Premesse e scopo dello studio: È sempre più consolidato l’interesse verso i rimedi naturali. Il fitocomplesso silimarina trova applicazione in diverse patologie epatiche tra le quali ricorderemo l’ intossicazione da amanita phalloides. In quest’ultimo caso i risultati positivi sono stati tali da poter essere individuato come antidoto anche se non ancora inserito nell’elenco nazionale degli antidoti CEE90 / C 329103 del 1990/03/12 . Risultati: Dalla revisione è venuto fuori che in realtà è la silibina, presente per il 50-70% , ad essere la protagonista indiscussa del fitocomplesso silimarina. Il meccanismo di azione principale è riconducibile soprattutto alla sua capacità di aumentare la sintesi delle proteine epatiche e di inibire quella dei mediatori infiammatori e dei radicali liberi, è in grado di stimolare la produzione di nuove cellule epatiche con velocità maggiore di quella alla quale le cellule esistenti possono essere distrutte dalla falloidina, probabilmente perché è in grado di stimolare la sintesi proteica. Ha un effetto di stabilizzazione sulla membrana delle cellule del fegato, dovuta in buona parte alla sua azione inibitoria sulla lipoperossidazione. Inibisce fortemente l'assorbimento di amatossine negli epatociti mediante inibizione competitiva del sistema trasportatore (OATP1B3).Gli studi incoraggiano una ricerca più attenta su questa sostanza naturale che ha già trovato valida applicazione in alcuni casi clinici come quelli da amanita phalloides

Lombardo, L., Di Rosa, S., Venturella, F. (2013). Il ruolo del Cardo Mariano nell'intossicazione da Amanita Phalloides. ITALIAN JOURNAL OF MEDICINE, 70-71.

Il ruolo del Cardo Mariano nell'intossicazione da Amanita Phalloides

VENTURELLA, Fabio
2013

Abstract

Premesse e scopo dello studio: È sempre più consolidato l’interesse verso i rimedi naturali. Il fitocomplesso silimarina trova applicazione in diverse patologie epatiche tra le quali ricorderemo l’ intossicazione da amanita phalloides. In quest’ultimo caso i risultati positivi sono stati tali da poter essere individuato come antidoto anche se non ancora inserito nell’elenco nazionale degli antidoti CEE90 / C 329103 del 1990/03/12 . Risultati: Dalla revisione è venuto fuori che in realtà è la silibina, presente per il 50-70% , ad essere la protagonista indiscussa del fitocomplesso silimarina. Il meccanismo di azione principale è riconducibile soprattutto alla sua capacità di aumentare la sintesi delle proteine epatiche e di inibire quella dei mediatori infiammatori e dei radicali liberi, è in grado di stimolare la produzione di nuove cellule epatiche con velocità maggiore di quella alla quale le cellule esistenti possono essere distrutte dalla falloidina, probabilmente perché è in grado di stimolare la sintesi proteica. Ha un effetto di stabilizzazione sulla membrana delle cellule del fegato, dovuta in buona parte alla sua azione inibitoria sulla lipoperossidazione. Inibisce fortemente l'assorbimento di amatossine negli epatociti mediante inibizione competitiva del sistema trasportatore (OATP1B3).Gli studi incoraggiano una ricerca più attenta su questa sostanza naturale che ha già trovato valida applicazione in alcuni casi clinici come quelli da amanita phalloides
Settore BIO/14 - Farmacologia
XVIII congresso Nazionale della Società Scientifica Fadoi
Giardini Naxos
11-14 maggio 2013
Lombardo, L., Di Rosa, S., Venturella, F. (2013). Il ruolo del Cardo Mariano nell'intossicazione da Amanita Phalloides. ITALIAN JOURNAL OF MEDICINE, 70-71.
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