Several epidemiological studies clearly documented that diabetes mellitus is an important risk factor for ischemic stroke. The same studies showed also a worse prognosis of cerebrovascular diseases in diabetic patients. Among ischemic strokes the lacunar subtype seems to be characteristic of the diabetic patient, being linked to a disease of cerebral perforating arterioles, as an expression of the typical diabetic microangiopathy. Arterial hypertension represents the most important modifiable risk factor for stroke in diabetic patients and it is extensively demonstrated that pharmacological lowering of high blood pressure is the best tool for primary and secondary prevention of stroke. Furthermore, among the major classes of antihypertensive drugs, it seems to emerge an independent cerebroprotective effect of angiotensin II receptor blockers. In addition, primary and secondary prevention of stroke is based on cholesterol reduction by means of statins, better glycemic control in type 2 diabetes, preferably obtained by lifestyle modifications and by using insulin sensitizers, and use of antiplatelet drugs. STENO-2 study results seem to indicate that the more efficacious strategy to prevent cerebrovascular events in diabetic patients consists of an intensified treatment of all the main modifiable risk factors, so far known.

Diversi studi epidemiologici hanno chiaramente documentato che il diabete mellito costituisce un importante fattore di rischio ictus ischemico, mettendo altresì in evidenza la peggiore prognosi delle malattie cerebrovascolari nei pazienti diabetici. Tra le varietà di stroke ischemico quella lacunare sembra essere peculiare del paziente diabetico, essendo legata a una patologia delle piccole arterie penetranti dell’encefalo, nel contesto della tipica microangiopatia diabetica. L’ipertensione arteriosa costituisce il più importante fattore di rischio modificabile di ictus nel paziente diabetico ed è ampiamente dimostrato che la sua correzione farmacologica costituisce oggi la migliore possibilità di prevenzione primaria e secondaria dello stroke. Inoltre, tra le classi di farmaci antipertensivi, sembra delinearsi un ruolo cerebro-protettivo indipendente degli antagonisti del recettore AT1 dell’angiotensina II. La prevenzione primaria e secondaria dell’ictus si avvale poi di altre misure terapeutiche, quali la riduzione della colesterolemia mediante statine, la correzione dello squilibrio glicometabolico del diabete di tipo 2, preferibilmente mediante le modificazioni dello stile di vita e l’impiego di farmaci insulino-sensibilizzanti, l’impiego degli antiaggreganti piastrinici. I risultati dello studio STENO-2 sembrano indicare che una efficace strategia di prevenzione degli eventi cerebrovascolari nel paziente diabetico non possa prescindere da un trattamento aggressivo di tutti i principali fattori di rischio modificabili, oggi noti.

CERASOLA G, MULE' G (2005). Prevenzione dell’ictus cerebrale nel diabete. GIORNALE ITALIANO DI DIABETOLOGIA, 25(2), 77-84.

Prevenzione dell’ictus cerebrale nel diabete

CERASOLA, Giovanni;MULE', Giuseppe
2005-01-01

Abstract

Diversi studi epidemiologici hanno chiaramente documentato che il diabete mellito costituisce un importante fattore di rischio ictus ischemico, mettendo altresì in evidenza la peggiore prognosi delle malattie cerebrovascolari nei pazienti diabetici. Tra le varietà di stroke ischemico quella lacunare sembra essere peculiare del paziente diabetico, essendo legata a una patologia delle piccole arterie penetranti dell’encefalo, nel contesto della tipica microangiopatia diabetica. L’ipertensione arteriosa costituisce il più importante fattore di rischio modificabile di ictus nel paziente diabetico ed è ampiamente dimostrato che la sua correzione farmacologica costituisce oggi la migliore possibilità di prevenzione primaria e secondaria dello stroke. Inoltre, tra le classi di farmaci antipertensivi, sembra delinearsi un ruolo cerebro-protettivo indipendente degli antagonisti del recettore AT1 dell’angiotensina II. La prevenzione primaria e secondaria dell’ictus si avvale poi di altre misure terapeutiche, quali la riduzione della colesterolemia mediante statine, la correzione dello squilibrio glicometabolico del diabete di tipo 2, preferibilmente mediante le modificazioni dello stile di vita e l’impiego di farmaci insulino-sensibilizzanti, l’impiego degli antiaggreganti piastrinici. I risultati dello studio STENO-2 sembrano indicare che una efficace strategia di prevenzione degli eventi cerebrovascolari nel paziente diabetico non possa prescindere da un trattamento aggressivo di tutti i principali fattori di rischio modificabili, oggi noti.
CERASOLA G, MULE' G (2005). Prevenzione dell’ictus cerebrale nel diabete. GIORNALE ITALIANO DI DIABETOLOGIA, 25(2), 77-84.
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