A fronte dei fattori di crisi rilevati dalle scienze economiche la questione dei futuri assetti spaziali delle città ed in particolare di quelle di livello metropolitano non sembra essere così decisiva come è apparso, ad esempio, alla Commissione Europea, a partire dalla programmazione di Agenda 2000 e soprattutto con la nuova programmazione 2014-2020 che consente alle città metropolitane di darsi una dotazione di smartness mediante risorse finanziarie pubbliche significative, l'enfasi delle politiche di investimenti pubblici concentrati sulle città si fonda su un supposto ruolo guida che non aggancia i reali fattori della loro crescita prima ancora che di uno sviluppo durevole. Nel periodo attuale si stanno sviluppando da tempo riflessioni che indagano ed esplorano campi da un lato più a grana fine (tessuti/gruppi sociali incardinati in parti e fatti specifici di città) che situazioni territoriali e regionali di media e grande scala (logistica integrata, imprese high tech, energia, ecc.) che richiedono nuovi supporti metodologici e strumenti di interventi innovativi o re-innovati. Nel contributo sono presentati cinque approcci al tema della resilienza nelle aree metropolitane e dei territori di area vasta. Il primo esplora il quadro generale del cambiamento nelle politiche di sostegno alla innovzione sociale anche mediante nuovi supporti tecnologici e le implicazioni disciplinari sottese. Il secondo riporta esperienze di resilienza nei fenomeni di organizzazione autogestita in cui la spinta spontanea realizzativa e risolutrice di particolari problemi da parte di gruppi di persone più o meno grandi chiama le PA ad occuparsi di loro rendendo necessario un nuovo ruolo di cernita, valutazione ed istituzionalizzazione della cittadinanza attiva nel quadro di una lettura unitaria dei fenomeni che rientra nei concetti di Human Smart City e/o di Urban Living Lab ponendo una domanda di cambiamento profondo nei modi di relare la governance urbana senza schiacciare le potenzialità della libera azione degli ecosistemi di co-creatività urbana Il terzo, nel superamento delle logiche 'maistream' delle politiche e degli approcci di 'Smart City, ragiona sulle possibilità dei modelli dei Living Lab in chiave di politiche urbane di innovazione sociale come ambito di sperimentazione della liberazione del capitale umano che si lancia nei flussi di cambiamento grazie all'uso responsabile, condiviso e diffusivo delle tecnologie telematiche creato da ecosistemi di co-creatività locale rispetto agli altri tipi di approcci eterodiretti come fattori potenziali di empowerment della governance urbana e territoriale. il quarto riguarda il campo dell'ingegneria finanziaria applicato ai contesti urbani proponendo una nuova strategia di intervento per il credito basta su una inedita attenzione ai fattori della crescita partendo dall'analisi degli impatti delle nuove politiche anti-crisi sulle diverse forme di capitale urbano: umano, finanziario, naturale, infrastrutturale e spaziale. Il quinto riporta riflessioni e critiche sulle caratteristiche della pianificazione contemporanea che, potendosi fondare su principi e strumenti in cui è rilevante la dimensione immanente delle interazioni tra le agenzie mobilitate nella pianificazione (hic et nunc), può e deve abbandonare molte delle tipologie di approccio trascendentale (principi di valore non negoziabili) nelle situazioni di confronto tra i portatori di interesse coinvolti nei processi di trasformazione delle città e dei 'loro' territori. Nelle conclusioni il gruppo di ricerca intende suggerire sia la necessità di orientare le analisi urbane e territoriali sul versante della ricerca-azione delle tattiche e delle strategie di fallimento e di successo che si vanno diffondendo in tutto il pianeta al di fuori di qualsiasi retorica su improbabili metodologie e modellistiche mutuabili comunque e dovunque e sia la sperimentazione concreta di nuove forme di governance vissute da soggetti e agenzie che trovano nelle loro sole forze il fattore identitario di radicamento. Le esperienze dei Living Lab nelle varie declinazioni che riguardano le politiche spaziali urbane e territoriali sembrano in grado di contribuire in qualche modo allo scardinamento delle resistenze omologanti della pianificazione tradizionale oramai del tutto incastrata nella sovrastruttura burocratica che blocca il Paese e fa morire le speranze di chi vive e non vuole abbandonare le città e le metropoli.

Concilio, G., De Bonis, L., Leanza, E., Marsh, J., Trapani, F. (2014). Tessuti sociali e spinte co-creative in politiche e fenomeni di resilienza urbana. URBANISTICA INFORMAZIONI, VIII GIORNATA DI STUDIO INU, UNA POLITICA PER LE CITTA’ ITALIANE - 8° Study Day of INU. Policies for Italian Cities(n.257 - Sessione n.8: Politiche metropolitane per la promozione della società della conoscenza e dell'innovazione), 46-50.

Tessuti sociali e spinte co-creative in politiche e fenomeni di resilienza urbana

TRAPANI, Ferdinando
2014

Abstract

A fronte dei fattori di crisi rilevati dalle scienze economiche la questione dei futuri assetti spaziali delle città ed in particolare di quelle di livello metropolitano non sembra essere così decisiva come è apparso, ad esempio, alla Commissione Europea, a partire dalla programmazione di Agenda 2000 e soprattutto con la nuova programmazione 2014-2020 che consente alle città metropolitane di darsi una dotazione di smartness mediante risorse finanziarie pubbliche significative, l'enfasi delle politiche di investimenti pubblici concentrati sulle città si fonda su un supposto ruolo guida che non aggancia i reali fattori della loro crescita prima ancora che di uno sviluppo durevole. Nel periodo attuale si stanno sviluppando da tempo riflessioni che indagano ed esplorano campi da un lato più a grana fine (tessuti/gruppi sociali incardinati in parti e fatti specifici di città) che situazioni territoriali e regionali di media e grande scala (logistica integrata, imprese high tech, energia, ecc.) che richiedono nuovi supporti metodologici e strumenti di interventi innovativi o re-innovati. Nel contributo sono presentati cinque approcci al tema della resilienza nelle aree metropolitane e dei territori di area vasta. Il primo esplora il quadro generale del cambiamento nelle politiche di sostegno alla innovzione sociale anche mediante nuovi supporti tecnologici e le implicazioni disciplinari sottese. Il secondo riporta esperienze di resilienza nei fenomeni di organizzazione autogestita in cui la spinta spontanea realizzativa e risolutrice di particolari problemi da parte di gruppi di persone più o meno grandi chiama le PA ad occuparsi di loro rendendo necessario un nuovo ruolo di cernita, valutazione ed istituzionalizzazione della cittadinanza attiva nel quadro di una lettura unitaria dei fenomeni che rientra nei concetti di Human Smart City e/o di Urban Living Lab ponendo una domanda di cambiamento profondo nei modi di relare la governance urbana senza schiacciare le potenzialità della libera azione degli ecosistemi di co-creatività urbana Il terzo, nel superamento delle logiche 'maistream' delle politiche e degli approcci di 'Smart City, ragiona sulle possibilità dei modelli dei Living Lab in chiave di politiche urbane di innovazione sociale come ambito di sperimentazione della liberazione del capitale umano che si lancia nei flussi di cambiamento grazie all'uso responsabile, condiviso e diffusivo delle tecnologie telematiche creato da ecosistemi di co-creatività locale rispetto agli altri tipi di approcci eterodiretti come fattori potenziali di empowerment della governance urbana e territoriale. il quarto riguarda il campo dell'ingegneria finanziaria applicato ai contesti urbani proponendo una nuova strategia di intervento per il credito basta su una inedita attenzione ai fattori della crescita partendo dall'analisi degli impatti delle nuove politiche anti-crisi sulle diverse forme di capitale urbano: umano, finanziario, naturale, infrastrutturale e spaziale. Il quinto riporta riflessioni e critiche sulle caratteristiche della pianificazione contemporanea che, potendosi fondare su principi e strumenti in cui è rilevante la dimensione immanente delle interazioni tra le agenzie mobilitate nella pianificazione (hic et nunc), può e deve abbandonare molte delle tipologie di approccio trascendentale (principi di valore non negoziabili) nelle situazioni di confronto tra i portatori di interesse coinvolti nei processi di trasformazione delle città e dei 'loro' territori. Nelle conclusioni il gruppo di ricerca intende suggerire sia la necessità di orientare le analisi urbane e territoriali sul versante della ricerca-azione delle tattiche e delle strategie di fallimento e di successo che si vanno diffondendo in tutto il pianeta al di fuori di qualsiasi retorica su improbabili metodologie e modellistiche mutuabili comunque e dovunque e sia la sperimentazione concreta di nuove forme di governance vissute da soggetti e agenzie che trovano nelle loro sole forze il fattore identitario di radicamento. Le esperienze dei Living Lab nelle varie declinazioni che riguardano le politiche spaziali urbane e territoriali sembrano in grado di contribuire in qualche modo allo scardinamento delle resistenze omologanti della pianificazione tradizionale oramai del tutto incastrata nella sovrastruttura burocratica che blocca il Paese e fa morire le speranze di chi vive e non vuole abbandonare le città e le metropoli.
Settore ICAR/21 - Urbanistica
http://www.urbanisticainformazioni.it/-257-.html
Concilio, G., De Bonis, L., Leanza, E., Marsh, J., Trapani, F. (2014). Tessuti sociali e spinte co-creative in politiche e fenomeni di resilienza urbana. URBANISTICA INFORMAZIONI, VIII GIORNATA DI STUDIO INU, UNA POLITICA PER LE CITTA’ ITALIANE - 8° Study Day of INU. Policies for Italian Cities(n.257 - Sessione n.8: Politiche metropolitane per la promozione della società della conoscenza e dell'innovazione), 46-50.
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