Lo sviluppo sostenibile, il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi, sono temi da tempo centrali nelle politiche degli Stati e delle organizzazioni sovranazionali per la fondamentale importanza che rivestono per la qualità e la continuità della vita sulla Terra. Si è ormai consapevoli, d’altra parte, che non basta proteggere la natura mantenendola nel suo stato attuale, perché ciò non sarà sufficiente per reintegrarla nella nostra esistenza. La Commissione europea lo ha chiaramente messo in luce, nel 2020, nel suo ambizioso piano di azione denominato strategia sulla biodiversità per il 2030, che, a livello normativo, ha trovato finalmente attuazione tramite il Regolamento sul ripristino della Natura, entrato in vigore nell’agosto del 2024. Un ruolo rilevante su queste tematiche svolgono in Italia anche alcune reti collaborative tra enti pubblici e privati, come l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASVIS) e il National Biodiversity Future Center (NBFC), di cui fanno pure parte università e imprese. La correlazione esistente tra sostenibilità, biodiversità e impatto diretto sugli esseri umani è stata sostenuta e provata da numerosi studi, i quali hanno evidenziato come proteggere la natura, gli animali, le piante e gli ecosistemi del nostro Pianeta equivale a preservare la salute nostra e quella del Pianeta, oltre ad assicurare il benessere e la prosperità economica delle generazioni presenti e future in un ambiente integro. In particolare, questi studi spiegano come biodiversità e salute siano strettamente legate e abbiano un impatto reciproco, ad esempio sulla qualità dell’acqua e dell’aria, sulla produzione alimentare e la nutrizione, sulla diversità microbica e le malattie non trasmissibili.
Celone, C. (2026). Sviluppo sostenibile, ripristino della biodiversità e degli ecosistemi: una introduzione. NUOVE AUTONOMIE(Numero speciale 2/2025), 7-15.
Sviluppo sostenibile, ripristino della biodiversità e degli ecosistemi: una introduzione
Celone, Cristiano
2026-05-01
Abstract
Lo sviluppo sostenibile, il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi, sono temi da tempo centrali nelle politiche degli Stati e delle organizzazioni sovranazionali per la fondamentale importanza che rivestono per la qualità e la continuità della vita sulla Terra. Si è ormai consapevoli, d’altra parte, che non basta proteggere la natura mantenendola nel suo stato attuale, perché ciò non sarà sufficiente per reintegrarla nella nostra esistenza. La Commissione europea lo ha chiaramente messo in luce, nel 2020, nel suo ambizioso piano di azione denominato strategia sulla biodiversità per il 2030, che, a livello normativo, ha trovato finalmente attuazione tramite il Regolamento sul ripristino della Natura, entrato in vigore nell’agosto del 2024. Un ruolo rilevante su queste tematiche svolgono in Italia anche alcune reti collaborative tra enti pubblici e privati, come l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASVIS) e il National Biodiversity Future Center (NBFC), di cui fanno pure parte università e imprese. La correlazione esistente tra sostenibilità, biodiversità e impatto diretto sugli esseri umani è stata sostenuta e provata da numerosi studi, i quali hanno evidenziato come proteggere la natura, gli animali, le piante e gli ecosistemi del nostro Pianeta equivale a preservare la salute nostra e quella del Pianeta, oltre ad assicurare il benessere e la prosperità economica delle generazioni presenti e future in un ambiente integro. In particolare, questi studi spiegano come biodiversità e salute siano strettamente legate e abbiano un impatto reciproco, ad esempio sulla qualità dell’acqua e dell’aria, sulla produzione alimentare e la nutrizione, sulla diversità microbica e le malattie non trasmissibili.| File | Dimensione | Formato | |
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