Tra Quattro e Cinquecento, la chiesa di San Domenico a Palermo venne ricostruita, mentre nuove e importanti cappelle funerarie si addossarono alla fabbrica e al limitrofo chiostro. Da molteplici indizi e dai pochi frammenti superstiti, l’architettura e la storia di questa fase appaiono degne di un approfondimento. Anche in questo episodio è però la natura delle fonti (documentarie o descrittive) a segnare il limite dell’esercizio. Si possono cioè elaborare ipotesi, tentare una ricomposizione dei processi e persino ricostruire alcuni aspetti architettonici, ma la reale possibilità di approdare a risultati certi o indiscutibili è in qualche modo preclusa. Riordinando e incrociando i dati è necessario tenere sempre in conto i gradi attendibilità o di approssimazione, le ragioni di chi scrive e che, in più occasioni e con materiali più ricchi, ma forse altrettanto ambigui, ha tentato di elaborare un percorso storico verosimile. Solo con questa lettura contromano dei documenti e delle testimonianze eterogenee si possono comprendere e disinnescare alcune palesi contraddizioni; per gli stessi motivi la descrizione storica che propongo è in qualche misura diversa da quelle sinora elaborate. Nonostante queste generali avvertenze appare evidente che nel complesso di San Domenico si concentrarono una serrata serie di esperienze, in particolare nella chiesa in un periodo compreso tra 1480 e 1560, mentre nel convento i lavori, avviati nella seconda metà del Cinquecento, si protrassero oltre il secolo; recuperarne, anche solo in parte, la memoria può servire a offrire un quadro ancora più ricco e vivace della cultura siciliana del tempo.

Nobile, R. (2012). La chiesa di San Domenico tra Quattrocento e Cinquecento. In N. Vicari (a cura di), La chiesa di San Domenico a Palermo. Quattro secoli di vicende costruttive (pp. 17-23). Palermo : Salvare Palermo.

La chiesa di San Domenico tra Quattrocento e Cinquecento

NOBILE, Rosario
2012

Abstract

Tra Quattro e Cinquecento, la chiesa di San Domenico a Palermo venne ricostruita, mentre nuove e importanti cappelle funerarie si addossarono alla fabbrica e al limitrofo chiostro. Da molteplici indizi e dai pochi frammenti superstiti, l’architettura e la storia di questa fase appaiono degne di un approfondimento. Anche in questo episodio è però la natura delle fonti (documentarie o descrittive) a segnare il limite dell’esercizio. Si possono cioè elaborare ipotesi, tentare una ricomposizione dei processi e persino ricostruire alcuni aspetti architettonici, ma la reale possibilità di approdare a risultati certi o indiscutibili è in qualche modo preclusa. Riordinando e incrociando i dati è necessario tenere sempre in conto i gradi attendibilità o di approssimazione, le ragioni di chi scrive e che, in più occasioni e con materiali più ricchi, ma forse altrettanto ambigui, ha tentato di elaborare un percorso storico verosimile. Solo con questa lettura contromano dei documenti e delle testimonianze eterogenee si possono comprendere e disinnescare alcune palesi contraddizioni; per gli stessi motivi la descrizione storica che propongo è in qualche misura diversa da quelle sinora elaborate. Nonostante queste generali avvertenze appare evidente che nel complesso di San Domenico si concentrarono una serrata serie di esperienze, in particolare nella chiesa in un periodo compreso tra 1480 e 1560, mentre nel convento i lavori, avviati nella seconda metà del Cinquecento, si protrassero oltre il secolo; recuperarne, anche solo in parte, la memoria può servire a offrire un quadro ancora più ricco e vivace della cultura siciliana del tempo.
Settore ICAR/18 - Storia Dell'Architettura
Nobile, R. (2012). La chiesa di San Domenico tra Quattrocento e Cinquecento. In N. Vicari (a cura di), La chiesa di San Domenico a Palermo. Quattro secoli di vicende costruttive (pp. 17-23). Palermo : Salvare Palermo.
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