This study addresses the gap between the theoretical and regulatory recognition of music’s educational value and its translation into everyday practice in Italian primary schools. The core problem lies in the difficulty of making music a stable, inclusive, and curricular experience amid organizational constraints and uneven teacher preparation. The aim is to develop and validate an “agency-oriented” model grounded in the “Capability Approach” and in “digital learning by doing”, capable of turning principles into replicable teaching routines that connect ideation, performance, recording, re-listening, and guided reflection, supported by low-threshold digital tools and accessible tangible devices.Methodologically, the study adopts a research-project design with a “Mixed-Methods” approach, integrating context analysis, classroom-based didactic experiments in primary school classes, and teacher-education pathways, with sustained attention to transferability in ordinary school settings and to alignment with local networks and learning communities. The instructional design is informed by neuroscientific evidence and twentieth-century pedagogical traditions reinterpreted through an inclusive lens, and leverages simple technologies not as an end in themselves but as means to document and make learning processes visible.The findings indicate strengthened teacher self-efficacy and design competence, improved alignment between training needs and practice, and a greater capacity to integrate digital media in service of musical and inclusive goals. In classrooms, increases in participation, motivation, and autonomy are observed, alongside signs of improved accessibility for pupils with special educational needs; at the organizational level, clear minimum conditions for school governance emerge that support continuity without requiring extraordinary resources.The conclusions point to the model’s sustainability and scalability, provided that school networks, communities of practice, and continuous professional development are cultivated, while maintaining a critical use of technology and rigorous ethical standards in documentation. The implications span pedagogy and policy alike: a coherent integration of the Capability Approach, active musical practice, and simple digital tools can shift music from an episodic activity to a curricular pillar for inclusion, creativity, and citizenship, offering primary schools a realistic and transferable pathway within the constraints of real educational contexts.

La ricerca affronta il divario tra il riconoscimento teorico-normativo del valore formativo della musica e la sua effettiva traduzione in pratiche quotidiane nella scuola primaria italiana. Il problema risiede nella difficoltà di rendere la musica un’esperienza stabile, inclusiva e curricolare in presenza di vincoli organizzativi e di una preparazione disomogenea del corpo docente. L’obiettivo è elaborare e validare un modello “agency-oriented” fondato sul “Capability Approach” e sul “digital learning by doing”, capace di trasformare il riconoscimento di principio in routine didattiche replicabili che uniscano ideazione, esecuzione, registrazione, riascolto e riflessione guidata, con l’ausilio di strumenti digitali a bassa soglia e dispositivi concreti accessibili.Metodologicamente, il lavoro adotta un’impostazione di ricerca-progetto con approccio “Mixed Methods”, che integra analisi del contesto, sperimentazioni didattiche in classi della primaria e percorsi di formazione docenti, mantenendo costante l’attenzione alla trasferibilità nei contesti ordinari e al raccordo con le reti territoriali e le comunità educanti. La progettazione didattica è informata da evidenze neuroscientifiche e da tradizioni metodologiche del Novecento, rilette in chiave inclusiva, e fa leva su tecnologie semplici non come fine, ma come mezzo per documentare e rendere visibili i processi di apprendimento.Si registra un rafforzamento dell’autoefficacia e della competenza progettuale dei docenti, un migliore allineamento tra bisogni formativi e pratiche, e una maggiore capacità di integrare il digitale in funzione degli obiettivi musicali e inclusivi. In classe si osservano aumento di partecipazione, motivazione e autonomia, insieme a segnali di accessibilità per alunni con bisogni educativi speciali; sul piano organizzativo emergono condizioni minime chiare per la governance scolastica, funzionali alla continuità delle attività senza richieste di risorse straordinarie.Le conclusioni indicano la sostenibilità e la scalabilità del modello, a condizione di investire su reti di scuole, comunità di pratica e formazione continua, mantenendo un uso critico delle tecnologie e una rigorosa attenzione etica alla documentazione. Le implicazioni riguardano sia la didattica sia le politiche scolastiche: l’integrazione coerente tra Capability Approach, pratiche attive e strumenti digitali consente di spostare la musica da attività episodica a pilastro curricolare per inclusione, creatività e cittadinanza, offrendo alla scuola primaria un percorso realistico e trasferibile entro i vincoli dei contesti educativi.

Cosenza, B. (2026). IL PROGETTO MID (MUSICA, INCLUSIONE E DIGITALE). (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Palermo, 2026).

IL PROGETTO MID (MUSICA, INCLUSIONE E DIGITALE)

COSENZA, Bartolomeo
2026-07-01

Abstract

This study addresses the gap between the theoretical and regulatory recognition of music’s educational value and its translation into everyday practice in Italian primary schools. The core problem lies in the difficulty of making music a stable, inclusive, and curricular experience amid organizational constraints and uneven teacher preparation. The aim is to develop and validate an “agency-oriented” model grounded in the “Capability Approach” and in “digital learning by doing”, capable of turning principles into replicable teaching routines that connect ideation, performance, recording, re-listening, and guided reflection, supported by low-threshold digital tools and accessible tangible devices.Methodologically, the study adopts a research-project design with a “Mixed-Methods” approach, integrating context analysis, classroom-based didactic experiments in primary school classes, and teacher-education pathways, with sustained attention to transferability in ordinary school settings and to alignment with local networks and learning communities. The instructional design is informed by neuroscientific evidence and twentieth-century pedagogical traditions reinterpreted through an inclusive lens, and leverages simple technologies not as an end in themselves but as means to document and make learning processes visible.The findings indicate strengthened teacher self-efficacy and design competence, improved alignment between training needs and practice, and a greater capacity to integrate digital media in service of musical and inclusive goals. In classrooms, increases in participation, motivation, and autonomy are observed, alongside signs of improved accessibility for pupils with special educational needs; at the organizational level, clear minimum conditions for school governance emerge that support continuity without requiring extraordinary resources.The conclusions point to the model’s sustainability and scalability, provided that school networks, communities of practice, and continuous professional development are cultivated, while maintaining a critical use of technology and rigorous ethical standards in documentation. The implications span pedagogy and policy alike: a coherent integration of the Capability Approach, active musical practice, and simple digital tools can shift music from an episodic activity to a curricular pillar for inclusion, creativity, and citizenship, offering primary schools a realistic and transferable pathway within the constraints of real educational contexts.
lug-2026
La ricerca affronta il divario tra il riconoscimento teorico-normativo del valore formativo della musica e la sua effettiva traduzione in pratiche quotidiane nella scuola primaria italiana. Il problema risiede nella difficoltà di rendere la musica un’esperienza stabile, inclusiva e curricolare in presenza di vincoli organizzativi e di una preparazione disomogenea del corpo docente. L’obiettivo è elaborare e validare un modello “agency-oriented” fondato sul “Capability Approach” e sul “digital learning by doing”, capace di trasformare il riconoscimento di principio in routine didattiche replicabili che uniscano ideazione, esecuzione, registrazione, riascolto e riflessione guidata, con l’ausilio di strumenti digitali a bassa soglia e dispositivi concreti accessibili.Metodologicamente, il lavoro adotta un’impostazione di ricerca-progetto con approccio “Mixed Methods”, che integra analisi del contesto, sperimentazioni didattiche in classi della primaria e percorsi di formazione docenti, mantenendo costante l’attenzione alla trasferibilità nei contesti ordinari e al raccordo con le reti territoriali e le comunità educanti. La progettazione didattica è informata da evidenze neuroscientifiche e da tradizioni metodologiche del Novecento, rilette in chiave inclusiva, e fa leva su tecnologie semplici non come fine, ma come mezzo per documentare e rendere visibili i processi di apprendimento.Si registra un rafforzamento dell’autoefficacia e della competenza progettuale dei docenti, un migliore allineamento tra bisogni formativi e pratiche, e una maggiore capacità di integrare il digitale in funzione degli obiettivi musicali e inclusivi. In classe si osservano aumento di partecipazione, motivazione e autonomia, insieme a segnali di accessibilità per alunni con bisogni educativi speciali; sul piano organizzativo emergono condizioni minime chiare per la governance scolastica, funzionali alla continuità delle attività senza richieste di risorse straordinarie.Le conclusioni indicano la sostenibilità e la scalabilità del modello, a condizione di investire su reti di scuole, comunità di pratica e formazione continua, mantenendo un uso critico delle tecnologie e una rigorosa attenzione etica alla documentazione. Le implicazioni riguardano sia la didattica sia le politiche scolastiche: l’integrazione coerente tra Capability Approach, pratiche attive e strumenti digitali consente di spostare la musica da attività episodica a pilastro curricolare per inclusione, creatività e cittadinanza, offrendo alla scuola primaria un percorso realistico e trasferibile entro i vincoli dei contesti educativi.
Progetto MID (Musica, Inclusione e Digitale), Educazione musicale inclusiva; Capability Approach; Digital learning by doing; Formazione docenti, Scuola primaria.
Cosenza, B. (2026). IL PROGETTO MID (MUSICA, INCLUSIONE E DIGITALE). (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Palermo, 2026).
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