A quarant’anni dalla pubblicazione de La macchina della pittura di Omar Calabrese (MdP), questo saggio ne ricostruisce la portata teorica e metodologica, mettendone in luce l'attualità nel panorama degli studi semiotici e della teoria dell'immagine. L'obiettivo è quello di mostrare come MdP abbia inaugurato una prospettiva che considera la pittura non come semplice oggetto di applicazione della teoria semiotica, ma come luogo di elaborazione teorica autonoma, capace di mettere alla prova e rinnovare i modelli interpretativi. Al centro dell'analisi è appunto la nozione di oggetto teorico, sviluppata a partire dalle riflessioni di Hubert Damisch e Louis Marin e rielaborata da Calabrese per individuare quelle opere che, riflettendo sul proprio stesso funzionamento, producono conoscenza teorica attraverso la pratica figurativa. Il saggio ripercorre la genealogia di questo concetto, ne chiarisce le implicazioni epistemologiche e ne evidenzia il valore euristico, sottolineando il carattere sperimentale dell'analisi semiotica come dialogo con la singolarità delle opere. Infine, presenta i contributi raccolti nel volume come una nuova "cartografia" di oggetti teorici, capace di rilanciare questioni centrali della semiotica dell'immagine e di favorire un confronto interdisciplinare tra storia dell'arte, estetica, visual culture e teoria dell'immagine.
Careri, G., Lancioni, T., Vannoni, M. (2026). A quarant’anni dalla Macchina della pittura. CARTE SEMIOTICHE, Annale 13(2), 7-21.
A quarant’anni dalla Macchina della pittura
Giovanni Careri
;Tarcisio Lancioni
;Mirco Vannoni
2026-01-01
Abstract
A quarant’anni dalla pubblicazione de La macchina della pittura di Omar Calabrese (MdP), questo saggio ne ricostruisce la portata teorica e metodologica, mettendone in luce l'attualità nel panorama degli studi semiotici e della teoria dell'immagine. L'obiettivo è quello di mostrare come MdP abbia inaugurato una prospettiva che considera la pittura non come semplice oggetto di applicazione della teoria semiotica, ma come luogo di elaborazione teorica autonoma, capace di mettere alla prova e rinnovare i modelli interpretativi. Al centro dell'analisi è appunto la nozione di oggetto teorico, sviluppata a partire dalle riflessioni di Hubert Damisch e Louis Marin e rielaborata da Calabrese per individuare quelle opere che, riflettendo sul proprio stesso funzionamento, producono conoscenza teorica attraverso la pratica figurativa. Il saggio ripercorre la genealogia di questo concetto, ne chiarisce le implicazioni epistemologiche e ne evidenzia il valore euristico, sottolineando il carattere sperimentale dell'analisi semiotica come dialogo con la singolarità delle opere. Infine, presenta i contributi raccolti nel volume come una nuova "cartografia" di oggetti teorici, capace di rilanciare questioni centrali della semiotica dell'immagine e di favorire un confronto interdisciplinare tra storia dell'arte, estetica, visual culture e teoria dell'immagine.| File | Dimensione | Formato | |
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