Il decreto legge n. 36 del 2025 e la legge di conversione n. 74 del 2025 ridefiniscono i caratteri della disciplina dell'accesso alla cittadinanza italiana, temperando il criterio dello ius sanguinis puro e senza limiti per ragioni essenzialmente riconducibili alla crescita esponenziale del numero di italiani residenti al di fuori del territorio nazionale e di difficoltà a gestire l'elevato numero di richieste di riconoscimento della cittadinanza in alcuni uffici consolari (siti negli Stati dell'America del Sud) e in alcuni tribunali amministrativi regionali (specialmente TAR Veneto) ed ordinari. Questo provvedimento fa emergere il nesso sempre più stretto fra disciplina sull'accesso alla cittadinanza e politiche di governo dei flussi migratori. Ci si sofferma sui profili d'illegittimità costituzionale derivanti dalla perdita della cittadinanza ipso iure ed ope legis per effetto di norme di carattere retroattivo, con riferimento agli artt. 2, 3, 16, 22, 24, 48 Cost. ed ai profili di incompatibilità con il diritto UE (norme sulla cittadinanza dell'Unione) alla luce della giurisprudenza della Corte di giustizia UE.
Cavasino, E. (2026). Una riforma dello ius sanguinis gravemente problematica: la privazione di massa della cittadinanza con decreto legge ed in via retroattiva. In G. Scarchillo (a cura di), La cittadinanza italiana per discendenza (“iure sanguinis”). Riflessioni sugli aspetti di legittimità costituzionale della Legge 74/2025 (pp. 137-154). Pisa : Pacini.
Una riforma dello ius sanguinis gravemente problematica: la privazione di massa della cittadinanza con decreto legge ed in via retroattiva
Elisa Cavasino
2026-01-01
Abstract
Il decreto legge n. 36 del 2025 e la legge di conversione n. 74 del 2025 ridefiniscono i caratteri della disciplina dell'accesso alla cittadinanza italiana, temperando il criterio dello ius sanguinis puro e senza limiti per ragioni essenzialmente riconducibili alla crescita esponenziale del numero di italiani residenti al di fuori del territorio nazionale e di difficoltà a gestire l'elevato numero di richieste di riconoscimento della cittadinanza in alcuni uffici consolari (siti negli Stati dell'America del Sud) e in alcuni tribunali amministrativi regionali (specialmente TAR Veneto) ed ordinari. Questo provvedimento fa emergere il nesso sempre più stretto fra disciplina sull'accesso alla cittadinanza e politiche di governo dei flussi migratori. Ci si sofferma sui profili d'illegittimità costituzionale derivanti dalla perdita della cittadinanza ipso iure ed ope legis per effetto di norme di carattere retroattivo, con riferimento agli artt. 2, 3, 16, 22, 24, 48 Cost. ed ai profili di incompatibilità con il diritto UE (norme sulla cittadinanza dell'Unione) alla luce della giurisprudenza della Corte di giustizia UE.| File | Dimensione | Formato | |
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