The research originates from a time-honoured relationship between a local body of illustrious traditions and a research facility of the University of Palermo – the Interdepartmental Research Centre on Historical Centres (hereafter C.I.R.CE.S.), that has the aim of providing consultancy and scientific support to the initiatives of territorial bodies concerning policies and urban and territorial redevelopment plans and the redevelopment of historical centres. Scicli is one of the most important municipalities belonging to the province of Ragusa, which has always been a sort of “island within the island”. has always been a sort of “island within the island”. The urban centres, in addition to being able to boast a special identity deriving from the peculiar impact of the dazzling baroque architectures on the surrounding landscape, often characterized by a very uneven altimetry, feature on the whole urban spaces and building heritage in fairly good conditions, bespeaking good urban management and a methodical focus on maintenance activities. The municipal territory is characterized by a landscape of great beauty where the steep clefts of the “cave”, dotted by cave dwellings entrances and rupestrian vegetation, coexist with the hilly ridges that sometimes feature naturalistic configurations, highlighted by white rocky landscapes coloured in parts by the green of the Mediterranean maquis and sometimes featuring cascades of constructions clinging to the ground in the most daring ways. To conclude, in this specific case, the territorial capital is considerable and also in fairly good condition. Efforts should continue to be channelled towards conservation and re-use, but, first and foremost, we should attract human resources with planning capabilities of business and management; i.e., increase the social capital capable of managing the territorial capital with profit.

La ricerca che presentiamo deriva da un rapporto virtuoso tra un ente locale di tradizioni illustri, il Comune di Scicli, in provincia di Ragusa, e una struttura di ricerca dell’Università di Palermo – il Centro Interdipartimentale di ricerca sui centri storici (C.I.R.CE.S.). i . Il territorio comunale di Scicli è caratterizzato da un paesaggio di grande fascino in cui si alternano le fenditure scoscese delle “cave” e i costoni collinari che le disegnano. I fianchi delle colline a volte presentano configurazioni prevalentemente naturalistiche, costituite da bianchi paesaggi di roccia punteggiati dagli ingressi alle abitazioni in grotta e da macchie di vegetazione rupestre, a volte si presentano fittamente edificati con costruzioni a cascata aggrappate al suolo nelle forme più temerarie. Il comune di Scicli presenta una molteplicità di risorse territoriali (storiche, culturali, architettoniche, archeologiche, naturalistiche, artistiche) che compongono un “capitale territoriale” di inestimabile valore e grandi potenzialità, che però e necessario gestire con efficacia prevedendo nuovi ruoli e nuove funzioni produttive in grado di concorrere a un nuovo sviluppo economico della comunità. Il centro storico di Scicli, esteso circa 25 ha, è connotato da una grande concentrazione di straordinarie architetture monumentali per lo più ricostruite o edificate ex novo dopo il terremto del 1693. La struttura urbana, scolpita tra le “cave”, è incuneata tra tre alture su cui sorgono resti di fortificazioni, santuari, chiese e complessi conventuali. Anche “le cave”, che hanno conservato il ruolo di grandi collettori idrici, hanno assunto un carattere monumentale con il rifacimento degli argini, nei tratti che attraversavano la città, rifiniti con una luminosa pietra da taglio. La predisposizione dei quadri conoscitivi ed interpretativi del centro storico di Scicli ha consentito di indicare le strategie progettuali che dovranno essere sviluppate, sino a tradursi in una normativa specifica in variante al Prg. Il restauro delle pietre dovrebbe però essere accompagnato da un grande progetto imprenditoriale pubblico/privato in grado di attivare politiche culturali e politiche turistiche, attraverso la proposta di itinerari e soggiorni riferibili a interessi di tipo naturalistico, culturale, archeologico ed enogastronomico. Nel caso in specie, per concludere, il capitale territoriale è notevole e anche in discrete condizioni. Bisognerebbe continuare a lavorare ottimizzandone la conservazione la riutilizzazione, ma principalmente bisognerebbe attrarre risorse umane con capacità progettuali di impresa e di gestione; incrementare cioè il capitale sociale in grado di gestire con profitto il capitale territoriale.

CANNAROZZO, T., ABBATE, G. (2013). Scicli: conservazione, trasformazione e valorizzazione del "capitale territoriale". In F. Castagneto, V. Fiore (a cura di), Recupero, Valorizzazione, Manutenzione nei centri storici. Un tavolo di confronto interdisciplinare (pp. 158-161). Siracusa : Lettera Ventidue.

Scicli: conservazione, trasformazione e valorizzazione del "capitale territoriale"

CANNAROZZO, Teresa;ABBATE, Giuseppe
2013

Abstract

La ricerca che presentiamo deriva da un rapporto virtuoso tra un ente locale di tradizioni illustri, il Comune di Scicli, in provincia di Ragusa, e una struttura di ricerca dell’Università di Palermo – il Centro Interdipartimentale di ricerca sui centri storici (C.I.R.CE.S.). i . Il territorio comunale di Scicli è caratterizzato da un paesaggio di grande fascino in cui si alternano le fenditure scoscese delle “cave” e i costoni collinari che le disegnano. I fianchi delle colline a volte presentano configurazioni prevalentemente naturalistiche, costituite da bianchi paesaggi di roccia punteggiati dagli ingressi alle abitazioni in grotta e da macchie di vegetazione rupestre, a volte si presentano fittamente edificati con costruzioni a cascata aggrappate al suolo nelle forme più temerarie. Il comune di Scicli presenta una molteplicità di risorse territoriali (storiche, culturali, architettoniche, archeologiche, naturalistiche, artistiche) che compongono un “capitale territoriale” di inestimabile valore e grandi potenzialità, che però e necessario gestire con efficacia prevedendo nuovi ruoli e nuove funzioni produttive in grado di concorrere a un nuovo sviluppo economico della comunità. Il centro storico di Scicli, esteso circa 25 ha, è connotato da una grande concentrazione di straordinarie architetture monumentali per lo più ricostruite o edificate ex novo dopo il terremto del 1693. La struttura urbana, scolpita tra le “cave”, è incuneata tra tre alture su cui sorgono resti di fortificazioni, santuari, chiese e complessi conventuali. Anche “le cave”, che hanno conservato il ruolo di grandi collettori idrici, hanno assunto un carattere monumentale con il rifacimento degli argini, nei tratti che attraversavano la città, rifiniti con una luminosa pietra da taglio. La predisposizione dei quadri conoscitivi ed interpretativi del centro storico di Scicli ha consentito di indicare le strategie progettuali che dovranno essere sviluppate, sino a tradursi in una normativa specifica in variante al Prg. Il restauro delle pietre dovrebbe però essere accompagnato da un grande progetto imprenditoriale pubblico/privato in grado di attivare politiche culturali e politiche turistiche, attraverso la proposta di itinerari e soggiorni riferibili a interessi di tipo naturalistico, culturale, archeologico ed enogastronomico. Nel caso in specie, per concludere, il capitale territoriale è notevole e anche in discrete condizioni. Bisognerebbe continuare a lavorare ottimizzandone la conservazione la riutilizzazione, ma principalmente bisognerebbe attrarre risorse umane con capacità progettuali di impresa e di gestione; incrementare cioè il capitale sociale in grado di gestire con profitto il capitale territoriale.
Settore ICAR/21 - Urbanistica
CANNAROZZO, T., ABBATE, G. (2013). Scicli: conservazione, trasformazione e valorizzazione del "capitale territoriale". In F. Castagneto, V. Fiore (a cura di), Recupero, Valorizzazione, Manutenzione nei centri storici. Un tavolo di confronto interdisciplinare (pp. 158-161). Siracusa : Lettera Ventidue.
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