Nella società aperta in cui siamo immersi, la città da “enciclopedia eteroscritta” si evolve in quella che definisco una “wikipedia urbana”: cioè un’opera cognitiva collettiva in cui gli abitanti e gli utilizzatori, i decisori e gli attori, i progettisti e gli attuatori compongono la struttura arricchendola continuamente con l’evoluzione degli usi, con l’interpretazione dei significati, con le volontà delle intenzioni. Essa si evolve come luogo di condensazione delle intelligenze collettive che la abitano e la attraversano, come reticolo sia dei suoi valori consolidati, sia di quelli vocazionali, ma ancor di più di quelli immaginati dal progetto urbanistico nella sua funzione di “catalizzatore” di risorse locali, di “commutatore” dell’economia delle reti globali e di “generatore” di identità reticolari. A fronte di questa ricchezza epistemologica e nonostante una generale complessità e multidisciplinarità degli approcci e dei contributi, le metodologie, le pratiche e, soprattutto, gli esiti del progetto urbanistico hanno spesso adottato un atteggiamento consuetudinario. Una routine compulsiva e omnicomprensiva ha prodotto rappresentazioni che mostrano indifferenza nei confronti del territorio concreto, delle sue leggi naturali ed artificiali, del suo intreccio di strati e forme dell’abitare, tentando di appiattire le “imperfezioni” verso regole predefinite, puntando su una astratta scientificità del metodo piuttosto che sulla valorizzazione delle diversità, delle rugosità, delle identità e delle singolarità come fattori di qualità e produttori di eccellenza, e quindi di nuove economie urbane. La wikipedia urbana ci richiede nuove epistemologie e rinnovate ermeneutiche capaci di produrre senso mentre interpretiamo il significato, di generare città mentre la leggiamo.

CARTA, M. (2013). Open Urbanism. Progettare città senzienti e dialogiche. OPERE, 34, 88-93.

Open Urbanism. Progettare città senzienti e dialogiche

CARTA, Maurizio
2013

Abstract

Nella società aperta in cui siamo immersi, la città da “enciclopedia eteroscritta” si evolve in quella che definisco una “wikipedia urbana”: cioè un’opera cognitiva collettiva in cui gli abitanti e gli utilizzatori, i decisori e gli attori, i progettisti e gli attuatori compongono la struttura arricchendola continuamente con l’evoluzione degli usi, con l’interpretazione dei significati, con le volontà delle intenzioni. Essa si evolve come luogo di condensazione delle intelligenze collettive che la abitano e la attraversano, come reticolo sia dei suoi valori consolidati, sia di quelli vocazionali, ma ancor di più di quelli immaginati dal progetto urbanistico nella sua funzione di “catalizzatore” di risorse locali, di “commutatore” dell’economia delle reti globali e di “generatore” di identità reticolari. A fronte di questa ricchezza epistemologica e nonostante una generale complessità e multidisciplinarità degli approcci e dei contributi, le metodologie, le pratiche e, soprattutto, gli esiti del progetto urbanistico hanno spesso adottato un atteggiamento consuetudinario. Una routine compulsiva e omnicomprensiva ha prodotto rappresentazioni che mostrano indifferenza nei confronti del territorio concreto, delle sue leggi naturali ed artificiali, del suo intreccio di strati e forme dell’abitare, tentando di appiattire le “imperfezioni” verso regole predefinite, puntando su una astratta scientificità del metodo piuttosto che sulla valorizzazione delle diversità, delle rugosità, delle identità e delle singolarità come fattori di qualità e produttori di eccellenza, e quindi di nuove economie urbane. La wikipedia urbana ci richiede nuove epistemologie e rinnovate ermeneutiche capaci di produrre senso mentre interpretiamo il significato, di generare città mentre la leggiamo.
Settore ICAR/21 - Urbanistica
CARTA, M. (2013). Open Urbanism. Progettare città senzienti e dialogiche. OPERE, 34, 88-93.
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