Eccellente condensato dello studio più che decennale che Ma- riano Campo dedicherà non solo all’analisi delle opere precritiche, ma più in generale alla filosofia kantiana tutta, nella sua totalità appunto, la prolusione del ‘55 mi pare racchiuda tutte le ragioni per le quali un’opera come “La genesi del criticismo kantiano”3 torna oggi, a distanza di oltre un settantennio dalla sua prima apparizione, non soltanto a rivendicare un posto di diritto nel novero dei testi di riferimento per lo studio della filosofia kantiana, ma finanche a rap- presentare un modello di ricerca filosofica cui forse sarebbe bene oggi tornare ad aspirarsi. Tra queste ragioni spicca, indiscussa e di fatto mai dimenticata, certamente quella di carattere metodologico: in palese controtendenza rispetto all’adagio contemporaneo della iperspecializzazione dei saperi, che incentiva sempre di più il proli- ferare massiccio di disamine settoriali e del tutto frammentarie, il la- voro di Mariano Campo si configura, al contrario, come un paziente e rigoroso esercizio di “scavo”, la cui vocazione sistemica esige fin da principio un ascolto ampio, indiscriminato e scevro da pregiudizi dell’intera produzione precritica, ma pur sempre in un’ottica che non rifugge i giudizi di valore e le necessarie di prese di posizione.
Segesta, J. (2026). Mariano Campo interprete di Kant: la crisi prima della Critica. HO THEOLOGOS, 44(1), 127-138.
Mariano Campo interprete di Kant: la crisi prima della Critica
Segesta Jessica
2026-01-01
Abstract
Eccellente condensato dello studio più che decennale che Ma- riano Campo dedicherà non solo all’analisi delle opere precritiche, ma più in generale alla filosofia kantiana tutta, nella sua totalità appunto, la prolusione del ‘55 mi pare racchiuda tutte le ragioni per le quali un’opera come “La genesi del criticismo kantiano”3 torna oggi, a distanza di oltre un settantennio dalla sua prima apparizione, non soltanto a rivendicare un posto di diritto nel novero dei testi di riferimento per lo studio della filosofia kantiana, ma finanche a rap- presentare un modello di ricerca filosofica cui forse sarebbe bene oggi tornare ad aspirarsi. Tra queste ragioni spicca, indiscussa e di fatto mai dimenticata, certamente quella di carattere metodologico: in palese controtendenza rispetto all’adagio contemporaneo della iperspecializzazione dei saperi, che incentiva sempre di più il proli- ferare massiccio di disamine settoriali e del tutto frammentarie, il la- voro di Mariano Campo si configura, al contrario, come un paziente e rigoroso esercizio di “scavo”, la cui vocazione sistemica esige fin da principio un ascolto ampio, indiscriminato e scevro da pregiudizi dell’intera produzione precritica, ma pur sempre in un’ottica che non rifugge i giudizi di valore e le necessarie di prese di posizione.| File | Dimensione | Formato | |
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