L’ interessante conversazione con Anna Maria Petrioli Tofani, direttrice della Galleria degli Uffizi all’epoca della strage, si inquadra nel più ampio progetto nel quale prende forma e attraverso il quale si vuole sottolineare l’importanza della conservazione della memoria e del valore identitario delle opere d’arte sottoposte a distruzione durante la strage che ebbe luogo in via dei Georgofili a Firenze il 27 maggio del 1993. Grande l’impatto sociale delle bombe del ’93, ma molto poco studiati i suoi significati simbolici e identitari, i suoi effetti sulla comunità e sui singoli soggetti. La ricerca ha cercato di coprire un vuoto analitico e conoscitivo, ordinando i fatti, trovandone le connessioni e i reticoli, facendone emergere la forte carica simbolica nel porsi come un attacco diretto a incarnazioni artistiche dell’identità nazionale, in una strategia terroristica e destabilizzante (o semplicemente “stabilizzante” – per usare le parole di Gabriele Chelazzi – di fronte al terremoto seguito alla crisi dei principali partiti politici messo in atto dal processo Mani Pulite) anche fuori dal territorio nazionale.
Dino, A. (2026). Credo che sia stato per i fiorentini una cosa analoga a quella che è stato per i newyorkesi quando hanno abbattuto le Torri Gemelle. Intervista con Anna Maria Petrioli Tofani. In D. De Felice, M. Bacio (a cura di), Quaderni del Laboratorio Interdisciplinare di ricerca su Corpi, Diritti, Conflitti. Diritto e devianza nel contemporaneo: prospettive, pratiche, trasformazioni (pp. 103-126). Varazze (Savona) : PM editore.
Credo che sia stato per i fiorentini una cosa analoga a quella che è stato per i newyorkesi quando hanno abbattuto le Torri Gemelle. Intervista con Anna Maria Petrioli Tofani
Alessandra Dino
2026-04-01
Abstract
L’ interessante conversazione con Anna Maria Petrioli Tofani, direttrice della Galleria degli Uffizi all’epoca della strage, si inquadra nel più ampio progetto nel quale prende forma e attraverso il quale si vuole sottolineare l’importanza della conservazione della memoria e del valore identitario delle opere d’arte sottoposte a distruzione durante la strage che ebbe luogo in via dei Georgofili a Firenze il 27 maggio del 1993. Grande l’impatto sociale delle bombe del ’93, ma molto poco studiati i suoi significati simbolici e identitari, i suoi effetti sulla comunità e sui singoli soggetti. La ricerca ha cercato di coprire un vuoto analitico e conoscitivo, ordinando i fatti, trovandone le connessioni e i reticoli, facendone emergere la forte carica simbolica nel porsi come un attacco diretto a incarnazioni artistiche dell’identità nazionale, in una strategia terroristica e destabilizzante (o semplicemente “stabilizzante” – per usare le parole di Gabriele Chelazzi – di fronte al terremoto seguito alla crisi dei principali partiti politici messo in atto dal processo Mani Pulite) anche fuori dal territorio nazionale.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Quaderni VI - De Felice - Bacio_copia digitale.pdf
accesso aperto
Descrizione: Intera monografia
Tipologia:
Versione Editoriale
Dimensione
10 MB
Formato
Adobe PDF
|
10 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


