Il contributo analizza l’intersezione tra la disciplina «organica» della giustizia riparativa (artt. 42 ss., d.lgs. n. 150/2022) e il principio di ragionevole durata del processo. Il lavoro esplora la dialettica tra i tempi “kairologici” e relazionali propri della conca riparativa e le scansioni rigide e oggettivizzate del procedimento giudiziario. Attraverso l’esame della «garanzia del tempo necessario» (art. 43, co. 1, lett. h, d.lgs. n. 150/2022), viene mostrato come la restorative justice costituisca un presidio integrato nel telaio delle garanzie costituzionali (artt. 24, 27 e 111 Cost.) e sovranazionali (art. 6 CEDU). Il contributo esamina la distinzione tra i reati a querela rimettibile – per i quali l’art. 129-bis, co. 4, c.p.p. prevede una sospensione procedimentale tipica fino a 180 giorni con efficacia deflattiva e di diversion – e gli altri reati, privi di stasi formali ad hoc ma aperti a forme di coordinamento informale. Il saggio evidenzia, infine, la duplice valenza della giustizia riparativa: da un lato, strumento di efficienza e deflazione processuale; dall’altro, dispositivo umanizzante e risocializzante capace di incidere virtuosamente sulla pacificazione e coesione sociale.
Di Chiara, G., Alongi, B.C. (2026). Il tempo necessario: disciplina organica della giustizia riparativa e ragionevole durata del processo penale. In F. Falato, A. Franceschini, B. Nacar, C. Naimoli (a cura di), La ragionevole durata del processo penale: tra efficienza ed effettività (pp. 139-158). Torino : Giappichelli.
Il tempo necessario: disciplina organica della giustizia riparativa e ragionevole durata del processo penale
Di Chiara, Giuseppe;Alongi, Bianca Claudia
2026-09-01
Abstract
Il contributo analizza l’intersezione tra la disciplina «organica» della giustizia riparativa (artt. 42 ss., d.lgs. n. 150/2022) e il principio di ragionevole durata del processo. Il lavoro esplora la dialettica tra i tempi “kairologici” e relazionali propri della conca riparativa e le scansioni rigide e oggettivizzate del procedimento giudiziario. Attraverso l’esame della «garanzia del tempo necessario» (art. 43, co. 1, lett. h, d.lgs. n. 150/2022), viene mostrato come la restorative justice costituisca un presidio integrato nel telaio delle garanzie costituzionali (artt. 24, 27 e 111 Cost.) e sovranazionali (art. 6 CEDU). Il contributo esamina la distinzione tra i reati a querela rimettibile – per i quali l’art. 129-bis, co. 4, c.p.p. prevede una sospensione procedimentale tipica fino a 180 giorni con efficacia deflattiva e di diversion – e gli altri reati, privi di stasi formali ad hoc ma aperti a forme di coordinamento informale. Il saggio evidenzia, infine, la duplice valenza della giustizia riparativa: da un lato, strumento di efficienza e deflazione processuale; dall’altro, dispositivo umanizzante e risocializzante capace di incidere virtuosamente sulla pacificazione e coesione sociale.| File | Dimensione | Formato | |
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