L’otto aprile del 1578 don Carlo Aragona Tagliavia, primo principe di Castelvetrano e primo duca di Terranova, colui che sarebbe stato ricordato sino ai giorni nostri come il Magnum Siculum, figura chiave della storia isolana di età moderna, richiamato a Madrid da Filippo II per nuovi incarichi di governo prestigiosi, si imbarcava con la sua corte al seguito alla volta della Spagna nel porto di Palermo, città in cui non avrebbe più fatto ritorno. Egli aveva già ricoperto più volte e per uno straordinariamente lungo arco temporale la massima carica istituzionale del Regno di Sicilia che un siciliano potesse conseguire, quella, cioè, di presidente del Regno, di fatto "sostituto" del viceré. E’ lo spoglio sistematico delle delibere del Senato palermitano riguardanti le opere pubbliche nella seconda metà del Cinquecento a rivelare il notevole incremento degli interventi urbanistici municipali negli anni di presidenza di don Carlo Aragona Tagliavia, forse intenzionato, ben più di altri viceré, illuminati ma pur sempre stranieri, a fare di Palermo una moderna capitale europea. Ciò potrebbe motivare non solo l’incremento quantitativo ma anche una maggiore organicità e sistematicità degli interventi, condizioni che permettono di parlare, forse per la prima volta, di una vera e propria strategia urbanistica municipale.

Vesco, M. (2010). Carlo d’Aragona e la politica urbanistica del Senato palermitano: alcuni progetti per il rinnovamento della città. In A.G. Marchese (a cura di), Manierismo siciliano. Antonino Ferraro da Giuliana e l’età di Filippo II di Spagna (pp. 227-252). Palermo-Sao Paolo : Ila Palma.

Carlo d’Aragona e la politica urbanistica del Senato palermitano: alcuni progetti per il rinnovamento della città

VESCO, Maurizio
2010

Abstract

L’otto aprile del 1578 don Carlo Aragona Tagliavia, primo principe di Castelvetrano e primo duca di Terranova, colui che sarebbe stato ricordato sino ai giorni nostri come il Magnum Siculum, figura chiave della storia isolana di età moderna, richiamato a Madrid da Filippo II per nuovi incarichi di governo prestigiosi, si imbarcava con la sua corte al seguito alla volta della Spagna nel porto di Palermo, città in cui non avrebbe più fatto ritorno. Egli aveva già ricoperto più volte e per uno straordinariamente lungo arco temporale la massima carica istituzionale del Regno di Sicilia che un siciliano potesse conseguire, quella, cioè, di presidente del Regno, di fatto "sostituto" del viceré. E’ lo spoglio sistematico delle delibere del Senato palermitano riguardanti le opere pubbliche nella seconda metà del Cinquecento a rivelare il notevole incremento degli interventi urbanistici municipali negli anni di presidenza di don Carlo Aragona Tagliavia, forse intenzionato, ben più di altri viceré, illuminati ma pur sempre stranieri, a fare di Palermo una moderna capitale europea. Ciò potrebbe motivare non solo l’incremento quantitativo ma anche una maggiore organicità e sistematicità degli interventi, condizioni che permettono di parlare, forse per la prima volta, di una vera e propria strategia urbanistica municipale.
Settore ICAR/18 - Storia Dell'Architettura
Vesco, M. (2010). Carlo d’Aragona e la politica urbanistica del Senato palermitano: alcuni progetti per il rinnovamento della città. In A.G. Marchese (a cura di), Manierismo siciliano. Antonino Ferraro da Giuliana e l’età di Filippo II di Spagna (pp. 227-252). Palermo-Sao Paolo : Ila Palma.
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