The sacredness of a place cannot be understood as a pre-existing quality that reveals itself to humans; rather, it is a quality assigned based on cultural criteria, namely specific and shared representations and experiences of reality. The sacredness of places is always connected to a legend, the discovery of an image, a relic, an apparition, a miracle, or an extraordinary event. It is positively sanctioned by the cultic use for which it becomes a site or negatively by contact prohibitions. The landscape’s natural or artificial characteristics can contribute to reinforcing the perception of a place’s sacredness, but not determining it. While it is true that many sacred places possess a beauty and charm inherent to their religious dimension, there are nonetheless places that do not engage in any way those who are outside the cultic tradition of which they are a part. These issues will be discussed through the examination of some ethnographic cases taken from the work of eminent scholars (Hertz, Brelich) and directly observed: that of the cult of San Besso at Monte Fautenio, that of the Santissima Trinità of Monte Autore, those of the Madonna del Mirto of Palianis, of Santa Veneranda in Skotino and of Santa Rosalia in Palermo.

La sacralità di un luogo non può essere intesa come una qualità che preesiste e si rivela all’uomo, piuttosto come una qualità che viene assegnata sulla base di criteri culturali, ossia sulla base di specifiche e condivise rappresentazioni e esperienze della realtà. La sacralità dei luoghi è sempre connessa a una leggenda, al rinvenimento di un’immagine, di una reliquia, ovvero a un’apparizione, a un miracolo, a un evento straordinario, ed è sancita ‘positivamente’ dall’uso cultuale di cui questo diviene sede o ‘negativamente’ da divieti di contatto. Vi sono certamente caratteristiche naturali o artificiali del paesaggio che possono contribuire a raπorzare la percezione sacrale di un luogo ma non a determinarla. Se è vero che numerosi luoghi sacri possiedono una bellezza e un fascino costitutivi della loro dimensione religiosa nondimeno non mancano i luoghi che non coinvolgono in alcun modo chi è estraneo alla tradizione cultuale di cui questo è parte. Questi temi saranno discussi attraverso l’esame di alcuni casi etnografici desunti dal lavoro di eminenti studiosi (Hertz, Brelich) e direttamente osservati: quello del culto di san Besso presso il Monte Fautenio, quello della Santissima Trinità di Monte Autore, quelli della Madonna del Mirto di Palianis, di Santa Veneranda a Skotino e di Santa Rosalia a Palermo.

Buttitta, I. (2026). Montagne, alberi, grotte. Paesaggi e spazi del sacro tra mondo antico e contemporaneità folklorica. KOKALOS, LXIII, 45-62.

Montagne, alberi, grotte. Paesaggi e spazi del sacro tra mondo antico e contemporaneità folklorica

Buttitta, Ignazio
2026-05-01

Abstract

The sacredness of a place cannot be understood as a pre-existing quality that reveals itself to humans; rather, it is a quality assigned based on cultural criteria, namely specific and shared representations and experiences of reality. The sacredness of places is always connected to a legend, the discovery of an image, a relic, an apparition, a miracle, or an extraordinary event. It is positively sanctioned by the cultic use for which it becomes a site or negatively by contact prohibitions. The landscape’s natural or artificial characteristics can contribute to reinforcing the perception of a place’s sacredness, but not determining it. While it is true that many sacred places possess a beauty and charm inherent to their religious dimension, there are nonetheless places that do not engage in any way those who are outside the cultic tradition of which they are a part. These issues will be discussed through the examination of some ethnographic cases taken from the work of eminent scholars (Hertz, Brelich) and directly observed: that of the cult of San Besso at Monte Fautenio, that of the Santissima Trinità of Monte Autore, those of the Madonna del Mirto of Palianis, of Santa Veneranda in Skotino and of Santa Rosalia in Palermo.
mag-2026
Settore SDEA-01/A - Discipline demoetnoantropologiche
Buttitta, I. (2026). Montagne, alberi, grotte. Paesaggi e spazi del sacro tra mondo antico e contemporaneità folklorica. KOKALOS, LXIII, 45-62.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Buttitta_Kokalos LXIII 2026_Estratti.pdf

Solo gestori archvio

Descrizione: Articolo principale completo di frontespizio e indice del volume
Tipologia: Versione Editoriale
Dimensione 1.83 MB
Formato Adobe PDF
1.83 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10447/707384
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact