Se, nell’età industriale, l’interno domestico disponeva il suo funzionamento nell’organizzazione per usi distinti di specifici invasi, il tempo corrente registra un cambio di prospettiva. La memoria di un’intimità riconducibile ad ambiti dimensionali – camere, antri, nicchie, identificati nel passato come unità separate, care a quella che fu la narrazione di Gaston Bachelard nella codificazione di una sua ‘poetica’ dello spazio (Bachelard, 1957) – tende a mutare la connessione tra luogo e funzione in un’identità più ‘fluida’ delle relazioni, ‘liquida’ secondo Zygmunt Bauman (Bauman, 2000), tesa a interpretare un’idea di ‘scorrimento’ sintetizzabile in una continuità spaziale tipica dei flussi informatici. La condizione postmoderna (Lyotard, 1979), nel disporre un ribaltamento di valori e prospettive in seno a una rimodulazione del principio di accumulazione della ricchezza, delinea nella dissoluzione del concetto di famiglia e in una codificazione sempre più elastica dei tempi, dei modi, dei luoghi, del lavoro cognitivo, i presupposti di un ‘attraversamento’ del progetto che, dalle richieste di ‘standardizzazione’, ‘centralità’, ‘specializzazione’ caratterizzanti l’alloggio del Movimento Moderno, conduce alle opposte esigenze di una ‘individualizzazione’ dei temi compositivi, di una ‘flessibilità’ d’uso dei suoi ambienti in seno al bisogno di ‘mobilità’ dei suoi fruitori. A un secolo di distanza dall’avvento delle Avanguardie, dunque, è lo spazio domestico a essere messo in discussione nelle sue stesse determinanti costitutive in seno a un’inedita attribuzione di ‘valore’ al concetto di ‘temporaneo’, di ‘transitorio’, di ‘reversibile’, come caratteri di un’esperienza quotidiana condivisa ma ancora in attesa di una coerente rappresentazione. «

Russo, A. (2026). Sull’Abitare. La temporaneità come ‘valore’. In S. Cattiodoro, P. De Marco, F. Guarrera, L. Lanini, P. Mei, A. Russo (a cura di), Per una Nuova Casa Italiana. Permanenza e temporaneità dell’abitare mediterraneo (pp. 36-41). Pisa : Pisa University Press.

Sull’Abitare. La temporaneità come ‘valore’

Russo, Antonello
2026-01-01

Abstract

Se, nell’età industriale, l’interno domestico disponeva il suo funzionamento nell’organizzazione per usi distinti di specifici invasi, il tempo corrente registra un cambio di prospettiva. La memoria di un’intimità riconducibile ad ambiti dimensionali – camere, antri, nicchie, identificati nel passato come unità separate, care a quella che fu la narrazione di Gaston Bachelard nella codificazione di una sua ‘poetica’ dello spazio (Bachelard, 1957) – tende a mutare la connessione tra luogo e funzione in un’identità più ‘fluida’ delle relazioni, ‘liquida’ secondo Zygmunt Bauman (Bauman, 2000), tesa a interpretare un’idea di ‘scorrimento’ sintetizzabile in una continuità spaziale tipica dei flussi informatici. La condizione postmoderna (Lyotard, 1979), nel disporre un ribaltamento di valori e prospettive in seno a una rimodulazione del principio di accumulazione della ricchezza, delinea nella dissoluzione del concetto di famiglia e in una codificazione sempre più elastica dei tempi, dei modi, dei luoghi, del lavoro cognitivo, i presupposti di un ‘attraversamento’ del progetto che, dalle richieste di ‘standardizzazione’, ‘centralità’, ‘specializzazione’ caratterizzanti l’alloggio del Movimento Moderno, conduce alle opposte esigenze di una ‘individualizzazione’ dei temi compositivi, di una ‘flessibilità’ d’uso dei suoi ambienti in seno al bisogno di ‘mobilità’ dei suoi fruitori. A un secolo di distanza dall’avvento delle Avanguardie, dunque, è lo spazio domestico a essere messo in discussione nelle sue stesse determinanti costitutive in seno a un’inedita attribuzione di ‘valore’ al concetto di ‘temporaneo’, di ‘transitorio’, di ‘reversibile’, come caratteri di un’esperienza quotidiana condivisa ma ancora in attesa di una coerente rappresentazione. «
2026
Settore CEAR-09/C - Architettura degli interni e allestimento
Russo, A. (2026). Sull’Abitare. La temporaneità come ‘valore’. In S. Cattiodoro, P. De Marco, F. Guarrera, L. Lanini, P. Mei, A. Russo (a cura di), Per una Nuova Casa Italiana. Permanenza e temporaneità dell’abitare mediterraneo (pp. 36-41). Pisa : Pisa University Press.
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