Questo articolo si propone di indagare il concetto di ornamento e di esplorare il ruolo dell’inessenziale nella produzione di senso, mostrando come ciò che appare secondario costituisca spesso la condizione di possibilità dell’opera stessa. Attraverso Anzaldúa, Barthes e Derrida, lo stile in scrittura emerge come luogo di intersezione tra corporeità, intenzione e materialità, fino a dissolvere la distinzione tradizionale tra forma e contenuto. Le considerazioni di Remy Charlip incalzano l’idea che ci si possa disfare del supporto materiale, che nei libri illustrati costituisce una cruciale componente narrativa. La scrittura viene così interpretata come pratica liminale, in cui l’ornamento non è un’aggiunta superflua ma il fondamento stesso della legittimità dell’opera.
De Paola, E. (2026). Dal punto di vista del corniciaio. EPEKEINA, 17(1-2), 1-12.
Dal punto di vista del corniciaio
Emilio De PaolaWriting – Original Draft Preparation
2026-01-01
Abstract
Questo articolo si propone di indagare il concetto di ornamento e di esplorare il ruolo dell’inessenziale nella produzione di senso, mostrando come ciò che appare secondario costituisca spesso la condizione di possibilità dell’opera stessa. Attraverso Anzaldúa, Barthes e Derrida, lo stile in scrittura emerge come luogo di intersezione tra corporeità, intenzione e materialità, fino a dissolvere la distinzione tradizionale tra forma e contenuto. Le considerazioni di Remy Charlip incalzano l’idea che ci si possa disfare del supporto materiale, che nei libri illustrati costituisce una cruciale componente narrativa. La scrittura viene così interpretata come pratica liminale, in cui l’ornamento non è un’aggiunta superflua ma il fondamento stesso della legittimità dell’opera.| File | Dimensione | Formato | |
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