The “political question”, which in time of uncertainty is more and more lived out and seen as something alien and apart from the day to day life, it is actually a kind of question that presents itself as a very complex one, if viewed from the youth’s prospective, or the so called “children of the disenchantment”, which show distrust toward the political institutions, seen as untrustable and avoidable anyway. Therefore is it still conceivable, in time of globalization, to teach and educate the young persons for the concern of the common good? How to raise a politics of the youths aimed to their liberation? These are questions that today, in the time of post-modern age, require a pedagogical solution; to educate the youths to a new politics implies an inseparable dialectical relationship between pedagogy and politics. The Politics is much more valued in the light of a “pedagogy of the awakening” that gives hope in the construction of a new way of living together in the world. Only an awaken political consciousness give chance for finding again the trust for the relationship to the other. It is about promoting a deep and radical change through educational practices for raising the individual and the collective consciousness, for a kind of awakening , in the sense of “ a birth of each individual to the uniqueness of his own personal being”. To be able to transform the young audience of spectators and consumers in active and conscious citizens. It is essential to come back to the original meaning of politics as something for the polites, for a citizen no more identified with the State-Nation, but open to include the entire globe. It is about an education based on a planetary citizenship, open and responsible, not anymore confined to the old civic mindedness within the Nation- State, but promoting an universalistic attitude for concern and care of the common good. To educate for a new political citizenship implies, ideed, the mutual recognition of the different identities and finally to educate a new generation to be more aware and responsible, to regain the human sense of living together , to give birth to a planetary consciousness and to strengthen the connections between all humans and reinforce the social solidarity.

La questione della politica che, nel tempo delle incertezze, viene sempre più vissuta come qualcosa di estraneo alla vita quotidiana, si presenta ancora più complessa se affrontata dal punto di vista dei giovani, i cosiddetti “figli del disincanto”, i quali mostrano diffidenza nei confronti delle istituzioni politiche, percependole come qualcosa di cui è meglio non fidarsi e che va evitato. È pertanto pensabile oggi, nel tempo della globalizzazione, formare i giovani alla cura del bene comune? Come rilanciare una politica che sia dei giovani e finalizzata alla loro emancipazione? Sono interrogativi che oggi, nel tempo della post-modernità, esigono soluzioni di natura pedagogica: educare i giovani ad una nuova politica presuppone come inscindibile il rapporto dialettico tra pedagogia e politica. La politica viene valorizzata alla luce di una “pedagogia del risveglio” che fa sperare nella costruzione di un ordine mondiale di convivenza per l’umanità: solo un risveglio della coscienza politica collettiva può far riscoprire la fiducia nella relazione con l’altro. Si tratta di formare ad una nuova coscienza politica promuovendo un cambiamento profondo e radicale attraverso prassi educative che siano volte ad un’elevazione della coscienza individuale e collettiva, ad un vero e proprio risveglio, nel senso di una «nascita di ognuno all’unicità del suo essere personale». Per potere trasformare i giovani spettatori e consumatori in cittadini attivi e consapevoli, è necessario tornare al senso originario della politica come qualcosa che è per il polites, per un cittadino non più identificato con lo Stato-nazione, ma il cui orizzonte si è così allargato da comprendere l’intero pianeta. Si tratta pertanto di educare ad una nuova cittadinanza planetaria, responsabile e aperta, non più limitata alla vecchia educazione civica volta a formare i cittadini dello Stato-nazione, ma che coinvolga tutta l’umanità nella condivisione della cura del bene comune. Educare ad una nuova cittadinanza politica implica, infatti, il riconoscimento reciproco delle identità e riguarda, in ultima istanza, la formazione di una nuova generazione, consapevole e responsabile, che riconquista il senso dell’umano e dà vita ad una coscienza planetaria rinsaldando i legami di solidarietà sociale.

ROMANO, L. (2014). Il futuro della politica nella coscienza delle nuove generazioni. NUOVA SECONDARIA, 8(8 - 4), 14-19.

Il futuro della politica nella coscienza delle nuove generazioni

ROMANO, Livia
2014

Abstract

La questione della politica che, nel tempo delle incertezze, viene sempre più vissuta come qualcosa di estraneo alla vita quotidiana, si presenta ancora più complessa se affrontata dal punto di vista dei giovani, i cosiddetti “figli del disincanto”, i quali mostrano diffidenza nei confronti delle istituzioni politiche, percependole come qualcosa di cui è meglio non fidarsi e che va evitato. È pertanto pensabile oggi, nel tempo della globalizzazione, formare i giovani alla cura del bene comune? Come rilanciare una politica che sia dei giovani e finalizzata alla loro emancipazione? Sono interrogativi che oggi, nel tempo della post-modernità, esigono soluzioni di natura pedagogica: educare i giovani ad una nuova politica presuppone come inscindibile il rapporto dialettico tra pedagogia e politica. La politica viene valorizzata alla luce di una “pedagogia del risveglio” che fa sperare nella costruzione di un ordine mondiale di convivenza per l’umanità: solo un risveglio della coscienza politica collettiva può far riscoprire la fiducia nella relazione con l’altro. Si tratta di formare ad una nuova coscienza politica promuovendo un cambiamento profondo e radicale attraverso prassi educative che siano volte ad un’elevazione della coscienza individuale e collettiva, ad un vero e proprio risveglio, nel senso di una «nascita di ognuno all’unicità del suo essere personale». Per potere trasformare i giovani spettatori e consumatori in cittadini attivi e consapevoli, è necessario tornare al senso originario della politica come qualcosa che è per il polites, per un cittadino non più identificato con lo Stato-nazione, ma il cui orizzonte si è così allargato da comprendere l’intero pianeta. Si tratta pertanto di educare ad una nuova cittadinanza planetaria, responsabile e aperta, non più limitata alla vecchia educazione civica volta a formare i cittadini dello Stato-nazione, ma che coinvolga tutta l’umanità nella condivisione della cura del bene comune. Educare ad una nuova cittadinanza politica implica, infatti, il riconoscimento reciproco delle identità e riguarda, in ultima istanza, la formazione di una nuova generazione, consapevole e responsabile, che riconquista il senso dell’umano e dà vita ad una coscienza planetaria rinsaldando i legami di solidarietà sociale.
Settore M-PED/01 - Pedagogia Generale E Sociale
ROMANO, L. (2014). Il futuro della politica nella coscienza delle nuove generazioni. NUOVA SECONDARIA, 8(8 - 4), 14-19.
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