Wolf’s historical-philological Altertumswissenschaft was an academic knowlegde helpful to the State because of its space and time limits, its methods and rhetoric, his idea of the Ancients as a mirror of modern ideals. The present crisis of this paradigm can be related to State’s decline and to modern globalisation, then to the development of fragmented research fields. This development isolated scholars from society and strengthened the problem of the meaning of studies. We can find a possible meaning of these studies for example: 1) by writing the history of the non-violent fights, 2) by trying the counterfactual history or the countertextual writing, examining the alternatives possibilities to the violence, 3) by comparing us with the Ancients starting from a clear social project. As for philology, this aim could be achieved by computer editions without any difference between text and apparate.

L’Altertumswissenschaft storico-filologica di Wolf, con la sua delimitazione spazio temporale, le sue procedure tecniche e retoriche, la sua visione degli antichi come specchio degli ideali dei moderni, era un sapere accademico e al servizio della Nazione. La sua crisi attuale dipende probabilmente dal declino dello Stato-Nazione e dal processo di planetarizzazione in corso, ma anche dallo sviluppo di strumenti specialistici e di ambiti di ricerca frammentati. Questo sviluppo, solidale con la nostra società tecnocratica, ha costituito di fatto una chiusura della corporazione degli «esperti» nei confronti dell’ambiente sociale, ed ha posto in maniera forte il problema del senso dello studio dell’antichità. I tentativi di recupero del senso, come per esempio la storia delle ricezioni e la storia culturale, hanno prodotto a loro volta delle forme di proiezione specificamente accademiche, mentre altre, per esempio l’antropologia del mondo antico, rischiano di costituire una fuga dal mondo attuale. Lontano dal volere «fare antropologia con i Greci» (M. Detienne), o ricorrere alla comparazione degli antichi con altri popoli esotici per ritornare a noi (C. Calame), l’autore propone di fare antropologia con noi stessi in una comparazione tra noi e gli antichi, situandoci esplicitamente, attraverso una scrittura trasparente e non autoritaria, in funzione di un progetto sociale apertamente dichiarato. Questa operazione richiede che lo studioso contestualizzi tanto l’oggetto d’indagine quanto se stesso. Uno scopo analogo, in filologia, potrebbe essere raggiunto attraverso delle edizioni di testi informatizzate plurali, cioè delle edizioni in cui la differenza tra testo (in cui si trovano le lezioni considerate corrette) ed apparato critico (in cui sono relegate le lezioni reputate false) scompare.

Cozzo, A. (2011). F.A. Wolf, la scienza dell’antichità e noi: come possiamo uscire dal XIX secolo?. MÉTIS, 9, 339-364.

F.A. Wolf, la scienza dell’antichità e noi: come possiamo uscire dal XIX secolo?

COZZO, Andrea
2011

Abstract

L’Altertumswissenschaft storico-filologica di Wolf, con la sua delimitazione spazio temporale, le sue procedure tecniche e retoriche, la sua visione degli antichi come specchio degli ideali dei moderni, era un sapere accademico e al servizio della Nazione. La sua crisi attuale dipende probabilmente dal declino dello Stato-Nazione e dal processo di planetarizzazione in corso, ma anche dallo sviluppo di strumenti specialistici e di ambiti di ricerca frammentati. Questo sviluppo, solidale con la nostra società tecnocratica, ha costituito di fatto una chiusura della corporazione degli «esperti» nei confronti dell’ambiente sociale, ed ha posto in maniera forte il problema del senso dello studio dell’antichità. I tentativi di recupero del senso, come per esempio la storia delle ricezioni e la storia culturale, hanno prodotto a loro volta delle forme di proiezione specificamente accademiche, mentre altre, per esempio l’antropologia del mondo antico, rischiano di costituire una fuga dal mondo attuale. Lontano dal volere «fare antropologia con i Greci» (M. Detienne), o ricorrere alla comparazione degli antichi con altri popoli esotici per ritornare a noi (C. Calame), l’autore propone di fare antropologia con noi stessi in una comparazione tra noi e gli antichi, situandoci esplicitamente, attraverso una scrittura trasparente e non autoritaria, in funzione di un progetto sociale apertamente dichiarato. Questa operazione richiede che lo studioso contestualizzi tanto l’oggetto d’indagine quanto se stesso. Uno scopo analogo, in filologia, potrebbe essere raggiunto attraverso delle edizioni di testi informatizzate plurali, cioè delle edizioni in cui la differenza tra testo (in cui si trovano le lezioni considerate corrette) ed apparato critico (in cui sono relegate le lezioni reputate false) scompare.
Settore L-FIL-LET/02 - Lingua E Letteratura Greca
https://books.openedition.org/editionsehess/2088
Cozzo, A. (2011). F.A. Wolf, la scienza dell’antichità e noi: come possiamo uscire dal XIX secolo?. MÉTIS, 9, 339-364.
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