Il contributo, collocandosi nell’ambito degli studi di onomastica letteraria e soffermandosi sul rapporto tra nomi di luogo, memoria e scrittura autobiografica, prende in esame i riferimenti toponomastici presenti nel racconto postumo “Il dirigibile perduto” di Antonio Russello. Dopo un breve inquadramento teorico, l’analisi si concentra sulla fitta rete di riferimenti topografici che attraversa la narrazione e che restituisce il profilo della Caltanissetta degli anni dell’infanzia dello scrittore. Attraverso l’analisi delle occorrenze odonimiche presenti nel racconto, vengono messi in luce i meccanismi attraverso cui lo spazio urbano si trasforma in luogo della memoria e strumento di ricostruzione identitaria. I nomi di vie, piazze, edifici e quartieri non svolgono solo una funzione localizzante ma accompagnano il recupero di esperienze e relazioni che riaffiorano nel processo della rievocazione. Il dato topografico si intreccia costantemente con la dimensione autobiografica e narrativa, mentre le forme toponimiche utilizzate da Russello spesso oscillano tra denominazioni ufficiali e usi correnti.
Serradifalco, A. (2026). Toponomastica letteraria, tra memoria e ufficialità: gli itinerari di Antonio Russello. In A. Campanella, M. Chichi, I. Vermiglio (a cura di), Studi di toponomastica italo-romanza. Metodi e prospettive (pp. 415-432). Firenze : Cesati.
Toponomastica letteraria, tra memoria e ufficialità: gli itinerari di Antonio Russello
Antonio Serradifalco
2026-01-01
Abstract
Il contributo, collocandosi nell’ambito degli studi di onomastica letteraria e soffermandosi sul rapporto tra nomi di luogo, memoria e scrittura autobiografica, prende in esame i riferimenti toponomastici presenti nel racconto postumo “Il dirigibile perduto” di Antonio Russello. Dopo un breve inquadramento teorico, l’analisi si concentra sulla fitta rete di riferimenti topografici che attraversa la narrazione e che restituisce il profilo della Caltanissetta degli anni dell’infanzia dello scrittore. Attraverso l’analisi delle occorrenze odonimiche presenti nel racconto, vengono messi in luce i meccanismi attraverso cui lo spazio urbano si trasforma in luogo della memoria e strumento di ricostruzione identitaria. I nomi di vie, piazze, edifici e quartieri non svolgono solo una funzione localizzante ma accompagnano il recupero di esperienze e relazioni che riaffiorano nel processo della rievocazione. Il dato topografico si intreccia costantemente con la dimensione autobiografica e narrativa, mentre le forme toponimiche utilizzate da Russello spesso oscillano tra denominazioni ufficiali e usi correnti.| File | Dimensione | Formato | |
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