14 - Composizione Architettonica E Urbana
Di Benedetto, G. (2017). Epilogo. In G. Di Benedetto (a cura di), L'Arsenale di Palermo. Vicende costruttive e progetti di riforma (pp. 123-132). Palermo : 40due Edizioni.
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